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Fratelli, amici e benefattori,
abbiamo ricevuto alcune notizie dai nostri Frati del Pakistan che, in mezzo alle difficoltà causate dalla guerra, si stanno muovendo per alleviare le sofferenze delle decine di migliaia di persone fuggite dallAfghanistan.
* Prima di Natale Fra Sebastian, il Ministro provinciale, ci scriveva:
«La guerra sembra vicina alla fine. Il lavoro per i rifugiati sarà in diverse tappe, ma dobbiamo stare attenti: in questi giorni il nostro governo è molto cauto e sospetto con i rifugiati; i loro campi sono isolati, nessuno può andarci, nemmeno per visitarli.
Stiamo pensando a come aiutarli: ci sono diverse possibilità. Dobbiamo avere pazienza, non fretta, perché tutti sono guardati con sospetto. Pensiamo di lavorare a Quetta, Karachi e Hyderabad, attraverso tre diverse fasi:
La prima consisterà nel procurare aiuti immediati: cibo, vestiti, medicine e acqua potabile. Per questa fase i formatori (i Frati incaricati della formazione dei Frati più giovani), gli studenti e altri Frati andranno a Quetta e raggiungeranno la Caritas. Si fermeranno lì dal 21 al 31 dicembre; lavoreranno come francescani, ma sotto la copertura della Caritas. È la scelta migliore che potevamo fare, perché la Caritas ha il permesso del governo di operare tra i rifugiati.
La seconda fase dovrebbe essere più lunga e stabile. Consisterà nel valutare le necessità quotidiane dei rifugiati e nellaiutarli a trovare i loro mezzi di sussistenza, per esempio procurando macchine per cucire, così che le donne possano preparare vestiti per i loro bambini, per loro stesse e per i vicini. È solo un esempio; quando sarà il momento, penso che potremo trovare tante altre possibilità come questa.
La terza fase consisterà nelleducare i loro figli sul perché si trovino in Pakistan. Credo che i terroristi abbiano impiegato tempo e soldi per diffondere la loro ideologia, e in questo consiste il terrorismo. Forse noi abbiamo sbagliato nel non impiegare tempo e soldi per la pace. Al momento, siamo così impegnati che non possiamo dedicare tempo alla gioventù; forse è arrivato il momento di riorganizzare le nostre attività così da trovare il tempo per i giovani. Vogliamo educare la gente a promuovere la pace. Ci sforzeremo di pubblicare libri e opuscoli sulla pace; stiamo stampando la Preghiera per la pace di san Francesco in diversi dialetti locali
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Per quanto riguarda il personale che si impegnerà in questopera sono daccordo con i Frati, le Suore Francescane Missionarie di Maria e altri componenti della Famiglia francescana, inclusi laici dellOrdine Francescano Secolare (TerzOrdine)».
* Poco dopo Natale, lo stesso Fra Sebastian ci informava sullinizio della prima fase del progetto:
"...Saluti di pace dal Pakistan... Abbiamo trascorso un bel Natale, molto occupati nelle celebrazioni. Alla sera di Natale ci siamo riuniti con tutti i Frati per celebrare anche tra noi la festa, con canti, scambi di doni e una buona cena.
Le scorse settimane ho visitato molti Frati e pianificato gli aiuti per i rifugiati. Fra Saleem, Maestro dei novizi, i due novizi Eric e Victor insieme ad altri due Frati sono andati a Quetta per iniziare lopera di aiuto: per adesso lavorano insieme alla Caritas, ma presto formeranno un team con le Suore FMM presenti nella zona.
Hanno celebrato il Natale insieme ai rifugiati: a loro sembra di aiutare Gesù, che fu anche lui un rifugiato in Egitto, con Maria e Giuseppe...".
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