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NOTIZIE
Secondo Congresso americano missionario. 
Unoccasione per riflettere.
A conclusione dellAnno Santo missionario, che è stato celebrato nellAmerica centrale, si è svolto nella città di Guatemala City, dal 25 al 30 novembre 2003, il secondo congresso americano missionario. Vi hanno partecipato 3000 congressisti, provenienti da tutti i Paesi, dal Canada al Cile, e rappresentanti di tutte le diocesi (laici, religiosi e religiose, sacerdoti, vescovi e cardinali). Lobiettivo del Congresso era quello di animare la vita delle Chiese particolari del continente perché, a partire dalla propria esperienza evangelizzatrice, assumano con responsabilità e nella solidarietà, limpegno della missione ad gentes . E stato un convegno ecclesiale di risveglio e di animazione dello spirito missionario, dove si è celebrata la gioia dellincontro e della condivisione, la grazia della stessa fede e limpegno per la stessa missione. Il motto era: Chiesa in America, la tua vita è missione!. Il tema intorno al quale hanno ruotato le relazioni, i lavori di approfondimento in gruppo e le celebrazioni era: Essere missionario della Chiesa del nostro continente a partire dalla piccolezza, dalla povertà e dal martirio.
Il Congresso è stato arricchito da una grande esposizione missionaria, da un Recital della canzone mariana, da belle celebrazioni inculturate, e si è concluso con una solenne Eucaristia nello stadio cittadino con la presenza di circa 25.000 fedeli.
A chi ha partecipato a questo evento eccezionale, la Chiesa dellAmerica Latina ha mostrato alcuni caratteri specifici e molto interessanti del suo volto. Anzitutto si tratta di una Chiesa che è costituita da una presenza attiva e massiccia dei laici, specialmente i catechisti. In tutti si sente un forte senso di appartenenza alla Chiesa: la gente è fiera di essere cattolica! Essere credente, cristiano, cattolico e missionario, forma un tuttuno e costituisce la gioia e limpegno di ciascuno. E poi si è vista una grande comunione tra le chiese del Nord e le chiese del Sud America: ormai una grande reciprocità lega le due parti dello stesso continente. Ma soprattutto, in questo congresso, la chiesa americana ha fatto un grande passo di apertura verso la missio ad gentes. Essa è passata da chiesa evangelizzata a chiesa evangelizzatrice. Ogni congressista si è dichiarato missionario e si è impegnato per la missione, ovunque il Signore voglia chiamarlo o inviarlo.
Questo importante cammino di apertura missionaria non può non fare riflettere noi francescani. Noi, che siamo stati i pionieri dellevangelizzazione in America, rischiamo di ritrovarci nelle retrovie di una Chiesa in cammino. Noi, che abbiamo aperto i cammini della missione, potremmo rischiare di ritrovarci seduti al bordo della strada della storia. Oggi, in America Latina, ci sono almeno due aree che si possono considerare di specifica missio ad gentes, dove la Chiesa è poco presente e noi francescani in genere siamo assenti: le popolazioni indigene e le popolazioni afro-americane.
A partire da queste considerazioni, i pochi frati presenti al Congresso hanno espresso la necessità e lurgenza di animare nuovamente le Province francescane in America Latina, di incoraggiare fraternità missionarie nel continente, di valorizzare i nostri laici francescani (Gioventù francescana e OFS), e di aprire una fraternità che prepari i nuovi missionari per lo stesso continente. Tutti hanno auspicato che fra qualche anni si possa celebrare un Congresso missionario francescano per tutta lAmerica latina.


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