PRIORITY OF THE
"SPIRIT OF PRAYER AND DEVOTION"


PRIORITÀ DELLO
"SPIRITO DI ORAZIONE E DEVOZIONE"


PRIORIDAD DEL
"ESPÍRITU DE ORACIÓN Y DEVOCIÓN"


email: comgen@ofm.org - Tel: +39-0668491366 Fax: +39-0668491364

Collapse  COMMISSIONE INTERNAZIONALE OFM

I. PRIORITÀ DELLO
"SPIRITO DI ORAZIONE E DEVOZIONE"

General Curia - Rome

 

°   Non è facile vedere oggi nelle nostre Fraternità il primato della relazione con Dio. E’ più facile riconoscere dei servizi e delle condivisioni, anche radicali (vedi la scelta dei poveri), che la loro radice.

°   Bisogna intendersi sul termine contemplazione, senza presumere che tutti i Frati siano d’accordo. Inoltre, occorre tener presente che la contemplazione evoca un’esperienza originaria del credente, che sfugge a qualsiasi presa, perché attinge al rapporto personale che Dio instaura col suo popolo e con ciascuno. Qui siamo nel regime della libertà della grazia di Dio e della libera adesione della creatura: non ci possono essere schemi precostituiti! Quando parliamo di contemplazione non dobbiamo pensare ad un’unica forma o modello. La pluralità delle culture ci obbliga a relativizzare il concetto, per andare all’essenziale.

°   Si ribadisce l’importanza dei modelli di riferimento tipici della nostra tradizione: s. Francesco, s. Chiara, s. Bonaventura, Scoto… Essi ci richiamano a tornare all’essenziale della nostra vita, sapendo riconoscere e purificare ciò che essenziale non è. Questa la condizione per diventare uomini contemplativi, capaci cioè di riconoscere la presenza operante e misericordiosa di Dio in tutte le persone, gli eventi, i passaggi storici.

°   Il CG ’97 ha chiesto di ridefinire l’identità dei Frati Minori in rapporto a ciò che siamo e che facciamo. In particolare sono richiamate tre fondamentali FEDELTA’:

a.    edeltà all’ispirazione carismatica originale e fondante: l’esperienza di s. Francesco.

b.    Fedeltà alle ispirazioni dello Spirito Santo hic et nunc.

c.   Fedeltà alla Chiesa e al mondo d’oggi.

Senza questa triplice fedeltà non c’è possibilità per il nostro futuro. Occorre ricordare che la contemplazione va letta sulla linea della gratia cooperans con la gratia operans, che sta all’origine della nostra vocazione. Siamo entrati nella vita francescana divina inspiratione e, con questo, abbiamo ricevuto la possibilità di rispondere: qui risiede lo specifico della contemplazione: risposta ad un dono ricevuto, nel movimento totale della persona che si situa in rapporto con Dio, con se stessa, con gli altri, con il creato. Questo diviene gradualmente possibile, vivendo le tre fedeltà, sopra ricordate.

°   Se non siamo fedeli alla nostra esperienza originaria non abbiamo un criterio.

°   Se non siamo fedeli allo Spirito Santo nel nostro oggi, tradiamo le origini.

°   Se non siamo fedeli alla Chiesa e al mondo d’oggi, non serviamo a nessuno!

Qual è la recezione dei documenti e della riflessione dell’OFM circa il primato di Dio? Solo intellettuale o informativa? Ha inciso sulla formazione? Ha orientato le scelte concrete?

1.   L’essenziale sta nell’incarnare oggi l’esperienza di Dio: s. Francesco lo ha fatto in diverse forme, attuali ed eloquenti per il suo tempo. A noi è chiesto di ritrovare l’esperienza originale, ma incarnata oggi nel nostro tempo, nella Chiesa ecc. Siamo chiamati a ri-formulare la medesima esperienza, ma nell’oggi della nostra storia, attraverso le dimensioni proprie del carisma: sequela, rapporto con Dio, fraternità, poveri/povertà, lavoro, missione…

2.   Questa esperienza originaria di s. Francesco è espressa molto bene nel Pater noster, perché la relazione di Gesù con il Padre, che vi si esprime, è il cuore del Vangelo. Il cristiano è chiamato ad entrare in modo dinamico e personale in questa relazione, per l’opera dello Spirito Santo: questo movimento è l’origine ed il cuore dell’esperienza cristiana della contemplazione. Nel rapporto di filiazione di Gesù con il Padre, inoltre, è inscritta la possibilità per noi di essere fratelli. La fraternità discende dalla filiazione. Sarebbe opportuna, in questo anno dedicato a Dio Padre, una riscoperta, da parte dei Frati, dell’Ufficio dei Pater, come modalità autenticamente francescana di preghiera.

3.   n questo ambito, si riafferma la centralità della persona e dell’azione dello Spirito Santo come la nostra legge nuova: la nostra legge non è il Decalogo appena. Si tratta piuttosto di una persona che inabita in noi. Questa legge nuova non è opposta al Decalogo, ma può condurci più lontano, anche se non in opposizione al Decalogo.

4.   Lo status quaestionis sembra essere anche il seguente: prima di interrogarci sulla qualità della vita di preghiera, non dobbiamo interrogarci se non si tratti di una scarsa esperienza valida di fede e su una mancata iniziazione e mistagogia di fede? Questo non vale solo per i giovani che oggi accogliamo, magari convertiti di fresco… ma anche per noi! Urge una attenta verifica sulla fede cristiana.

5.   In questa unità di fondo, non si può dare divario tra preghiera personale ed ecclesiale. La cura per la contemplazione non si può esaurire nel garantirsi tempi personali… è l’equivoco di un certo intimismo religioso. Vanno integrate le dimensioni personale e comunitaria e liturgica.

6.   Da qui la riqualificazione di alcuni "luoghi" e "tempi", necessari per non abbandonare l’esperienza di Dio a se stessa, o ad una libertà male intesa:

a.   Esercizi Spirituali: qual è la loro pratica oggi? E quale qualificazione? Si possono dare indicazioni per un rilancio di questo spazio?

b.   Ritiro mensile, giornate di spiritualità: sono strumenti utilizzati? "Funzionano" o sopravvivono a se stessi? Quali percorsi per riqualificarli?

c.   Tempi di eremo e sabbatici: sono praticati? Quale tipologia? Si possono dare indicazioni concrete e strumenti?

d.   Iniziazione alla preghiera, alla meditazione e alla lectio divina: questi percorsi non vanno dati per scontati. Si tratta di forme o sconosciute o irrigidite, senza vivacità spirituale. Si possono individuare e proporre percorsi di formazione, di pratica, di arricchimento interculturale…

e.   Educazione all’uso del tempo e alla cura per il silenzio e gli spazi fisici di preghiera

1.   Riscoprire e valorizzare il compito fondamentale dei Ministri e dei Guardiani, che è quello di accompagnare e curare questa dimensione della vita di fede dei Frati. Nei Frati adulti si trovano spesso le porte sbarrate… sembra trattarsi di un campo di proprietà privata. Con molta difficoltà si comunica l’esperienza di fede, si condivide la Parola ecc. Si nota un pudore e una ritrosia a parlare di questo e anche un certo timore di una preghiera personale profonda, per quello che Dio potrebbe chiedere! Del resto, Ministri e Guardiani possono chiedere solo ciò che essi stessi, per primi, sperimentano…

2.   Riflettere sulla pratica di questa dimensione non da soli, ma insieme alle sorelle Clarisse e ai fratelli e sorelle dell’OFS-GIFRA.

3.   Appare importante approfondire e tenere conto del rapporto tra psicologia e vita di fede e di preghiera.

4.   Non troviamo, né cerchiamo, formule magiche, né pensiamo sia possibile tornare indietro, verso nostalgie del passato.

1. CASE DI PREGHIERA ED EREMI:

Nella tradizione dell’Ordine gli eremi e i conventi di Ritiro hanno una lunga e significativa storia. Segnati dai condizionamenti storici, hanno mantenuto viva nell’Ordine l’ansia evangelica propria di san Francesco.

Anche per questo settore la Commissione dichiara la necessità di avere una panoramica della situazione attuale della Fraternità internazionale circa questo tipo di presenze. Si sa di esperienze in Irlanda, in Francia-Ovest, in Italia…

a.   Si ritiene importante avviare un censimento al riguardo nell’OFM, per rintracciare alcune linee comuni e generali.

b.   Si è concordi nel credere che la denominazione "Casa di Preghiera" non sial la più corretta, in quanto ogni Fraternità è chiamata ad essere, per vocazione e missione, luogo di orazione e di comunione con Dio.

c.   Superare l’idea che si tratti di luoghi in cui si deve solo pregare: piuttosto si tratta di presenze in cui sia possibile vivere la vocazione integrale dell’Ordine, dando particolare risalto alla priorità dello spirito di orazione e devozione. Del resto, nella storia i conventi di Ritiro sono sempre stati centri di evangelizzazione e di accoglienza per i poveri.

d.   Favorire nelle Entità esperienze temporanee di eremo.

e.   Non pensare all’eremo francescano come ad una divisione dal mondo e dal popolo (no alla fuga mundi). L’ispirazione dell’eremo francescano non è una spiritualità monastico-ascetica, ma uno spirito evangelico per cui Gesù Cristo resta l’ispiratore, lui che è rimasto fedele al Padre sul monte e fedele all’uomo nella pianura!

form Versione RTF: Questa scheda - Tutte le schede

 

form Schede: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13


Grafica e realizzazione di JA del 13/7/02
Aggiornato da JA e GPO per l'Ufficio Comunicazioni - Roma - Italia
Utilizza CSS e Javascript
Registrati tra gli ospiti - attendiamo i tuoi suggerimenti