PRIORITY OF THE
"SPIRIT OF PRAYER AND DEVOTION"


PRIORITÀ DELLO
"SPIRITO DI ORAZIONE E DEVOZIONE"


PRIORIDAD DEL
"ESPÍRITU DE ORACIÓN Y DEVOCIÓN"


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II. LO SPIRITO DI ORAZIONE E DEVOZIONE
NEL PROGETTO DI VITA E MISSIONE

General Curia - Rome

 

PROGETTO DI VITA E D MISSIONE

Si riconosce la positività delle indicazioni attuali del centro dell’Ordine circa la realizzazione del Progetto, senza il quale qualsiasi lavoro è destinato alla insignificanza. In un primo giro di opinioni, ci si chiarisce che cosa intendiamo per progetto. Si puntualizza che il Progetto deve essere rispettoso della singolarità e unicità della vocazione di ciascuno; vuole mettere in circolo il dono di ciascun fratello e la fraternità, facendo sì che divengano interdipendenti. Questa è la risposta all’individualismo dilagante. Nel Progetto fraterno è bene insistere sulle cose già presenti, come l’Eucarestia e la preghiera comunitaria ecc., mentre in quello personale sulla dimensione più profonda e personale della crescita nella fede.

Queste indicazioni seguono i punti del Progetto:

analisi della situazione:

   Il Progetto provinciale e quello locale realizzano una lettura della situazione attuale delle Fraternità e dei Frati su questa dimensione. Si può realizzare, a livello provinciale, con un monitoraggio nelle varie Fraternità e con interviste ai Frati.

Quale preghiera comune: momenti, orari, qualità, preparazione, incisività, condivisione con il popolo di Dio o solo chiusa in fraternità...

Quale preghiera personale, con quali strumenti, quale verifica e crescita, a quali fonti si attinge, si ricorre ad altri movimenti o spiritualità…

Quale legame con la ricchezza delle Fonti Francescane e della nostra tradizione spirituale.

Quale ruolo e intensità dei momenti forti degli esercizi spirituali, dei ritiri, di tempi sabbatici e di eremo ecc. Se esistono questi luoghi e come sono animati e vissuti.

Quale risposta concreta dei Frati alle iniziative in tal senso proposte dalla Provincia o dalle Conferenze e quale utilizzo di eventuale materiale inviato nel contesto della Formazione Permanente.

Quali punti positivi e quali più deboli risultano? Dove investire? Che cosa può cadere…?

Verifica se gli appuntamenti e le iniziative offerte rimangano chiuse in se stesse, senza continuità dinamica con il resto della vita dei Frati. Forse bisogna passare dalle iniziative agli itinerari: i momenti forti devono continuare ad essere sostenuti, vissuti e verificati.

Quale confronto e dialogo si attiva con le altre tradizioni religiose e con la richiesta di ‘spiritualità’ che sembra molto elevata.

principi di riferimento (Chiesa, OFM, ecc.)

   L’orizzonte di riferimento ideala e è dato dalla Parola di Dio, dai documenti della Chiesa e OFM, soprattutto "Il cuore rivolto verso il Signore", di cui forse sarebbe opportuno favorire una più capillare conoscenza e recezione nell’Ordine (è passato un po’ inosservato…).

Nel fissare questi principi di riferimento, occorre prestare maggiore attenzione alla ricchezza della nostra spiritualità francescana, da far risaltare di più nella proposta. Questo riferimento deve essere sistematico e solido nei contenuti.

Discernimento(Obiettivi)

In questa fase, che è quella centrale nell’elaborazione del Progetto, si fissano, tenendo conto dei passaggi precedenti, gli obiettivi, finali e intermedi, su un doppio livello, conoscitivo e comportamentale.

Sul piano conoscitivo:

è primario l’obiettivo di superare gradualmente la divisione e contrapposizione tra contemplazione e vita pratica. La vita dell’uomo è unica e unitaria. In tal senso, la priorità dello spirito di orazione e devozione compenetra tutte le altre e, in particolare riferimento alla Formazione, è trasversale a tutti gli aspetti della nostra vita. In questo senso riconosciamo che c’è ancora molto da fare per precisare il concetto più autentico di dimensione contemplativo. Non si deve dare per scontato, ma approfondirlo e motivarlo sempre di nuovo, nel senso di una spiritualità dell’incarnazione.

Un secondo obiettivo a livello di conoscenza è raggiungere un sentire comune circa la missione della Fraternità universale, provinciale, locale e di ciascun frate. Non si può dare educazione della dimensione contemplativa senza una missione che si apre a questa ampiezza, superando l’idea che la missione della fraternità sia l’insieme delle attività di ciascun frate…Contemplazione e vita fraterna sono inseparabili.

Sul piano comportamentale:

°   aiutare a prendere le distanze da una vita piena di attività;

°  aiutare a rientrare in sé stessi, educando all’interiorità e alla relazione;

°  aiutare a usare e a disporre del tempo gratuito (otium sanctum)

°  aiutare a condividere la preghiera, lo scambio sulla Parola ascoltata: questa capacità di leggere e interpretare insieme la Parola legata alla vita, fa di noi uomini di fede;

°  aiutare ad usare sobriamente e con moderazione le cose per essere iniziati alla dimensione contemplativa;

°  aiutare a leggere e ad accogliere i segni positivi delle altre tradizioni religiose;

°  aiutare ad integrare una spiritualità dei frati vissuta nel mondo, tra il popolo, vivendo tra e come i propri fratelli.

°  Tutto questo chiede che non ci siano tensioni tra "dentro" e "fuori": la vita fraterna di preghiera e di formazione e di lavoro prepara, dispone all’evangelizzazione, che è luogo di celebrazione e di missione di quanto si è "visto e udito"; si torna quindi in Fraternità, in una circolarità viva.

°   Favorire in ciascuna Provincia la formazione di équipes di frati per la dimensione contemplativa: innanzitutto per leggere la situazione e comprenderla (vedi sopra); quindi per cogliere il "verso", l’orientamento del vissuto dei Frati in questo campo, ascoltando molto tutti e ciascuno; infine, per creare le possibilità di un sentire comune nella dimensione della contemplazione. Solo dopo, e sempre insieme a questa elaborazione e lettura dei segni della vita dei Frati, possono partire iniziative, tempi forti , accompagnamento ecc.

°   Queste équipes potrebbero avere dei corrispettivi a livello di Conferenze o di fasce della Provincia o delle zone dell’Ordine: gruppi di Frati che, a livello interprovinciale, mettono insieme questo lavoro e sono disponibili ad un progetto integrato di animazione delle Entità e di parti delle Conferenze.

°   Chiedere il contributo di studio e di riflessione al PAA e ad altri Centri di studio OFM per un approfondimento della nostra tradizione spirituale francescana e dei contenuti e dei modi della nostra preghiera. Questo studio dovrebbe rinvenire ed elaborare anche quello che manca nella nostra tradizione, per una attualizzazione veramente feconda.

°   programma di azione (strumenti, tempi e luoghi)

°   verifica (Capitolo locale, provinciale, accompagnamento personale)

   Questi due punti del Progetto sono il frutto dei passaggi sopra esposti, e, quindi, sono propri di ciascuna realtà che li elabora.

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