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La Parola si fa carne: unità tra la Parola di Dio e la vita
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Gv 1, 1-18 |
Sono morti coloro che non vogliono seguire lo spirito della Scrittura (Am VII) |
Il cuore dellapproccio francescano alla Parola di Dio (=PdD) è il posto centrale occupato dal Vangelo, che s. Francesco vuole "osservare" cioè vivere - e, quindi, comprendere e gustare. Lapproccio è dunque esistenziale, vissuto. Il Vangelo è realmente, per s. Francesco, il Signore Gesù Cristo. Questo non va mai dimenticato. Nella nostra tradizione teologico-spirituale la porta daccesso alla S. Scrittura è il Vangelo, cioè Gesù Cristo. Il suo modo di vivere e di essere è lesegesi del Padre.
Vivere obbedienti, casti e senza nulla di proprio perché Cristo nel Vangelo è tutto questo! E il cuore del Vangelo è la Croce di Gesù Cristo: lamore per i nemici e lessere disprezzati in suo nome, come Lui ha accettato tutto questo per fare la volontà del Padre.
La misura per essere frate minore è il Vangelo:
Questa Parola è ascoltata e accolta da s. Francesco nello Spirito Santo, nello spazio vivente della Chiesa, soprattutto nella celebrazione liturgica: Ufficio divino ed Eucaristia. Questa apertura rende possibile a s. Francesco aprirsi allascolto della PdD nella storia, nei fratelli, nel creato.
Queste tre dimensioni non vanno disgiunte, per accogliere la PdD in tutta la sua ricchezza. S. Francesco vuole rispettare anche le parole scritte dei pagani, perché da esse si può comporre il Nome Santo (cfr. 2Cel 82)! In particolare oggi siamo sensibili alla rivelazione che avviene tramite il creato. Cè da scoprire e apprezzare una vera e propria sacramentalità diffusa nel creato.
La S. Scrittura sia il quadro essenziale di riferimento per il Progetto della Formazione Permanente.
A partire da questi punti essenziali ci possiamo chiedere:
° Fino a che punto i Frati conoscono e studiano in modo continuo la S. Scrittura?
°
Che posto occupa la PdD ascoltata, meditata, celebrata nella nostra vita di Fraternità?
° Quanto educhiamo in noi la consapevolezza che lUfficio è PdD celebrata e quanto questo influenza e migliora la qualità delle nostre celebrazioni?
° La lectio divina è oggi molto raccomandata ai religiosi, anche dalla Chiesa: possiamo trovare una via francescana ad essa, senza dimenticare i nostri maestri spirituali?
° La PdD ha a che fare con il tessuto di relazioni dei Frati, non è fuori dalla vita quotidiana: questa unità va riaffermata e coltivata attivamente.
° Il nostro approccio alla PdD tende ad essere più intellettuale e morale: facciamo fatica soprattutto in Occidente a coniugare fede e vita, fede e storia. La PdD illumina la realtà storica e ci aiuta ad interpretarla alla luce della fede.
° Riscoprire il ruolo del Ministro e del Guardiano come colui che "amministra le parole del Signore" ai Frati: è il primo servizio di animazione fraterna, anzi ne è lanima. Quanto questa coscienza è viva tra noi? Occorre lavorare per scoprire questo aspetto del servizio dellautorità. Cè un vero e proprio servizio della Parola da prestare nella Fraternità, al di là dellessere chierici o laici.
° Sintesi
Noi Frati dobbiamo dare il nostro apporto per la più profonda comprensione vitale del Vangelo. Le nostre Fraternità provinciali e locali hanno la responsabilità di approfondire le Scritture, per la loro vita e per levangelizzazione.
Cammino progressivo di educazione
allascolto della Parola nella Formazione Permanente
° Lobiettivo della familiarità con la PdD nel processo vitale della FoPe è il diventare uno con la PdD, cioè il cammino di trasfigurazione nello splendore di Cristo per adorare il Padre in Spirito e verità. Questo per diventare Vangelo vivente nel mondo e nella storia di oggi.
° Tempo sabbatico settimanale per lascolto comunitario della PdD (il lunedì?)
° Celebrazione ricca e variata dellUfficio, valorizzando la Parola di Dio
° Ricordare e incoraggiare alla celebrazione dellUfficio delle Letture, quale momento specifico nella giornata di ascolto orante della PdD
° Proposta della Lectio divina, con lopportuna rilettura francescana. Si introduca innanzitutto nelle Case di Formazione e, quindi, gradualmente nelle altre Case della Provincia.
° Proposta di tempi di studio e aggiornamento biblico, anche in Terra Santa.
° Necessità dellascolto e condizione del silenzio, della libertà, della gratuità, del tempo disponibile. Riequilibrare leccesso di opere, formando allinteriorità profonda.
° Formare espressamente al ministero della predicazione, con corsi di preparazione e di aggiornamento
° Formazione liturgica sistematica nei programmi di FoPe
° La Commissione pastorale provinciale sostiene e orienta i frati nella di predicazione, catechesi ecc.
° Proporre la struttura degli Esercizi e dei Ritiri sulla lettura, meditazione e preghiera con la Scrittura, completata dalla collatio.
° Ci interroghiamo sul valore delladorazione eucaristica, viva anche nella nostra tradizione francescana, per "la riverenza al Corpo del Signore": Corpo della Chiesa, dellEucaristia, dei poveri. Queste tre dimensioni sono inseparabili. Questa unità del Corpo di Cristo fonda e alimenta lazione in favore dei poveri e la condivisione con loro.
° Va riproposto il valore delladorazione eucaristica, tenendo presente il legame profondo con la Scrittura proclamata nella celebrazione liturgica.
° La superficialità o leccesso di razionalismo di noi religiosi può turbare e scandalizzare la fede dei nostri fedeli: la pietà eucaristica e laccostamento alla PdD possono risentire di ciò.
Alcuni elementi francescani
Le parole divine non hanno un mero senso storico. Egli scopre in esse la presenza amante di Cristo. Corpo e Sangue sono in reciproca relazione verso la Parola (LettCh 3). La PdD è per Francesco un sacramento nel quale egli incontra la vivente presenza del Figlio di Dio (Amm XXVI, 3-4; 2LettFed 33).
In questo senso, l'attenzione di Francesco è tutta per il Parlante, per il Dominus, di cui egli ascolta con 'riverente ossequio' le odorosa verba. Già la sinonimia tra Vangelo e Gesù Cristo ci mette su questa strada.
Allo stesso modo, tutte le volte che il Santo cita alcune parole della Scrittura, si premura di aprire con: dicit Dominus, verba eius... Sono le parole di Gesù, il Verbo, la Parola; le parole, ancora, dello Spirito Santo, che sono spirito e vita. In particolare quest'ultima espressione attira l'attenzione di fede di Francesco. Egli ha ben chiara questa verità. La Parola di Dio è tale perché è dello Spirito, è piena di Lui, viene da Lui. Questo dato di fatto ci richiama alle espressioni che possiamo trovare nei Padri e nel Vaticano II circa la Scrittura. E' nello Spirito che sono state scritte le divine parole, ed è nel medesimo Spirito che vanno lette e interpretate (per questa tematica cfr. C. Vaiani, La via di Francesco, Milano 1994, 23-33).
Il tema dello Spirito torna spesso in Francesco. Basti ricordare l'Amm I, nella quale Francesco annota l'opera precipua dello Spirito nel permettere al fedele di "vedere e riconoscere" il Signore Gesù presente nel pane eucaristico.
NellAmm VII torna al tema dello "spirito e vita": Francesco rifugge dalla sola lettera. Polemica larvata contro gli studi o attitudine concreta del laico Francesco, contro le esasperazioni delle glosse e dei raffinati commenti biblici dei suoi contemporanei.
A questo tipo di approccio, Francesco sa opporre solo una Parola colta nella sua scarna carnalità e realtà Ed è proprio questa concretezza della Parola a colpire nell'approccio sanfrancescano.
"Ciò che caratterizza la lettura biblica di Francesco annota acutamente l'Occhialini in uno studio su questo tema (Occhialini, Francesco d'Assisi, in in AA. VV, La lectio divina nella vita religiosa, Bose 1994, 333) e la distingue di più dalla lectio monastica è il prendere la Parola di Dio alla lettera' secondo il suo significato immediato, senza la preoccupazione di cercarvi significati reconditi... C'è in Francesco la viva preoccupazione di non far cadere nessuna parola di Cristo. Sono molti e noti gli esempi di letteralismo evangelico".
Proprio l'attenzione rivolta alla lettera, con l'intenzione di tradurla con semplicità nella vita' porta Francesco a concentrare lo sguardo sul Nuovo Testamento. Secondo l'Indice redatto dal Boccali, negli scritti si trovano citati, esplicitamente o implicitamente, 248 passi (di cui 172 dai salmi) dell'AT e 426 (di cui 268 dai vangeli) del NT. Nei grandi autori medievali, da Benedetto a Bernardo il rapporto tra AT e NT è quasi paritario!
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