PRIORITY OF THE
"SPIRIT OF PRAYER AND DEVOTION"


PRIORITÀ DELLO
"SPIRITO DI ORAZIONE E DEVOZIONE"


PRIORIDAD DEL
"ESPÍRITU DE ORACIÓN Y DEVOCIÓN"


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Collapse  COMMISSIONE INTERNAZIONALE OFM

XI. LA PAROLA DI DIO NEL TEMPO
DELLA FORMAZIONE INIZIALE

General Curia - Rome

 

1. Postulato

°  Obiettivo: il candidato chiarisce la domanda: "chi sono io e chi voglio diventare?", approfondendo, attraverso l’avviamento al contatto personale e comunitario con la PdD, la sua decisione di iniziare la sequela di Cristo e la sua maturità umana e cristiana (cfr. RFF 124-127).

°  Mezzi:

1.   Curare la vita ordinaria della Fraternità, centrata sulla PdD.

2.  Accompagnamento spirituale personale, basato sulla PdD, soprattutto nel rileggere la propria storia personale, umana, cristiana e vocazionale.

3.  Favorire un tempo precedente la Messa quotidiana, per leggere e pregare sulla PdD proclamata in essa.

4.  Preparare la Liturgia della settimana, imparando a collegare la PdD con i piccoli e grandi eventi di ogni giorno.

5.  Educare ad accogliere nella S. Scrittura la presenza viva di Cristo, soprattutto quando essa è proclamata, ascoltata e spiegata nella comunità radunata per la Liturgia.

6.  Lettura quotidiana della PdD, educando a cogliere i passaggi della Scrittura che toccano di più il cuore, affidandoli alla memoria; condivisione della Parola in piccoli gruppi.

7.  Iniziare in maniera sapienziale alla preghiera, attraverso una meditazione guidata, basata su testi biblici.

8.  Tempi e metodi regolari per l’orazione meditativa o contemplativa.

9.  Accompagnare una più solida e organica formazione cristiana, basata sulla S. Scrittura.

10.  Comprendere, attraverso una formazione specifica, che cosa è (e non è) la Parola di Dio, da leggersi "nella Chiesa."

11.  Conoscere il modo in cui S. Francesco ha letto la S. Scrittura e ha pregato con essa.

12.  Conoscere e apprezzare la S. Scrittura nello spirito della tradizione spirituale e di studio propria dell’Ordine.

13.  Lettura regolare della vita di Cristo e delle vite dei santi, come attualizzazione della PdD.

14.  Cura per i poveri e custodia della creazione, come risposta concreta alla PdD ascoltata.

15.  Utilizzare il Cantico di Frate Sole, come testo per la meditazione e la preghiera, e per favorire una visione contemplativa e sacramentale del mondo.

16.  Notare, in alcune culture, le differenze fra preghiera cristiana e certe forme non-cristiane di meditazione, assicurandosi che nel processo di adattamento di alcune forme di "preghiera" o di "meditazione" si conservi un sano discernimento.

17.  Ascoltare la musica classica, come mezzo di educazione all’ascolto.

°  Testi fondamentali: At 9,5-6; 13-15; 20,10; Mt 5-7; Eb 11; 1Pt 1; Ef 1,15-23; Sl 1.

°  Tempi e luoghi: da determinarsi nella varietà dei Progetti formativi.

2. Noviziato

°  Obiettivo: il candidato chiarisce la domanda: "che cosa mi chiede il Signore per rispondere oggi con la vita alla sua chiamata?", attraverso l’approfondimento esperienziale della persona e della sequela di Cristo nei Vangeli, secondo la forma vitae tipica di S. Francesco (cfr. RFF 133-138).

°  Mezzi:

1.  Formare all’ascolto della voce di Dio, attraverso la sua Parola, la preghiera, i formatori, i compagni, il direttore spirituale ecc.

2.  Imparare a leggere la Parola di Dio secondo l’ammonizione VII: (dobbiamo) "seguire lo spirito della divina Scrittura;" cioè "sono vivificati dallo spirito della divina Scrittura coloro che ogni scienza che sanno e desiderano sapere, non l’attribuiscono al proprio io, ma la restituiscono, con la parola e con l’esempio, all’altissimo Signore Dio, al quale appartiene ogni bene" (FF 156).

3.  Verificare che i novizi abbiano già una conoscenza di come leggere o ascoltare la Parola, evitando così una mentalità fondamentalista o derivante da visioni teologiche riduttive; a questo scopo sarebbe utile rivedere i documenti della Chiesa in merito, come per esempio la Dei Verbum.

4.  Leggere in comune (ogni giorno) la prima lettura dell’Ufficio delle letture, forse fuori di un luogo sacro per poter più facilmente studiare il testo quando necessario; questo sarà seguito da qualche momento di silenzio per approfondirne il senso e pregare sul testo.

5.  Utilizzare il vangelo del giorno per il tempo della meditazione in comune. È molto importante, per formare un abito di preghiera, che si abbia un luogo e tempo per questa preghiera in comune.

6.  Fornire una conoscenza dei tempi e della mentalità biblica che aiuti a penetrare con sapienza il testo.

7.  Leggere e meditare insieme la Liturgia della Parola della domenica seguente; ognuno faccia uno studio, oppure un incaricato presenti il suo lavoro per uno studio comune ("preparazione comunitaria della Liturgia della parola domenicale, attraverso un processo di lettura e rilettura, scoperta del tema centrale…" e anche l’aiuto dei sussidi di studio, ma non per sapere di più, piuttosto per pregare meglio).

8.  Condurre uno studio settimanale comune fra maestro e novizi per condividere idee, problemi, ispirazioni.

9.  Educare alle forme di preghiera tipiche della nostra tradizione come la Via Crucis, la Corona francescana, l’adorazione eucaristica, alimentate e praticate con una fondamentale e organica ispirazione biblica.

10.  Usare ogni tanto l’Ufficio della Passione di S. Francesco.

11.  Leggere un brano del Vangelo prima del pranzo (non di solo pane…). Sarebbe opportuno leggere di più durante il pasto sia il Vangelo, sia un commentario o riflessione.

12.  Leggere la S. Scrittura, specialmente il Vangelo ed i salmi dal punto di vista dei problemi e delle sofferenze nel mondo d’oggi.

13.  Sviluppare il senso di trovare le tracce della presenza di Dio in tutto il creato, che ci parla non soltanto della creazione, ma anche della redenzione.

°  Testi fondamentali: Is 6; Sl 8; Mt 5-7. 17. 22,34-40; 1Cor 2; Ap 15,3-4.

°  Tempi e luoghi: da determinarsi nella varietà dei Progetti formativi

3.   Professione temporanea

°  Obiettivo: il candidato si pone, in questo tempo, la domanda fondamentale: "come crescere nell’amore di Cristo che supera ogni intelligenza?".

   Approfondire in questa fondamentale e delicata tappa formativa il senso della Professione come affidamento di tutta la propria vita a Cristo, seguendo il Vangelo. Questo equivale alla donazione personale a Cristo di tutta la propria vita: pensieri, parole, azioni, cuore e corporeità: "Vivo non ego, vivit in me Christus" (Gal 2,20). Questo fa del frate minore un credente che diventa "uomo evangelico". Tutto questo costituisce il cuore dell’identità francescana, non appena in senso funzionale, ma sul piano dell’essere. Tutte quante le diverse espressioni della vita francescana vanno ricondotte alla "professione" del Vangelo.

Il frate minore, durante la professione temporanea, va aiutato a considerare tutti i valori della nostra vocazione francescana come derivanti dal personale affidamento a Cristo: dai voti religiosi, alla fraternità, alla missione, alla stessa Chiesa, tutto va riportato a ciò che l’Apostolo esprime dicendo: "Non si può porre altro fondamento da quello che già esiste: Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!" (1Cor 3,41).

°  Mezzi

I frati di professione temporanea hanno bisogno d’accompagnamento per poter continuare e maturare ciò che hanno appreso e praticato durante il postulato e il noviziato riguardo alla lettura orante della Parola. In questo tempo il frate deve essere guidato a quella forma e contenuto di lettura della Scrittura che sia il più opportuno e buono per lui, per superare una selezione individualista dei passi e dei testi biblici. Alcuni mezzi concreti:

1.  Educare progressivamente a cogliere la Liturgia quale luogo dell’incontro vivo e sacramentale con i misteri di Cristo, per l’opera vivificante dello Spirito Santo. Occorre iniziare i candidati a non dividere la dossologia e il vivo incontro con Cristo dalla verità su Dio (fides qua et fides quae): "non solum discens sed etiam patiens divina", qualunque sia il livello di formazione e di studio seguito dai professi temporanei.

2.  Sostenere i professi temporanei nel continuare a crescere nel contatto personale con la PdD, qualunque sia il corso di studi o di preparazione professionale o di servizio che si rende.

3.  Aiutare a cogliere la dimensione sapienziale dell’approfondimento della fede, che ha la Scrittura come anima; si tratta di un accento tipicamente francescano. Lo studio dei grandi temi della fede rende contemplativi. Occorre imparare a pregare "dalla teologia", ad integrare lo studio con l’orazione e la vita secondo lo spirito; questo spesso è reso difficile dalla pressione degli studi, per cui è importante individuare e scegliere decisamente le priorità (cfr. Rb X)!

4.  Continuare a formare alla lettura personale della PdD: bisogna specificare tempo e luogo e perseverare nella regolarità quotidiana, che conta di più della lunghezza del tempo trascorso in preghiera. Qui si inserisce quanto viene proposto al punto 5 per una lettura orante della Scrittura in chiave francescana.

5.  La Fraternità locale di formazione prende coscienza della sua responsabilità nel compito di sostenere ciascun professo temporaneo nella scelta del tempo e del luogo, necessari per la lettura orante della PdD. A questo fine, la Fraternità:

a.  educa ciascuno alla libera e responsabile scelta del modo di pregare, nello spirito della Lettera di S. Francesco a Frate Leone;

b.  è creativa nella scelta di diverse forme della preghiera liturgica;

c.  promuove le devozioni tradizionali francescane, adattate al mondo d’oggi;

d.  garantisce la presenza fisica al tempo e al luogo, stabiliti per la lettura orante della PdD;

e.  stabilisce la vera priorità tra i vari momenti e luoghi essenziali della nostra vocazione, in modo che i professi temporanei vedano chiaramente che tutti i valori derivano dalla scelta personale e comunitaria della persona di Cristo, sommamente amato.

°  Testi fondamentali: Is 6; Os 2 , Rom 8,31-39; 1Tess 5,23; 2Tess 2,13-14

°  Tempi e luoghi: da determinarsi nella varietà dei Progetti formativi

Cammino progressivo di educazione
all’ascolto della Parola nella Formazione Iniziale

Tutto il cammino della Formazione iniziale può essere inteso come un itinerario di fede che si nutre della PdD e viene condotto su di essa. Per questo, in armonia con la RFF si propongono alcuni passaggi, che possono essere oggetto di proposta nei Corsi per Formatori e a disposizione del DG per l’animazione dell’Ordine.

Nella Ratio la PdD non svolge un ruolo strutturale, quanto accessorio; è citata tra gli altri elementi formativi e non si accenna ad un percorso tutto fondato su di essa. In una eventuale revisione del documento si dovrebbe tener conto di ciò e introdurre con più decisione l’iniziazione vera e propria all’ascolto, meditazione e assimilazione della PdD. Questo vale per la Formazione Permanente e la Formazione Iniziale. Si potrebbero introdurre anche esemplificazioni circa l’approccio francescano alla lectio.

Postulato

Noviziato

Professione tempor.

Ascoltare
la PdD

°  La S. Scrittura sia il quadro essenziale di riferimento per il Progetto formativo del Postulato. La PdD conduce alla conversione del cuore e della vita.

°  iniziazione all’interiorità

°  educazione alla dialettica tra presenza e assenza di Dio, anche attraverso la PdD.

°  educazione alla lettura personale e comunitaria della PdD: lectio continua di un libro biblico, a bassa voce…

°  introduzione alla Bibbia attraverso la lettura e meditazione di un libro

°  favorire un approccio vivo ed esistenziale della PdD, imparando a leggere alla sua luce la vita personale, la storia comunitaria e sociale.

°  Apprendere l’arte di passare dalla vita al Vangelo e dal Vangelo alla vita.

°  Educare all’adorazione eucaristica personale e comunitaria

Meditare
la PdD

°   La S. Scrittura sia il quadro essenziale di riferimento per il Progetto formativo del Noviziato.

°   Avviare al contatto personale quotidiano con il Vangelo, che conduce al cuore della vita minoritica.

°   L’educazione all’interiorità viene approfondita come dimensione propria del Nov.

°   Preparazione comunitaria della Liturgia della Parola domenicale, attraverso un processo di lettura e rilettura, scoperta del tema centrale ecc.

°   Educazione all’attenzione recettiva nell’ascolto: il Signore parla nella sua Parola.

°   Approfondire negli Scritti e nelle Fonti Francescane l’approccio di s. Francesco alla PdD.

°   Educare alle forme di preghiera tipiche della nostra tradizione (Via Crucis ecc.),evidenziandone l’indole biblica e liturgica

Vivere
con e nella PdD

°   La S. Scrittura sia il quadro essenziale di riferimento per il Progetto formativo del Post-Noviziato.

°   Integrare lo studio scientifico della Scrittura con la lettura e meditazione sapienziale, coltivata nella preghiera e nella vita.

°   Approfondire l’esegesi spirituale dei Maestri francescani (Antonio, Bonaventura ecc.).

°   Avere per questo delle dispense o libri che introducano a questa esegesi, rivolgendosi anche a specialisti dell’Ordine

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