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del Primo, Secondo e Terzo Ordine Orders. |
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Carissimi Fratelli e Sorelle, il Signore vi doni la sua pace!
Il tempo liturgico del- l'Avvento che stiamo vivendo prepara il nostro cuore alla venuta del Signore; suscita in noi il desiderio di un incontro con Colui che attende solo di essere riconosciuto, desiderato e accolto. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma non senza la collaborazione e la mediazione dell'uomo. È stato così duemila anni fa, ed è così anche quest'anno per ciascuno di noi. Il Verbo di Dio è sempre in cerca di una "carne", per poter essere generato e testimoniato al mondo. Ha bisogno di noi, ma non vuole imporsi. Chiede semplicemente di essere desiderato e atteso, al di là di tutto e di tutti, per stabilirsi in noi, poiché Dio abiterà là dove lo si lascia entrare. Sappiamo bene come l'essere attesi e desiderati da qualcuno dia una tonalità gioiosa alla nostra vita. Conosciamo il legame intimo che si crea tra colui che attende e l'atteso, ancor prima dell'incontro. E, al contrario, quale tristezza e delusione quando nessuno ci attende, nessuno ci accoglie. L'uomo vive di attesa! C'è Qualcuno che ci ama da sempre, ci accoglie senza condizioni e ricatti, così come siamo; che ci cerca anche se noi non lo cerchiamo e vuole entrare là dove già abita. Accoglierlo è pienezza di vita per noi e grande "festa" per lui. Basta solo non avere paura, non fuggire, ma rientrare in noi, dove Lui aspetta: «Ecco, io sto alla porta e busso» (Ap 3,20). Chiede di essere accolto e ascoltato, come Maria fece a Betania. Ci chiede di dargli gratuitamente un po' di tempo interrompendo il nostro fare; di creare spazi ampi di interiorità silenziosa per custodire la sua Parola perché diventi il centro unificante e divinizzante della nostra vita. «Da quando il Verbo si è fatto carne, ogni carne può diventare Verbo». Fratelli e Sorelle: attendiamo davvero Qualcuno, o ci accontentiamo di riempire il nostro vuoto con la bramosia del possedere e del fare? Il Natale di quest'anno purifichi e ravvivi in noi l'attesa di questo incontro profondo con Dio che viene a noi. Nello stesso tempo impegniamoci a far sì che ciascuno di noi diventi attesa-dono per gli altri, per tante sorelle e fratelli che, delusi o emarginati, non attendono più nessuno, a somiglianza di Dio che «aspetta chi non è atteso da nessuno». Dio ha ancora bisogno di ciascuno di noi per nascere in questi cuori, per accendere in essi il fuoco di una gioia grande: «Non temete, vi annunzio una gioia grande che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato un Salvatore...». (Lc 2,10). Viviamo questo tempo nella gioia e nell'attesa. «Sì, verrò presto! Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,20). È questo il mio augurio per il Natale e per il Nuovo Anno che ci è donato. |
Fra Giacomo Bini ofm, vostro Ministro |
Prot. n.087704 |
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