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FRATERNITÀ Prot. n. 089523
Roma, 24 aprile 2000
Carissimi Fratelli tutti,
il Signore vi dia pace!
Nella gioia del tempo pasquale mi rivolgo di nuovo a tutti voi per sottoporvi alcune riflessioni e un progetto che al Definitorio generale sono sembrati urgenti e utili a far crescere la nostra Fraternità universale.
L'andare "per il mondo intero" è parte integrante della vocazione evangelica francescana: siamo "chiamati" per essere "mandati".
Anche oggi, un segno certo di fedeltà alla chiamata che abbiamo ricevuto è la disponibilità ad annunciare il Vangelo anche oltre i confini del nostro paese, della nostra terra, del nostro ambiente culturale. Il mondo di oggi ci propone grandi, nuove sfide, alle quali dobbiamo rispondere se vogliamo essere fedeli alla nostra vocazione. In questa direzione il nostro Ordine ha camminato negli ultimi anni, con l'ideazione e la realizzazione di progetti missionari animati da Fraternità interculturali e internazionali già presenti in molti paesi dell'Africa, dell'Asia, in Russia, Kazakistan...
Per continuare il cammino compiuto sino ad ora e per rispondere ad esigenze specifiche maturate in base alle esperienze fatte, a me e al Definitorio generale è sembrato urgente proporre l'avvio di una nuova Fraternità internazionale. Questa avrà sede a Bruxelles, con lo scopo principale di preparare missionari per i progetti già avviati o per altre nuove forme di evangelizzazione in tutti i continenti.
Come potrete constatare dalla Proposta, si tratta di un'esperienza-pilota, "ad experimentum", che vorremmo iniziare con alcuni volontari, lasciando poi allo Spirito il suo sviluppo futuro. Questa Fraternità, con le sue caratteristiche particolari, potrebbe anche essere uno stimolo per ogni Conferenza, per ogni Entità e per ogni fratello a rivedere la propria vocazione in una dimensione universale, in vista del "mondo intero".
L'anno giubilare che stiamo vivendo, all'inizio del nuovo millennio che vorremmo diverso e più creativo, ci sembra un'occasione propizia: è un kairos che ci è offerto dalla misericordia del Signore per dare nuovo vigore alla forma di vita francescana, ravvivare la sua dimensione missionaria ed essere fedeli alla nostra storia. Non possiamo lasciarci dominare dalla paura: le strutture da mantenere o il numero in diminuzione non devono condizionare la nostra generosità missionaria.
Il Capitolo generale di Assisi del 1997 ricordava: «Invitiamo tutte le Province dell'Ordine ad essere sensibili non solo alla condivisione dei beni materiali, ma soprattutto all'interscambio di persone e di culture per sottolineare la realtà di una Fraternità universale» (Dalla memoria alla profezia, 40). Sono convinto che Francesco stesso ci chiede oggi maggiore audacia e decisione per riprendere insieme il cammino sulle strade del mondo, con libertà e fantasia.
Un cuore nuovo, dono dello Spirito, orienterà verso nuove forme di evangelizzazione, creando nuove strutture più consone a un dialogo con gli uomini e le donne di oggi. Tanti Fratelli, giovani e meno giovani, attendono oggi segni concreti per nutrire i loro "sogni evangelici" e vivere con entusiasmo e novità di spirito la loro vocazione.
Fraternamente
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Proposta di una Fraternità di animazione e formazione di frati per i Progetti Missionari dell'Ordine in tutti i continenti «... Poiché per questo (il Signore) vi mandò per il mondo intero affinché rendiate testimonianza alla voce di Lui con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non c'è nessun Onnipotente eccetto Lui» (LOrd 9) Obiettivi generali
Luogo e composizione della Fraternità permanente
Caratteristiche e impegni della Fraternità permanente
Preparazione dei Missionari
* l'approfondimento delle relazioni interpersonali (la Fraternità non potrà mai essere troppo numerosa); * la disponibilità a dare priorità al progetto della Fraternità, più che ai progetti personali; * la capacità di superare "forme" o "tradizioni" della propria cultura, per riscoprire e vivere l'essenziale del carisma francescano incarnato in una cultura diversa. Questo discernimento e accompagnamento esigono:
* l'apertura a privilegiare la vita e la testimonianza della Fraternità come prima e più importante forma di missione; * la sensibilità verso le nuove sfide della missione, per scoprire il volto del "lebbroso" di oggi (per esempio: rifugiati, tossicodipendenti, malati di AIDS, orfani, vedove, prigionieri...).
* formazione specifica, secondo il progetto missionario scelto; * periodi sabbatici, tempi di aggiornamento per i frati già impegnati in progetti missionari. Stato giuridico
Condizioni di partecipazione per i Volontari
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