• Update: Mon, Feb 28, 2000
  • Il Ministro Generale dei Frati Minori
    a tutti i Frati dell'Ordine
    Pietro torna nella Terra della Promessa

    Roma, febbraio 2000

    Prot. N. 089353

    Quale gioia quando mi dissero: "Andremo alla Casa del Signore" (Sal 122,1)

      È lo stesso spirito di gioia, sperimentato dai pellegrini di ogni tempo alla vista della Città Santa, che noi Francescani proviamo oggi nell'accogliere il S. Padre pellegrino sui «luoghi» di Dio, spazi che Egli ha scelto per mettere la sua «tenda» tra di noi (Gv 1, 14; cfr Es 40, 34-35; 1 Re 8, 10-13), così da consentire all'essere umano un incontro più diretto con Lui. Giovanni Paolo II intraprenderà un viaggio che, dalle tracce dell'Esodo (Egitto - Sinai - Nebo), lo porterà a sostare in alcuni dei luoghi, particolarmente legati all'incarnazione del Verbo di Dio (Nazareth - Betlemme - Gerusalemme).

    E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme (Sal 122,2)

      Come francescani siamo consapevoli della responsabilità di "essere di fronte alla Città Santa", lá dove secondo il Papa "la Provvidenza volle che, accanto ai fratelli delle Chiese orientali, per la cristianità di occidente fossero soprattutto i figli di Francesco d'Assisi, santo della povertà, della mitezza e della pace, a interpretare in modo genuinamente evangelico il legittimo desiderio cristiano di custodire i luoghi in cui affondano le nostre radici spirituali" (Lettera di Giovanni Paolo II sul Pellegrinaggio legato ai luoghi della salvezza, 29 giugno 1999).

      La nostra presenza di fronte alla Città Santa è dovuta alla sensibilità che l'Ordine, fin dalle origini, ha avuto verso i Luoghi della Redenzione. La prima testimonianza l'abbiamo nella decisione del Capitolo generale del 1217 di inviare i primi frati nella "Provincia Ultramarina" ed in tale contesto si inserisce il viaggio in Oriente di Francesco del 1219, dove incontrò il sultano Malik al-Kamil a Damietta (Lettera di Jacques De Vitry, Vescovo di S. Giovanni d'Acri).

      La presenza stabile dei Frati minori in Oriente risale a prima del 1291 nelle città di Acri, Tripoli, Sidone, Tiro, Antiochia, Giaffa (dove S. Luigi IX fece costruire un convento e una chiesa nel 1252/53), e a Gerusalemme (Via Dolorosa dopo la Quinta Stazione).

    Gerusalemme è costruita come città salda e compatta (Sal 122,3)

      I nostri Frati si stabilirono nel convento del Monte Sion costruito dai reali di Napoli, Roberto e Sancia di Angiò, sulle rovine della basilica della Santa Sion presso il Cenacolo. Le bolle "Gratias Agimus" e "Nuper Carissimae" di Papa Clemente VI del 1342, costituiscono, di fatto, la data di inizio della Custodia di Terra Santa.

      Da qui è partita la lunga storia di una presenza ininterrotta, e a volte travagliata, presso i Luoghi Santi, contrassegnata dall'impegno dei frati, con il sostegno dei cristiani di tutto il mondo, di "riscattare" le pietre "che fecero da scenario alla vita terrena del Figlio di Dio" e di celebrare le liturgie "in questi spazi sacri, nei quali l'incontro col divino può essere sperimentato in modo più intenso di quanto non avvenga abitualmente nell'immensità del cosmo" (Giovanni Paolo II o.c.).

    La salgono insieme le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. (Sal 122,4)

      Ma la presenza dei figli di S. Francesco, si è contraddistinta anche per la cura delle comunità cristiane, che tra mille difficoltà vivono in queste terre, attraverso il lavoro pastorale e il sostegno concreto con opere educative, sanitarie e caritative. Allo stesso tempo, non va dimenticato il servizio dell'accoglienza e l'accompagnamento dei pellegrini, che da ogni angolo della terra, vengono a "contemplare i luoghi in cui Cristo ha dato la sua vita e l'ha poi ripresa nella risurrezione, facendoci dono del suo Spirito". (Giovanni Paolo II o.c.).

      Queste opere hanno promosso il dialogo con tutte le comunità cristiane, i musulmani ed i fratelli ebrei.

      Oggi il successore di Pietro intraprende un pellegrinaggio di pace e dialogo, ripercorrendo fisicamente i luoghi che "Dio ha riempito di Sé una volta per sempre". Giovanni Paolo II viene in questa Terra definita Santa, dove hanno avuto origine le tre grandi religioni monoteistiche, per indicare al mondo, allo stesso modo di Francesco, come sia possibile un dialogo pacifico con tutti.

      Viviamo questa Visita come uno stimolo ad essere fedeli al mandato di curare con premura i luoghi dove Dio volle farsi uomo, morire e risorgere per noi, e di testimoniare con la vita fraterna l'incontro con Cristo.

    Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi. (Sal 122,6-7)

      Il pellegrinaggio del Papa ci raccolga attorno al successore di Pietro per percorrere anche noi il cammino dall'Esodo alla Terra della Promessa. L'amore a Cristo, alla sua umanità, ci unisca nella preghiera al Viandante che indica al mondo Colui che è Via, Verità e Vita e che ci permette di annunciare:

    ...per i miei fratelli e i miei amici io dirò: "su di te sia pace!". (Sal 122,8-9)


    Fra Giacomo Bini, ofm
    Ministro generale



    © Macmade on Mon, Feb 28, 2000 at 17:03:17 by John Abela ofm (Communications Office - Rome)
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