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| Prot. n. 089512
Roma, 5 luglio 2000 Prot. 089914
Ai Ministri provinciali delle Province Linaugurazione dellEremo francescano presso la Collina delle Croci, in Lituania, che avverrà sabato 8 luglio 2000, costituisce una tappa significativa di un cammino di comunione che la Provincia lituana e quella toscana hanno compiuto in questi ultimi otto anni. La collaborazione e laiuto reciproco sono una componente essenziale della fraternità francescana e una espressione tipica della nostra forma di vita, ma la comunione fra le Vostre province è tanto più significativa perché è cresciuta e si è rafforzata intorno a una parola e a unintuizione del Papa. Fu proprio Giovanni Paolo II infatti che, in occasione del suo pellegrinaggio alla Verna nelle Stimmate del 1993, indicò il profondo legame che univa due luoghi tanto distanti nello spazio, la Collina delle Croci e il Monte della Verna. In questi due luoghi santi risplende il Mistero della Croce, il Mistero fondamentale della nostra fede, il Mistero che attraversa i sentieri tortuosi dellumanità, il Mistero che ha illuminato la fede e la speranza del popolo lituano nei momenti più bui e più faticosi della sua storia, il Mistero che ha segnato la vita di san Francesco, "lo stimmatizzato della Verna", sino a farne licona vivente del Signore crocifisso e risorto. Il Santo Padre, che era stato accolto alla Verna dal mio predecessore nel servizio allOrdine, fra Hermann Schalück, definì lincontro con san Francesco "significativo, prezioso e pieno di contenuti" e additava nella singolare e sempre attuale esperienza di Chiara e Francesco una guida sicura per ritornare alle comuni radici cristiane del continente europeo e gettare le basi salde per un nuovo stile di vita. "Tutta lumanità - egli disse - e soprattutto lEuropa, che sempre più si secolarizza, dovrebbe peregrinare alla Verna e alla Collina delle Croci". Giustamente voi coglieste nella sua riflessione come un invito ad approfondire il legame che univa i due luoghi e una spinta ad impegnarvi perché, come alla Verna, anche presso la Collina sorgesse un luogo atto alla preghiera e allaccoglienza, dove si potesse riascoltare e meditare lo stesso mistero della Verna e aprirsi alla grazia della conversione, "ne evacuetur Crux Christi". Le intuizioni del Santo Padre, accolte da voi come un tacito desiderio, si sono tradotte e concretate - proprio come fece il padre san Francesco allinizio della sua avventura spirituale - nelledificazione di un eremo. Leremo della Collina delle Croci, costruito nel cuore dellEuropa, dovrà rappresentare dora in poi un faro di contemplazione e di spiritualità, un punto di incontro fra popoli e culture diverse, un luogo di dialogo religioso ed ecumenico, un segno tangibile del nostro molteplice servizio ecclesiale. Mentre il terzo millennio dellera cristiana avanza e sfide inedite si preparano per noi, la Chiesa e il mondo hanno bisogno più che mai di autentici frati minori, segnati interiormente, come san Francesco, dal sigillo della Croce e capaci di vivere, come lui, la paradossale logica della Croce. Questo esige da tutti noi di stare in una situazione di perenne conversione e di tensione spirituale verso la pienezza della verità evangelica nella continua ricerca di nuovi itinerari di fedeltà. In questo Eremo vivrà anche la fraternità del noviziato e in esso, nella luce della Croce e in ideale connessione con il mistero delle Stimmate, giovani frati lituani inizieranno il loro cammino nella vita consacrata e la loro intima trasformazione nel Cristo sommamente amato. A tal proposito è bello sottolineare la collaborazione nella formazione dei frati esistente, già prima dellavvento del comunismo, fra la Provincia toscana e quella lituana, collaborazione che è ripresa intensamente negli ultimi anni e che ha dato apprezzabili frutti. Oggi un buon numero di giovani, formati nelle fraternità provinciale toscana, sono inseriti attivamente nella vita della Provincia di S. Casimiro e alcuni sono diventati a loro volta formatori. Non è certo casuale che, mentre prendeva forma il progetto delleremo, si attuava anche la formazione dei giovani frati lituani e si ponevano le premesse per il futuro della Provincia lituana. Mentre ringrazio voi e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa stupenda realtà, volentieri unisco la mia fraterna benedizione alla apostolica benedizione del Sommo Pontefice che, con gesto di squisita paternità, ha inviato a me e a voi, fratelli della Provincia toscana e di quella lituana, un messaggio in questa fausta occasione. Affido alle mani di Maria, regina dellOrdine francescano, questo luogo e tutti coloro che in esso verranno, carichi delle loro domande e delle loro attese, perché da qui, contemplando e vivendo il mistero del Signore crocifisso e risorto, possano attingere luce, coraggio e speranza.
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