![]()
Messaggio del Ministro Generale a Lisbona
16.01.1997
Missione francescana
Giovanni Paolo II, nel messaggio inviato al Capitolo generale di San Diego, nel 1991, ricordava che l'invito ad annunciare il Vangelo, la missione evangelizzatrice costituisce la "ragion d'essere" dell'Ordine francescano.
In effetti la Regola scritta da san Francesco é la prima, nella lunga storia della Chiesa, ad inserire un capitolo dedicato specificamente alla missione.
Ecco qualche caratteristica del modo francescano di intendere e vivere la missione.
Prima di andare: Francesco ritiene necessaria una verifica dei candidati da parte dei loro Ministri e Custodi, verifica che naturalmente comporta un esame serio, da parte di colui che viene inviato, sulle proprie intenzioni: la missione non é un progetto personale, ma un mandato ricevuto. Francesco richiede ai suoi Frati la verifica dell'onestà del loro desiderio, della loro umiltà e povertà, e li manda indifesi e miti "come agnelli in mezzo ai lupi". Colui che si apre all'avventura di andare incontro ai più "lontani" deve essere ancora più stabile nella propria identità kenotica, pronto ad "abbandonarsi e consegnarsi" al Signore quotidianamente e ovunque. Gesù stesso non impone ai suoi una serie di norme concrete che regolino i comportamenti nella missione: chiede piuttosto un atteggiamento fondamentale di povertà e libertà: "Non portate nulla con voi!".
Nella missione. Il primo annuncio del Vangelo dovrà essere quello della testimonianza fraterna: "non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani" (Rnb XVI,6). L'amore, che é il cuore del Vangelo, va testimoniato, prima di essere annunciato. E il luogo privilegiato di questa testimonianza é la capacità di vivere insieme tra coloro che confessano la stessa fede e la stessa speranza. La povertà, la mitezza e la mansuetudine sono le qualità caratteristiche del missionario secondo il Vangelo e secondo Francesco. Per il Poverello, dopo aver sperimentato sulla propria carne, nella propria vita, la misericordia di Dio soprattutto nell'incontro con gli ultimi, la comunicazione con l'altro, la relazione perde ogni forma di potere, di avere, di apparire, per trasformarsi in servizio, accoglienza, vicinanza, misericordia, dono. Il missionario francescano é colui che si sforza di comunicare in verità e purezza.
Spirito di povertà e solidarietà. Il missionario, l'evangelizzatore, dovrà necessariamente inculturare il suo messaggio. L'inculturazione della missione francescana trova le sue radici proprio nella povertà - umiltà che si esprime:
Nella libertà dell'itineranza sempre tesa verso i più lontani. Più che di strutture troppo rigide si ha bisogno di mobilità animata dal desiderio di cammino solidale, con l'impegno a vincere ogni forma di egoismo e di violenza.
Nell'andare verso tutti quale gesto di solidarietà concreta di vita per un impegno di crescita insieme e come espressione della benevolenza divina verso gli uomini;
Nell'essere "sottomessi a tutti", nella minorità - umiltà che diventa ospitalità e dà all'annuncio della Buona Novella la forza liberante dello Spirito, perché purificata dai tanti impedimenti e deformazioni dovuti alla tentazione costante di protagonismo. Allora la Parola di Dio, annunciata "quando piace al Signore", diventerà una parola ispirata e viva, fecondata dall'esperienza e dettata dall'amore.
La missione francescana sarà sempre una missione di pace che va al di là della semplice tolleranza o di un astuto gioco di compromessi. Si tratta di sperimentare la riconciliazione e di diventare, quindi, strumenti di riconciliazione. Francesco va incontro al lebbroso, ai "fratelli ladroni", al Sultano d'Egitto, a chiunque é lontano perché Dio stesso da sempre si é messo in cammino per raggiungere noi lontani. Lo fa senza esigere, pretendere o violentare nessuno. La pace, costruita dentro di lui, é offerta a tutti come annuncio gioioso di salvezza. Francesco chiede ai Frati di vivere questa pace, prima di annunciarla agli altri: non si può dare ciò che non si ha.
Alle soglie del 2000, la missione francescana ritroverà la sua originalità e diventerà messaggio profetico soprattutto se saprà ritrovare la sua forza nella povertà evangelica quale anima di una solidarietà concreta e amorosa con tutti e annuncio della misericordia di Dio verso gli uomini.
![]()
Fr Giacomo Bini, ofm