1. Motivazioni
Non solo il Concilio Vaticano II impegna la Chiesa cattolica e i singoli cristiani nella via dell'ecumenismo e del dialogo (Cf. specialmente i documenti Unitatis redintegratio e Nostra ætate), ma recentemente, con tre documenti molto pressanti, il Papa sottolinea la necessità e l'urgenza dell'impegno per l'unità dei cristiani in vista dell'unità di tutti gli uomini (Cf. le lettere apostoliche Tertio millennio adveniente e Orientale lumen, e la lettera enciclica Ut unum sint).
L'Ordine dei Frati Minori non si può sottrarre a questa nuova coscienza e a questi nuovi orientamenti. Di fatto, fin dai primi passi mossi per avviare una presenza dell'Ordine nei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, le autorità dell'Ordine si sono lasciate guidare da quei principi di dialogo e di collaborazione che la Chiesa cattolica ha proclamato.Il risultato dei buoni rapporti intessuti con i principali Patriarcati ortodossi è frutto di un umile e convinto impegno nel dialogo.
La nuova situazione che si sta aprendo alle soglie del terzo millennio si presenta caratterizzata da nuove esigenze, che spingono l'impegno ecumenico dell'Ordine ad assumere stabilità e continuità, in modo da offrire a tutti i Frati l'opportunità di una conoscenza e di una formazione ecumenica.
2. Costituzione della Commissione
Il Definitorio generale costituisce la Commissione per l'ecumenismo, con lo scopo di promuovere la formazione ecumenica dei Frati, soprattutto in vista della loro opera di evangelizzazione. La Commissione agirà all'interno del SD. Secondo le direttive delle CC.GG (Art 95 § 1 e art 127 § 3), tale organismo dovrà avere una duplice attenzione: la formazione e l'evangelizzazione.
La Commissione sarà formata da almeno cinque membri. Nella loro scelta si terrà conto, per quanto à possibile, della preparazione e dell'impegno in campo ecumenico, dei vari settori di dialogo, della regione e cultura di appartenenza.
I membri della Commissione sono nominati dal Ministro generale, per la durata di tre anni.
Il Presidente della Commissione è nominato dal Ministro generale, per la durata di tre anni.
Il lavoro della Commissione è concepito in maniera tale da non richiedere ai suoi membri un allontanamento dall'ambito della propria Provincia. A loro volta, i Ministri provinciali dei Frati che compongono la Commissione assicureranno loro il tempo e la possibilità di rispondere a tutte le esigenze derivanti dall'incarico affidato loro dal Ministro generale.
Il Ministro generale, di propria iniziativa o su proposta della stessa Commissione, potrà nominare alcuni periti, che, a seconda della loro specifica competenza nei problemi da trattare, potranno essere consultati o convocati dal Presidente.
3. Compiti
Il compito fondamentale della Commissione è indicato ai nn. 50 e 51 del Direttorio ecumenico del Pontificio Consiglio per l'Unità dei cristiani: essa dovrà promuovere e assicurare l'impegno ecumenico dell'Ordine, a livello sia di formazione sia di testimonianza ed evangelizzazione.
La Commissione sarà a disposizione del Ministro e del Definitorio generale per studiare e chiarire problemi e situazioni di natura ecumenica.
Renderà il suo servizio all'Ordine esprimendo un parere sulla dimensione e i riflessi ecumenici dei documenti dell'Ordine.
Curando il rapporto con le Conferenze, tramite i loro organismi di dialogo ecumenico, studierà le vie per far comprendere la dimensione ecumenica della vocazione cristiana e francescana, a livello sia di formazione sia di evangelizzazione; a tale scopo, attraverso gli organi di comunicazione dell'Ordine, farà conoscere ai Frati gli eventi e i documenti ecumenici de maggior rilievo.
Si adopererà a promuovere lo stile francescano di dialogo, che si pone in ascolto e alla ricerca del bene che c'è, al di là di ogni limite di appartenenza, usando con tutti benevolenza e rispetto, annunciando il vangelo "non con dispute e liti", "perché la fede nasce nei cuori non attraverso controversie ma per opera dello Spirito Santo, e rinunciando ad ogni forma di proselitismo" (Cf. CC.GG 93; 95; 99; 104; 127 § 3).
Segnalerà al governo dell'Ordine quegli avvenimenti del cammino ecumenico, nei quali i Francescani possono inserirsi per arricchire la loro esperienza o per offrire un loro contributo.
Studierà le vie per promuovere rapporti con comunità di vita contemplativa e di vita comunitaria di diversa tradizione cristiana, per uno scambio di esperienze spirituali, intellettuali ed apostoliche, perché la crescita dei carismi religiosi possa essere un reale apporto per l'unità dei cristiani.
Si studierà di coinvolgere nell'impegno ecumenico tutte le componenti che condividono il carisma francescano (Cf. CC.GG 55 § 2; 56).
Per attuare le sue iniziative e raggiungere le sue finalità si potrà servire di strutture già esistenti nell'Ordine (come p.e. la Cattedra di teologia e spiritualità "Uno il Signore", istituita dall'Ordine).
4. Funzionamento
La Commissione si riunirà almeno una volta l'anno e quando particolari situazioni lo richiedano, su convocazione del Presidente.
La Commissione ha una funzione consultiva. Il Presidente, tramite il Coordinatore del SD, trasmetterà al Ministro e al Definitorio generale le proposte della Commissione per la loro approvazione.