1. Motivazioni
La Chiesa guarda con attenzione la sua relazione con i fedeli delle altre religioni. Essa cerca dei punti comuni per poter unire i nostri sforzi affinché formiamo insieme una grande comunità (NA § 1), perché tutti i popoli formano una sola comunità; hanno tutti una sola origine poiché Dio ha voluto che tutta la razza umana abiti sulla terra (Ac 17,26).
La chiesa cattolica non respinge nulla di ciò che è vero e santo in queste religioni. Prova un sincero rispetto per questi modi di agire e di vivere. Esorta i suoi figli perché, con prudenza, rispetto e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con coloro che seguono altre religioni, testimoniando la fede e la vita cristiana, riconoscano, preservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in loro (NA § 2).
Al di là delle esperienze contrastate vissute nei secoli tra cristiani e fedeli di altre religioni, la Chiesa ci esorta alla comprensione reciproca, alla promozione della pace, della libertà, della giustizia sociale e dei valori morali a beneficio di tutti (NA 167 § 3).
La storia dei Frati minori è ricchissima d'incontri con i fedeli di altre religioni, particolarmente con quelli delle religioni dette storiche: il Giudaismo, l'Islam, l'Induismo e il Buddismo. Con il Giudaismo esiste un legame particolare. La Chiesa confessa che tutti i fedeli di Cristo sono inclusi nella vocazione del patriarca Abramo. Non dimentica che ha avuto accesso alla rivelazione dell'Antico Testamento attraverso il popolo ebraico, con il quale Dio ha concluso l'antica Alleanza. Noi vogliamo incoraggiare tra noi la conoscenza e la stima reciproca, come pure un dialogo fraterno (NA § 4).
Nei confronti dell'Islam è stato fatto uno sforzo considerevole per poter continuare la nostra presenza francescana e sostenere i nostri fratelli e sorelle che lavorano in terra musulmana. Dal 1982, il Definitorio generale appoggia questo aspetto del dialogo inter-religioso per mezzo della Commissione internazionale francescana OFM per le relazioni con i musulmani. "Discepoli di San Francesco e dei primi missionari dell'Ordine, i Frati avranno cura di andare umilmente e di vivere con devozione tra le nazioni di religione islamica per le quali, ugualmente, non c'è di onnipotente che Dio" (CC.GG art 95 § 3).
"Con una presenza benevola e rispettosa tra i fedeli delle altre religioni, i Frati lavoreranno assieme a loro per costruire il popolo che Dio si è dato" (CC.GG art 95 § 2). Ed è per questo che il Definitorio generale vuole promuovere la formazione inter-religiosa dei Frati con la creazione della Commissione per il Dialogo inter-religioso e adotta le seguenti misure riguardo alle sue strutture e attività:
2. Obiettivi
Sulla base degli elementi di riflessione e di orientamento riguardo al dialogo e alla missione pubblicati dal Segretariato per i Non-Credenti, la Commissione per il dialogo inter-religioso è costituita come gruppo consultivo per:
7.1. Promuovere la formazione dei Frati sul dialogo inter-religioso con lo scopo di agevolare il loro lavoro di evangelizzazione.
7.2. Assistere il Coordinatore del SD dal quale dipende, e collaborare con lui per la realizzazione del suo mandato.
3. Mezzi
Utilizzando i mezzi di comunicazione dell'Ordine, le visite, le riunioni, le sessioni di formazione, con la collaborazione degli Uffici dell'Ordine e quelle delle Conferenze dei Ministri provinciali:
8.1. Coscientizzare i Frati verso le altre religioni, informandoli di quello che si vive a livello del dialogo inter-religioso nelle diverse regioni del mondo.
8.2. Sensibilizzarli alle questioni e ai problemi che nascono a contatto con altre religioni.
8.3. Stimolare la riflessione con l'aiuto di testi di teologi del dialogo inter-religioso.
8.4. Incoraggiare quelli di noi che sono impegnati in questo dialogo, o che sono a contatto con i fedeli di altre religioni.
8.5. Favorire i rapporti tra la vita fraterna francescana e la vita comunitaria di altre tradizioni religiose.
8.6. Studiare la questione del dialogo inter-religioso nell'Ordine per farne capire le dimensioni cristiane e francescane e promuovere l'approccio francescano di evangelizzazione tra i fedeli di altre religioni.
8.7. Collaborare all'elaborazione dei documenti dell'Ordine che vertono sul dialogo inter-religioso.
8.8. Informare il Coordinatore del SD su avvenimenti inter-religiosi ai quali i Francescani potrebbero partecipare per arricchire la loro esperienza o offrire il loro contributo.
4. Membri e strutture
La CDI é formata di almeno cinque membri con esperienze di dialogo inter-religioso in genere e in particolare (con gli Ebrei, con i Musulmani, con gli Indù, con i Budisti), nominati dal Ministro generale. Il loro mandato è di tre anni.
Le diversità regionali e culturali, il numero dei Frati che vivono in queste regioni, assieme alla qualità del loro impegno nel dialogo inter-religioso costituiscono dei criteri di selezione dei membri.
I membri provvedono alla realizzazione degli obiettivi della Commissione. Si impegnano a stimolare il dialogo nelle loro regioni rispettive (Conferenze francescane) secondo la maniera francescana di evangelizzare. Incoraggiano i loro fratelli a creare nuove iniziative di dialogo e rimangono all'ascolto delle loro necessità in modo da informare la CDI. Sono i promotori del dialogo inter-religioso nello spirito francescano e gli agenti di comunicazione tra le loro regioni e la CDI.
Il Presidente della CDI è nominato dal Ministro generale per un periodo di tre anni. La carica di Presidente della CDI è una responsabilità a tempo parziale che gli permette di continuare la sua vita e il suo lavoro nella sua Provincia. Il suo Ministro provinciale e la sua Fraternità sono invitati a lasciargli il tempo necessario per occuparsi dei problemi della Commissione. Per procedere alla sua nomina, il Ministro generale consulta il Coordinatore del SD.
La CDI dipende, come tutte le altre Commissioni, dal Coordinatore del SD per l'approvazione e l'esecuzione del suo programma e per le comunicazioni da trasmettere al Ministro generale.
La CDI si riunisce almeno una volta all'anno, o secondo la necessità, su convocazione del Presidente. Durante queste riunioni, viene stabilita la data del prossimo incontro.
Una di queste riunioni deve servire alla CDI per determinare gli obiettivi prioritari per tutto l'anno e i mezzi per realizzarli. Deve anche fare una valutazione circa la realizzazione dei suoi obiettivi e i mezzi che sono stati utilizzati.
Frati ed esperti, specialmente se membri della Famiglia francescana, possono essere consultati o invitati alle riunioni della CDI.