SERVIZIO PER IL DIALOGO

EVANGELIZZARE NEL DIALOGO
IV - COMMISSIONE PER IL DIALOGO CON LE CULTURE (CDC)

    1. Motivazioni

  1. L'Evangelizzazione è una parte essenziale della vita del Frate Minore. Noi evangelizziamo perché è necessario aiutare la persona umana a trovare delle strade che l’aiutino a dare risposta alle sue angosce. Il principale obiettivo della Evangelizzazione è la persona, non l’aumento del numero dei credenti. L’amore di Gesù Cristo per l’altro spinge la Chiesa a portare avanti la sua missione, e pertanto spinge pure l’Ordine a fare altrettanto.

  2. L'Evangelizzazione non penetrerà nell’intimo della persona umana, se essa non arriverà alla parte più intima della cultura in cui vive. Una Fede che non si fa cultura è una Fede non pienamente accolta, non interamente pensata e non fedelmente vissuta.

  3. L'Evangelizzazione delle culture ha come conseguenza la inculturazione del Vangelo. La sintesi fra cultura e Fede non è soltanto una esigenza della cultura, ma lo è anche della Fede. La Fede non si identifica con nessuna cultura ed è indipendente in relazione a tutte le culture, ma nello stesso tempo è vero che la Fede è chiamata ad ispirare ed impregnare tutte le culture.

  4. Un'inculturazione profonda della Fede genererà valori cristiani che avranno il loro fondamento nell’amore per Dio e nell’amore per il prossimo, sommario di tutto il Cristianesimo. Da questo punto di vista la Commissione per il dialogo con le culture lavorerà dentro il Servizio per il Dialogo (SD) in modo che "i Frati cooperino con buona volontà allo sviluppo di questo processo di inculturazione" (Cfr. CC.GG. art. 92 § 2), che è chiamata ad impregnare tutta l’azione pastorale dei Frati.

  5. Molti elementi culturali dei popoli sono manifestazioni dei "semi della Parola di Dio" (Cfr. CC.GG. art. 93 §2), ma questa presenza non significa che le culture siano già evangelizzate. L’Ordine dei Frati Minori nella sua tradizione secolare ha riaffermato l’urgenza di annunciare il messaggio del Vangelo in tutti i tempi, tutti gli ambienti e tutte le culture. La presenza dei Frati Minori che rispettano le culture è una esperienza nella storia della nostra fraternità. La diversità dei popoli, delle razze, delle religioni, delle culture con cui i Frati Minori hanno relazione in ragione della loro vocazione esige una preparazione particolare che aiuti gli stessi Frati a compiere più facilmente un’azione più feconda.

  6. Per vocazione i Frati Minori sono chiamati a "ricostruire la Chiesa" in ogni generazione. Questo atteggiamento si consegue solo evangelizzando, e questa azione potrà essere portata avanti soltanto mediante un’azione evangelizzatrice seria delle culture, che giustifica l’esistenza di un organismo che aiuti il Ministro Generale e il suo Definitorio nell’animazione di quest’impresa che fa parte della essenza della chiamata ricevuta dal Signore.

  7. I Frati Minori avendo chiara la loro identità, che nasce dalla loro vita totalmente evangelica, sapranno discernere i valori delle autentiche culture, evitando ogni sincretismo e rifiutando gli antivalori che le false culture o anticulture vogliono introdurre nei diversi popoli. Allo stesso tempo l’inculturazione del Vangelo esige il rispetto delle diverse forme nelle quali si manifesta la cultura di colui che evangelizza, e, nello stesso tempo in cui il Frate Minore porta il Vangelo le culture lo arricchiscono facendo crescere lui e la sua fraternità religiosa. L’Ordine manifesta nella diversità dei Frati, provenienti da diverse culture, la varietà mediante la quale si può essere fedeli al carisma ricevuto.

  8. 2. Obiettivi

  9. La Commissione per il dialogo con le culture è costituita all’interno del Servizio per il Dialogo come gruppo di consultazione che ha come obiettivo:

  10. 8.1. Promuovere la formazione dei Frati in modo tale che possano partecipare in modo fecondo al dialogo fra la Fede e le culture, nella evangelizzazione delle culture e nella collaborazione fra le diverse istituzioni culturali, tanto a livello dell’Ordine che della Chiesa e di altre organizzazioni.

    8.2. Collaborare con il Coordinatore del Servizio per il Dialogo, dal quale dipende, e assisterlo nei progetti che abbiano a che vedere con la relazione fra la Fede e le culture.

    3. Compiti

  11. Il Ministro Generale costituisce la Commissione per il dialogo con le culture con la finalità di dare risposta ad una delle esigenze dell'impegno di evangelizzazione alle soglie del Terzo Millennio: l’inculturazione del Vangelo. Come tale, la Commissione realizzerà un lavoro in coordinazione con il Servizio per il Dialogo, in modo da trovare delle strade per mettere in pratica l’art. 94 delle CC.GG.: "L’evangelizzazione delle diverse culture è un impegno di somma importanza. E’ dovere dei Frati promuoverla a fondo, in quanto con essa crescono in tutti i settori della vita i valori genuinamente umani e vengono estirpati gli abusi che offendono la dignità dell’uomo".

  12. La Commissione per il dialogo con le culture ha come compito principale quello di aiutare il Definitorio Generale ad orientare l'evangelizzazione inculturata in maniera che questa incida nella Formazione iniziale e permanente dei Frati. Nello stesso tempo animerà e fortificherà l'azione dei Frati Minori in un'azione pastorale a contatto diretto con le diverse culture, in particolare con la "cultura viva" nella quale si muove ciascuno dei popoli della terra, vale a dire, con insieme di valori e di principi che costituiscono l’etica di un popolo, in una presenza per se stessa evangelizzatrice.

  13. La Commissione sarà a disposizione del Ministro Generale e del Definitorio Generale per studiare e chiarire i problemi e le situazioni relativi all’inculturazione della Fede e all'evangelizzazione delle culture.

  14. Entrerà in dialogo con le Conferenze dei Ministri Provinciali dell’Ordine allo scopo di poter beneficare tutto l’Ordine con le ricerche, le iniziative, le realizzazioni e le creazioni che permettano una presenza attiva dei Frati nei diversi ambienti culturali.

  15. Seguirà l’azione degli Organismi Internazionali che s’interessano dei diversi aspetti della cultura, della filosofia delle scienze, delle scienze dell’uomo, in modo da poter comunicare le diverse esperienze che possono contribuire alla creazione di nuove esperienze nelle Province dell’Ordine.

  16. Dato che la promozione del bene comune degli uomini è parte integrale della cultura, sarà molto importante seguire le politiche culturali dei diversi governi ed essere sempre vigilanti per annunciare il Vangelo là dove si pretende di creare antivalori culturali che distruggono la dignità umana e poter inculturare i valori evangelici a partire dalla prospettiva francescana.

  17. Faciliterà il dialogo fra la Fede e le culture, in modo particolare nei Centri di educazione superiore che dipendono dall’Ordine o in quelli nei quali i Frati realizzano qualche compito di evangelizzazione. Egualmente promuoverà centri di evangelizzazione e di organizzazione, che nelle diverse entità dell’Ordine portino avanti ricerche e promuovano incontri significativi con i diversi mondi culturali.

  18. Presterà aiuto alla conoscenza delle attività dell’Ordine nel progetto della inculturazione del Vangelo, in modo che si possa partecipare le suddette esperienze ai membri daltre Chiese, religioni o istituzioni che si interessano di questo tema.

  19. Promuoverà l’incontro fra il messaggio salvifico e le culture del nostro tempo, spesso marcate dalla non credenza e dalla indifferenza religiosa, al fine di far sì che si aprano ogni volta di più alla Fede cristiana, creatrice di cultura e fonte ispiratrice di scienze, lettere e arti.

  20. 4. Membri e Strutture

  21. La Commissione per il dialogo con le culture sarà costituita almeno da sei membri, tenendo conto della diversità delle culture, nominati dal Ministro Generale per un periodo di tre anni.

  22. Nella misura del possibile si cerchi che la Commissione per il dialogo con le culture sia composta da almeno un membro di ciascuno dei Continenti, che sia capace allo stesso tempo di riconoscere la diversità delle culture comprese entro i confini di una stessa nazione.

  23. I membri si preoccuperanno di promuovere il dialogo nelle diverse regioni, di favorire il dialogo fra la Fede e le culture, di scambiare le esperienze di inculturazione, per l’arricchimento di tutto l’Ordine. La promozione di iniziative nel campo dell’evangelizzazione delle culture sarà un importante lavoro.

  24. Il Ministro Generale nominerà il Presidente della Commissione per il dialogo con le culture per un periodo di tre anni. Per procedere alla sua nomina il Ministro Generale consulterà il Coordinatore del Servizio per il Dialogo. La carica di Presidente della Commissione per il dialogo con le culture è una responsabilità che non impedisce di continuare a prestare servizio nella propria Provincia. Il rispettivo Ministro Provinciale preveda la forma di concedere il tempo che è necessario per sviluppare le attività della Commissione.

  25. La Commissione per il dialogo con le culture sarà convocata dal Presidente e si riunirà almeno una volta all'anno o quando sia necessario. In ciascuna riunione verrà concordata la data del successivo incontro. Per ciascuna riunione si devono fissare gli obiettivi prioritari da trattarsi e ugualmente i mezzi tramite i quali si potrà mettere in opera ciò che si vuole raggiungere. Le riunioni avranno un carattere consultivo e da parte del Coordinatore del Servizio per il Dialogo verranno trasmesse al Definitorio Generale le proposte che hanno bisogno della sua approvazione.

  26. La Commissione per il dialogo con le culture potrà consultare od invitare altri Frati o esperti, in particolare modo membri della Famiglia Francescana, in relazione ai temi che saranno trattati in ciascuna delle riunioni.


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© Macmade on Sun, Jan 02, 2000 at 11:41:20 by John Abela ofm (Communications Office - Rome)
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