SERVIZIO PER IL DIALOGO

NEL DIALOGO
I FRATI MINORI RISCOPRONO
LA PROPRIA FISIONOMIA
E INCONTRANO MOLTI FRATELLI
1. Una cronistoria

Le vere radici della scelta ecumenica dell'OFM sono nello stesso S. Francesco; la riscoperta di S. Francesco e della sua spiritualità ha portato a riscoprire la vocazione ecumenica dell'Ordine. Il progetto ecumenico non è nato a tavolino, ma da esigenze di evangelizzazione e da realtà già esistenti nell'Ordine.

1982: nasce a Verona, su richiesta della Conferenza Episcopale Italiana, l'Istituto di studi ecumenici S. Bernardino. Entrando nel mondo ecumenico, si nota una generale attenzione a S. Francesco, soprattutto al di fuori del mondo cattolico. La constatazione induce già a una prima riflessione: la via dell'ecumenismo è quella della spiritualità, e di una spiritualità con caratteristiche specifiche, che il francescano sente di vivere.

1989: caduta del muro di Berlino, simbolo di grandi e conosciuti capovolgimenti. Si aprono le prime vie alla libertà religiosa (in Russia: 1990). L'ecumenismo, invece di rafforzarsi, entra in crisi, specialmente nei paesi dell'est.

Si studia e promuove la "nuova evangelizzazione", accompagnata da un rilancio missionario. Le Chiese si dimostrano impreparate alla nuova situazione, con scarsa sensibilità ecumenica. Nelle Chiese si manifestano le prime difficoltà: conflitti interni, e difficili rapporti con l'esterno; scoppiano i problemi dell'uniatismo e del proselitismo, in parte reali e in parte strumentalizzati. Emergono, soprattutto nei paesi dell'est, alcune categorie socio-teologico-giuridiche: identità culturale, religiosa, etnica; territorio canonico...La ricerca della propria identità è alla base di tre grandi assemblee europee, fortunatamente precedute da un grande incontro ecumenico europeo:

  • l'assemblea congiunta del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE) e della Conferenza delle Chiese europee (KEK), a Santiago de Compostela,13-17 novembre 1991. Come programma comune ne è uscito l'impegno a: "a) cessare ogni controtestimonianza collettiva; b) parlare insieme di tutto ciò che costituisce un problema e tendersi la mano; c) collocare la nostra azione sotto il segno della giustizia, della pace, della riconciliazione; d) proseguire la formazione ecumenicaa dei pastori e dei fedeli";

  • l'assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei vescovi (cattolici), a Roma, 28 novembre - 13 dicembre 1991. Ne esce sottolineata l'affermazione che dalla evangelizzazione comune di tutti i cristiani dipende la credibilità delle Chiese nella nuova Europa;

  • l'incontro dei Primati delle Chiese ortodosse, a Istanbul, 13-16 marzo 1992. Il messaggio finale, ribadendo l'impegno per il movimento ecumenico, sottolinea le difficoltà in cui si vengono a trovare in modo particolare le Chiese ortodosse, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le altre confessioni;
  • i rappresentanti delle Chiese nate dalla Riforma, a Budapest, 24-30 marzo 1992. Nel messaggio conclusivo l'assemblea invita le Chiese protestanti d'Europa alla fedeltà e alla testimonianza del caratteristico e tradizionale annuncio della Riforma, e contemporaneamente all'impegno ecumenico.

Si assiste a grandi dichiarazioni di intenti e di impegno ecumenico, a una grande disponibilità a dare il proprio contributo per la ricostruzione e la nuova fisionomia dell'Europa. La storia dei mesi e degli anni successivi ci mostra che di quei grandi programmi resta solo la carta scritta, almeno per quanto riguarda i rapporti ecumenici. Perché? Forse nessuno ha capito la portata dei propri impegni (siamo troppo abituati ad accontentarci dell'esattezza delle nostre affermazioni). E' mancato chi traducesse in vita concreta la verità delle enunciazioni, ed è pure mancata la disponibilità a capire, valorizzare ed accogliere i valori e le ricchezze degli altri. E' mancato il clima e il presupposto indispensabile della fiducia e della simpatia reciproca. In questo clima, la nuova presenza cattolica nei paesi dell'est è stata affrettata e non accettata; molte delle prime presenze sono state caratterizzate da zelo missionario.

2. Intuizione del Ministro Generale OFM

La nuova situazione e il nuovo campo aperto hanno interpellato tutte le Chiese e, nella Chiesa cattolica, tutti gli Istituti religiosi. Anche il nostro Ordine ha visto i primi inserimenti spontanei, dettati da zelo apostolico e missionario. Ma a un occhio attento non potevano sfuggire i primi problemi e le grandi difficoltà che ne sarebbero seguite. Il Ministro Generale, frate Hermann Schalück, ha avuto una felice intuizione: una presenza evangelizzatrice, o è pacifica o non è evangelizzatrice; se ci sono accordi ecumenici, è possibile una presenza evangelizzatrice concordata e pacifica; il nostro Ordine deve attingere alla propria spiritualità francescana; nell'Ordine esiste un Istituto ecumenico che può essere strumento per la ricerca del dialogo. E così è nata l'avventura o proposta ecumenica dell'Ordine che, ai suoi inizi e fino ad ora, date le urgenze del momento, si è rivolta quasi esclusivamente al mondo ortodosso.

a. Mosca
La situazione nella Russia richiedeva il primo intervento.
La visita del Ministro

    11 gennaio 1993: accompagnato dal Preside dell'Istituto ecumenico di Venezia, il Ministro Generale si reca in visita al Patriarca di Mosca Alessio II. Egli sottolinea che l'incontro si colloca al di fuori dei rapporti ufficiali fra le due Chiese, poiché l'Ordine non ha nessun mandato ufficiale (anche se dell'iniziativa è stata debitamente informata la Segreteria di Stato). Il successore di S. Francesco è venuto a portare il saluto di "pace e bene". Egli ricorda che S. Francesco, al cap 16 della sua prima regola, parlando dei frati che vanno ad evangelizzare, vuole che partano da una testimonianza di sottomissione all'autorità locale, confessando la fede cristiana. L'esperienza francescana, basata sulla fraternità, ci fa prendere sul serio la definizione di "Chiesa sorella" nei confronti della Chiesa russa. Per tal motivo si intende essere fedeli ai principi enunciati nel Documento della Chiesa cattolica per la Russia, e ai documenti comuni di Freising e di Balamand.

    In base a questi principi si riconosce alla Chiesa ortodossa russa una funzione e una missione primaria nell'evangelizzazione del paese, e l'Ordine dei frati minori è pronto, qualora la Chiesa russa lo ritenga opportuno e lo richieda, a collaborare e a sostenere, secondo le sue possibilità, questa Chiesa nella "sua" opera di evangelizzazione. Per una pastorale diretta, l'interesse dei frati è rivolto ai fedeli cattolici latini.

    C'è, però, una motivazione specifica nell'interesse dei frati per la Russia e per l'Ortodossia in genere, ed è il desiderio di imparare dalla loro spiritualità, poiché sono note le molte affinità fra la spiritualità ortodossa e quella francescana. Confortanti sono state le parole con le quali il Patriarca ha concluso l'incontro: "su questa base è possibile una collaborazione".

Tappe successive

    Gli atti ufficiali dei vertici rischiano di restare simboli astratti o monumenti senza vita, documentati da rapporti e foto d'archivio. Per questo ¶ nata la necessità di trasmettere a vari livelli il senso dell'incontro avvenuto.

    Dal 20 al 30 novembre 1994 una delegazione francescana, composta da tre frati minori, una clarissa e una francescana missionaria di Maria, ha fatto visita a monasteri femminili e maschili russi, con la guida di un sacerdote del Patriarcato.

    Dal 25 gennaio al 7 febbraio 1997 una delegazione ufficiale del Patriarcato di Mosca, composta da un'igumena e tre igumeni, guidata da un sacerdote dell'ufficio del Patriarcaato per i rapporti con la Chiesa cattolica, e accompagnata da un chierico interprete, restituiva la visita, ospite di conventi di francescani e di monasteri di clarisse, partendo da Venezia, soffermandosi alla Verna, Assisi, Valle Reatina e fino a Roma.

    Una realtà permanente, nata in questo periodo e che merita un cenno a parte, nel seguito di questa comunicazione, ¶ l'istituzione di una Cattedra, o centro di attività che cura rapporti diretti di carattere teologico e spirituale con l'Ortodossia e altre confessioni cristiane.v Un'altra iniziativa merita di essere ricordata: nasce l'idea di avviare una collana, dal titolo 'en pneuma = un solo spirito, con un libro che contenga il profilo di alcuni significativi santi ortodossi e francescani. Il volume, dal titolo Molteplici esperienze dell'unico Vangelo, esce in edizione bilingue (italiano e russo) nella Pasqua 1998.

    Tramite queste e altre iniziative, che possono coinvolgere i frati che operano nei più variati settori, l'iniziativa del Ministro Generale è stata trasmessa all'Ordine. Il passo successivo, per il quale si sta lavorando, è il coinvolgimento delle strutture e realtà locali dell'Ordine.

b. Costantinopoli
L'incontro con Bartolomeo I

    3-6 marzo 1995: al Fanar (Istanbul), sede del Patriarcato ecumenico, incontro del Ministro Generale OFM, accompagnato dal Preside dell'Istituto ecumenico S. Bernardino, con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I. Motivo dell'incontro è il desiderio di continuare e approfondire la comunione di esperienze spirituali già avviata con la Chiesa di Russia. I frutti positivi che sono derivati dall'incontro con il Patriarca Alessio di Mosca hanno fatto nascere il desiderio di incontrarsi con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, per impegnare tutto l'Ordine dei frati minori in una più stretta comunione con tutta la Chiesa ortodossa. E' un riconoscimento dell'importanza e della funzione del Patriarcato ecumenico. L'incontro intende dare l'avvio a un futuro rapporto più stretto, con incontri più frequenti e la concretizzazione di alcune iniziative comuni.

Tappe successive

    Anche questo incontro non è rimasto un episodio isolato. Dal 10 al 14 ottobre 1995 si riunisce a Santiago de Compostela l'assemblea dell'Unione dei Frati Minori d'Europa (UFME), con la partecipazione dei 64 Ministri Provinciali. Come ospite - osservatore, assieme al rappresentante del CCEE e della KEK, partecipa il rappresentante del Patriarca Bartolomeo, latore di un messaggio dello stesso Patriarca all'assemblea. L'invito è stato molto apprezzato, e gli ospiti sono rimasti vivamente interessati nel vedere quali sono i nostri problemi, e come li trattiamo. Alla stessa assemblea il Ministro Generale ha lanciato un appello, invitando a potenziare la presenza in Istanbul, come punto di appoggio per i rapporti con il Patriarcato ecumenico.

    Nei giorni 10-11 maggio 1996 si riunisce a Istanbul il Comitato operativo dell'UFME per studiare l'opportunità e le modalità di una presenza più significativa a Istanbul, soprattutto dal punto di vista ecumenico. L'incontro con il Patriarca incoraggia il progetto.

    Nel frattempo è ristrutturata la casa. Dall'8 al 10 maggio 1996 si tiene un dialogo francescano - ortodosso, a dimensioni ristrette, sul tema: "Spiritualità e dialogo ecumenico". E' in programma un secondo dialogo sul tema: "Il santo e la santità nelle tradizioni ortodossa e francescana". Dal 18 al 29 agosto 1997, in collaborazione con il Patriarcato ecumenico, è stato organizzato in Turchia un seminario di formazione ecumenica dal titolo: "In dialogo rileggendo i Concili": si è trattato di un corso di introduzione e formazione al dialogo, con visita ai luoghi dei primi Concili, contatti ed esperienze con monasteri ortodossi, conoscenza dell'ambiente islamico.

c. Belgrado

    Si tratta di un Patriarcato dimenticato, emarginato e demonizzato. Nella zona i frati sono pochi e non è previsto nessun nuovo progetto pastorale. Eppure il Ministro Generale, accompagnato dal Vicario dell'Ordine e dal Presidente della nuova Commissione ecumenica dell'Ordine, nei giorni 21-23 marzo 1997, va a portare un saluto a una Chiesa che ha bisogno di amici. Il gesto ha suscitato molte meraviglie, a partire dai destinatari della visita. L'apprezzamento dell'iniziativa è stato espresso durante la celebrazione della Divina Liturgia, quando il Patriarca Pavle ha ufficialmente salutato gli ospiti francescani, ringraziandoli per la loro visita, che costituisce una volontà e un passo in avanti verso l'unità. Il pellegrinaggio dei tre frati è diventato messaggio di unità che il Patriarca ha trasmesso alla sua Chiesa.

    Anche a questa visita stanno succedendo contatti per la concretizzazione di vie pratiche di collaborazione, con scambi di visite tra frati e monaci e offerta di ospitalità presso le nostre case.

3. Una Cattedra

Per concretizzare i reciproci rapporti di collaborazione e di dialogo ecumenico con varie istituzioni cristiane, il Ministro Generale ha istituito presso l'Istituto di studi ecumenici "S. Bernardino" in Venezia la Cattedra di teologia e spiritualità ecumenica "Uno il Signore".

La Cattedra si propone le seguenti finalità:

  1. intensificare lo scambio di riflessioni di carattere teologico e spirituale;
  2. creare l'occasione e le condizioni di collaborazione e di dialogo ecumenico;
  3. approfondire tematiche del dialogo ecumenico in corso;
  4. cercare insieme risposte a problemi attuali comuni;
  5. offrire una formazione e informazione ecumenica a tutti coloro che vi sono interessati;
  6. offrire a ministri e pastori strumenti idonei per la loro formazione e la loro attività pastorale.

La Cattedra svolge la sua attività sia nella sede dell'Istituto di Venezia, sia nelle sedi degli enti con i quali è collegata e collabora. Corsi, convegni e seminari sono stati tenuti a Roma, presso la Curia generalizia, a Venezia, Varsavia, San Pietroburgo, Istanbul. E' uno strumento di dialogo e di collaborazione molto agile ed efficace.

4. Un "Servizio per il dialogo" (SD)

Il progetto ecumenico è partito con segni e iniziative concrete, senza toccare le strutture dell'Ordine. L'esperienza ha fatto sentire la necessità di sostenere il progetto appoggiandolo ad alcune strutture, per assicurare sia la continuità che il coinvolgimento di tutto l'Ordine.

In un primo momento è stato costituito un "Gruppo di studio" che ha studiato la complessa situazione dell'ex Unione Sovietica e ha formulato, sulle indicazioni del Ministro Generale e alla luce dell'esperienza già avviata, i "Principi guida per la presenza dei frati minori in Russia e Kazakistan" e le "Linee direttive per la presenza OFM in Ucraina".

Ma lo stesso gruppo di studio ha avvertito la necessità, per l'Ordine, di istituire un organismo stabile per il dialogo. E' nato così, con decisione del 13.5.1996, il "Servizio per il dialogo" (SD), articolato in tre Commissioni, rispettivamente per: - il dialogo ecumenico, - il dialogo interreligioso, - il dialogo con le culture.

Il nuovo organismo ha fondamentalmente le seguenti caratterizzazioni:

  • motivazioni: "i continui riferimenti del Papa e di ragguardevoli rappresentanti di Chiese e di religioni a S. Francesco, promotore di riconciliazione, di pace e di dialogo, unitamente al pressante e ripetuto invito rivolto ai frati di continuarne la missione, fanno dell'impegno al dialogo una delle prerogative del carisma francescano" (Stat. n. 5). Il nuovo organismo "vuole essere segno di volontà fattiva, occasione di rinforzo e di coinvolgimento a tutti i livelli delle forze attualmente impegnate nel campo della formazione e dell'evangelizzazione, in modo che le direttive del Ministro Generale non rimangano carta sterile" (n. 11).

  • finalità: "Il SD, nel suo insieme e attraverso le sue commissioni, ha il compito di animare e di sostenere l'impegno dei frati per l'evangelizzazione e il dialogo, sia nel campo formativo che in quello dell'annuncio" (n. 17).

  • struttura: "ognuno dei tre settori di dialogo opera attraverso una commissione, la cui attività è coordinata dal coordinatore per il dialogo e regolata da un proprio regolamento" (n. 13).

    Altre norme regolano il funzionamento di questo organismo. Il Capitolo Generale del maggio 1997 ha approvato e caldeggiato sia l'impegno prioritario per il dialogo, sia la costituzione del SD, raccomandando a ogni Conferenza l'istituzione di un organismo analogo. In una lettera inviata in occasione della festa di S. Francesco 1997, il Ministro e il Definitorio generale, ispirandosi al Capitolo generale, nominano il dialogo fra le caratteristiche essenziali per delineare il ritratto del frate minore del terzo millennio.

Conclusione

In campo ecumenico parole ne sono già state dette abbastanza. La via d'uscita dalla crisi in cui versa l'ecumenismo è quella della compartecipazione in vere esperienze spirituali. Gli Ordini religiosi, in questo preciso momento, hanno una particolare vocazione e responsabilità. Sarebbe un errore cercare semplicemente di copiare espedienti o ricalcare materialmente vie tracciate da altri. Ogni Istituto è invitato a riscoprire e a vivere in profondità la propria tradizione più autentica e la propria spiritualità: è il veicolo più accreditato e sicuro per stabilire quella vita di unità alla quale Cristo chiama tutte le Chiese.

L'Ordine dei frati minori, avviato in questa strada, si sta accorgendo che il dialogo, quando diventa stile di vita, permette di riscoprire la propria fisionomia e di incontrare molti fratelli.



© Macmade on Sun, Jan 02, 2000 at 11:41:34 by John Abela ofm (Communications Office - Rome)
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