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DEI TRE PRESIDENTI NAZIONALI AI GIOVANI DELLA GIOVENTÙ FRANCESCANA DITALIA IN OCCASIONE DELLUDIENZA CON IL SANTO PADRE Carissimi fratelli, tornate indietro con la memoria: siamo qui come Francesco ottocento anni fa e anche noi, come lui, incontriamo il successore di Pietro. Molti di noi labbiamo già incontrato a Parigi, però «dividendolo» con altre migliaia di giovani. Oggi, invece, siamo venuti da Santa Madre Chiesa per dire al Papa che cosa il Signore ha fatto in questi anni attraverso la Gifra. Noi, con la Promessa abbiamo assunto limpegno di avere la Chiesa come madre. Oggi alla Chiesa noi chiediamo una parola che ci aiuti nel nostro cammino di ricerca. Il Papa, lo sappiamo bene, si rivolge spesso ai giovani, ha parole di incoraggiamento per tutti, però oggi, in questo particolare momento storico ci dirà che cosa si aspetta da noi, giovani francescani dItalia. Quale ruolo dobbiamo assumere nella nuova evangelizzazione, a cui siamo chiamati. Questanno, dedicato allo Spirito, è stato bello, ricco di spunti, passando attraverso Parigi, il Congresso Eucaristico di Bologna e questo incontro. Lo Spirito Santo soffia forte e gonfia le nostre vele. Noi siamo irrequieti, usciamo dalle nostre Fraternità, così come è avvenuto quasi duemila anni fa con gli Apostoli nel Cenacolo. E da quel momento la Chiesa è diventata forte e universale. Il nostro augurio è questo: che ciascuno sia pronto a ricevere i doni che questa giornata memorabile porterà nei nostri cuori. Possa davvero la parola illuminante del Santo Padre e la fraternità che stiamo vivendo oggi costruire un punto fermo nella nostra conoscenza di Cristo povero e crocifisso.
QuestUdienza con il Santo Padre è un momento storico di grande rilevanza per la Gioventù Francescana dItalia. Per la prima volta, dopo 50 anni di storia ricca ed appassionante, la Gifra, meravigliosa pianticella giovane di Francesco, celebra la sua unità incontrandosi con il successore di Pietro e promettendo fedeltà ed obbedienza alla Madre Chiesa. In questi anni le nostre Fraternità hanno spesso camminato su sentieri diversi, seppur accomunate da un medesimo stile. Talvolta differenti sono stati gli approcci, la metodologia, gli strumenti, le prospettive pastorali delle tante Fraternità della Gioventù Francescana sparse sulla Penisola. Oggi queste Fraternità sono qui insieme e sono una sola Fraternità. Una Fraternità che vive profondamente la sua identità vocazionale e la sua appartenenza alla Chiesa e alla Famiglia francescana, promettendo un impegno di vita centrato sul Vangelo vissuto e condiviso nella vita fraterna. Questidentità vocazionale non è frutto di illuminazioni solitarie, ma di un lungo cammino di fraternità che ha portato dopo anni a «Il nostro volto», forma di vita della Gioventù francescana dItalia. Oggi siamo felici di poter gridare a noi stessi e al mondo che la storia ci ha portato qui, ai piedi di questo grande Papa. E la storia, con alterne vicende ci ha donato con la vita di tanti fratelli (giovani, terziari e assistentispirituali) un progetto di vita che ha sconvolto e trasformato la nostra vita, rendendola ricca ed affascinante. Questa storia consegna oggi ad ogni giovane francescano unidentità vocazionale salda e radicata, un progetto formativo sperimentato, una prospettiva pastorale concreta. Questa storia ci ha portati qui. E questa Fraternità nazionale, che oggi celebra la sua dimensione ecclesiale più piena e la sua unità più visibile, ringrazia chi per questa ecclesialità, per questa unità ha donato la sua vita. Oggi, ricchi di 50 anni di Fraternità, giovani di 50 anni di progetti, siamo sempre più certi che la Fraternità è una novità di vita rivoluzionaria. Oggi abbiamo sperimentato che la nostra vocazione può donarci una conversione autentica. Oggi vogliamo contagiare il mondo, protetti dalla maternità della Chiesa, proiettati a condividere con gli ultimi i nostri sogni e le nostre speranze. Oggi siamo felici, felici perché la storia ci ha aperto una strada e su questa strada abbiamo incontrato Cristo, come Francesco e Chiara. Oggi con Francesco e Chiara vogliamo invadere il mondo con la nostra gioia e gridare ad ogni giovane che la felicità è possibile, che la fraternità è una meravigliosa strada che porta alla felicità, che insieme la nostra vita si può colorare di senso, per diventare vita nuova, bella, felice.
Questa memorabile giornata apre alla nostra Fraternità nazionale un orizzonte ampio, ma anche impegnativo. Essere venuti in questo luogo come pellegrini dal successore di Pietro, necessariamente coinvolgerà tutti noi, qui presenti, nelle sfide che la Chiesa sta indicando ai giovani di tutto il mondo. Noi giovani francescani oggi abbracciamo queste sfide con lesempio di vita e di fede di Francesco dAssisi. Dopo questincontro dovremo maturare il senso di ecclesiale, sentendo la Chiesa veramente madre, come punto di riferimento indispensabile per la nostra vita. Dobbiamo andare via da questincontro con il desiderio di impegnarci nellannuncio di Gesù Cristo ai giovani che non Lo conoscono, soprattutto ai giovani più poveri, quelli emarginati. In un mondo dove sembra regnare soprattutto la discordia e lodio, ci dobbiamo impegnare a testimoniare la fraternità, ad annunziarla con la nostra vita. Questo incontro non potrà non segnarci, non potremo andare via da questo luogo, dopo aver ascoltato la parola del Papa, come prima: la nostra vita sarà cambiata, sarà diversa. Lesserci incontrati qui, come unica Fraternità nazionale, sta ad indicare che il carisma di Francesco dAssisi è ancora vivo, è giovane, che affascina ancora. A noi, giovani francescani dItalia, viene chiesto di essere promotori dellannuncio della spiritualità francescana, senza stancarci. Da parte nostra a tutti laugurio, ma soprattutto la speranza, che questo incontro di oggi con Cristo ci aiuti nel cammino della conversione. Per noi sarà una giornata indimenticabile, laugurio è che sia per tutta la Gifra dItalia uno straordinario evento di grazia.
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