Posted: 31/12/97 - News Source: Secretary OFM
Riportiamo il testo del discorso
che il Ministro Generale ha fatto
durante l'udienza con il Papa
insieme al Definitorio Generale
Beatissimo Padre
Con lo stesso affetto e la stessa venerazione di Francesco ci presentiamo oggi davanti a Sua Santità: da sei mesi siamo stati chiamati al servizio della guida e della animazione del nostro Ordine. Con fiducia abbiamo chiesto di poter venire a presentare le nostre speranze e le nostre difficoltà al "Signor Papa", certi che da questo incontro usciremo spinti da nuovo entusiasmo per il nostro compito e rafforzati nell'amore alla Chiesa, nostra Madre, alla quale Francesco voleva che i suoi Frati fossero sempre "sudditi e soggetti". La ringraziamo di cuore per donarci questo tempo prezioso, nonostante i Suoi numerosi impegni: è un ulteriore segno della benevolenza nei confronti dei Frati del nostro Ordine di cui siamo stati molte volte testimoni.
LA SITUAZIONE DEL NOSTRO ORDINE
Il nostro Ordine, nonostante la diminuzione numerica degli ultimi anni, era composto alla fine del 1996 da circa 17.000 Frati, con 500 novizi. Sono 103 i Paesi in cui siamo presenti, in ogni Continente. Alle difficoltà vissute nei Paesi del mondo occidentale (invecchiamento, diminuzione numerica), si contrappongono la vitalità e la vivacità delle presenze in molte altre zone: l'America del Sud, l'Africa, alcune nazioni dell'Asia. In alcuni Paesi stiamo assistendo ad una rinascita incoraggiante: penso alla nostra Entità del Centro America, che comprende El Salvador, Nicaragua, Guatemala... O ancora alla rinascita della nostra Provincia in Lituania, così come quella di Albania, con un buon numero di giovani Frati in formazione. Anche nella Comunità degli Stati Indipendenti, con un'attenzione particolare all'ecumenismo, abbiamo stabilito piccole presenze in Russia, Ucraina e Kazakistan. In tutto l'Est europeo stiamo assistendo ad una "rinascita" delle nostre Entità, a lungo costrette alla clandestinità. E ancora, occorre ricordare la presenza silenziosa di nostri Fratelli nella Cina e quella di un piccolo gruppo a Cuba, là dove Sua Santità si recherà tra poco per incoraggiare e dare nuova vitalità alla Chiesa. In tutte queste situazioni i Frati si sforzano di vivere secondo la Regola e la vita scritta da Francesco e approvata dalla Chiesa, "rendendo testimonianza alla Parola di Dio e facendo conoscere a tutti che non c'è nessuno Onnipotente eccetto Lui" (LOrd 9) e "lieti di vivere tra persone di poco conto, tra i poveri e i deboli, tra gli infermi e i lebbrosi" (Rnb IX,2).
IL CAPITOLO DI ASSISI
Nello scorso mese di maggio, nella solennità di Pentecoste, secondo quanto Francesco chiede nella sua Regola, i rappresentanti di tutte le nostre Entità si sono radunati ad Assisi, presso la Basilica di S Maria degli Angeli alla Porziuncola, per eleggere il Ministro generale, servo di tutta la Fraternità, e i suoi collaboratori. Insieme, in uno spirito di preghiera e di condivisione, hanno anche valutato il cammino dell'Ordine e cercato le strade da percorrere per rendere più leggibile la nostra testimonianza ai fratelli e alle sorelle di questo nostro tempo, ai quali il Signore ci ha inviato. Il documento finale, riassuntivo della nostra riflessione, sin dal titolo esprime il cuore della nostra preoccupazione: "Dalla memoria alla profezia". Davvero vorremmo che il ricordo di quanto il Signore ha fatto in noi e attraverso di noi nella nostra lunga storia, accendesse di nuovo il fuoco della profezia, della capacità di vedere il Signore all'opera anche nell'oggi, e di stimolare la nostra fede in un futuro di sempre maggiore comunione con Lui e tra noi.
A partire dal documento capitolare, insieme al Definitorio, abbiamo individuato alcune priorità che guideranno la nostra azione nei prossimi anni:
* Siamo convinti che la forma di vita rivelata a Francesco sia possibile ed abbia senso solo se alimentata da una dialogo appassionato con Dio: per questo, spronati anche dal messaggio al Capitolo di Sua Santità, abbiamo messo al primo posto la dimensione contemplativa della nostra vocazione, convinti che il criterio di valutazione non sia l'efficacia o la quantità del nostro operare, ma la sua autenticità, che solo una ricerca costante del volto del Signore può garantire.
* Francesco ha scoperto la peculiarità della sua vocazione quando "il Signore gli donò dei fratelli". Anche noi siamo convinti che la nostra forma di vita ha un significato solo se vissuta all'interno di una Fraternità. Il primo annuncio del Vangelo che ci È chiesto, È quello di testimoniare che è possibile vivere da fratelli, nonostante le diverse mentalità e le diverse culture. Negli ultimi 15 anni della mia vita, nell'esperienza missionaria vissuta in Tanzania, Rwanda e Kenya, mi sono reso conto di quanto questo semplice "stare insieme" da parte di Frati di continenti diversi fosse significativo per quei popoli.
* Dobbiamo poi coltivare uno "stile" particolare, nella nostra ricerca di Dio e nella nostra testimonianza ai fratelli, ed È quello della minorità - povertà, e della solidarietà con tutti quei fratelli e quelle sorelle che vedono minacciati i diritti fondamentali della persona. Una solidarietà non solamente detta, ma vissuta nella condivisione delle sofferenze e delle privazioni, nei rischi e nelle delusioni.
* Vorremmo, poi, che continuasse l'impegno per riappropriarci di un compito che, secondo Francesco, è un preciso dovere di ogni Frate: l'evangelizzazione, la spinta missionaria che deve caratterizzare tutte le nostre presenze, attraverso le forme più adeguate alle diverse situazioni.
* È evidente che queste quattro priorità esigono un impegno formativo adeguato: la formazione è l'humus dal quale esse ricevono vita. In modo particolare sentiamo la necessità di una formazione realmente permanente, che ci aiuti a superare i rischi dell'abitudine e della ripetizione.
Santità, abbiamo aperto i nostri cuori e Le abbiamo esposto le speranze e i progetti per i prossimi anni del nostro servizio. Nel suo messaggio al mio predecessore, Fra Hermann Schalück, e ai Fratelli capitolari, lo scorso 5 maggio, Sua Santità scriveva: "Il richiamo alle origini e alle fasi salienti della storia dell'Ordine, va assunto come paradigma per l'impegno attuale della Fraternità, chiamata a vivere nell'oggi la missione che Dio, attraverso la Chiesa, le ha affidato mediante la professione della Regola di san Francesco". Con la nostra presenza qui, oggi, vorremmo dirLe la nostra volontà di fedeltà alle origini e il nostro desiderio di impegno nell'oggi; vorremmo esprimere tutto l'affetto e il sostegno dell'Ordine al "Signor Papa" e alla Sua missione. Come Francesco all'inizio della sua vocazione, anche noi oggi, con la stessa devozione, vorremmo chiedere a Sua Santità di accogliere il nostro proposito di servizio alla Chiesa e a tutta l'umanità: abbiamo bisogno che la Madre Chiesa continui ad avere cura di noi, e che il Santo Padre confermi in noi i desideri di bene e la volontà di comunione con tutta la Chiesa.
Sua Santità ci benedica e ci aiuti ad essere fedeli alla nostra vocazione.
Fra Giacomo Bini, OFM Ministro generale