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Devo porgere il mio più sincero ringraziamento a tutti voi, che oggi siete stati riuniti qui dalla divina Provvidenza, perché, ne sono sicuro, è il Signore stesso che ci ha raccolti qui in preghiera. Ma il mio "grazie" supera i limiti di questo edificio, perché la nostra assemblea è più estesa di quanto i sensi possono percepire in questo momento: è composta da tutti quelli che, in questo Paese e nel mondo, sono in comunione con la Chiesa del Mozambico nella preghiera, nella fede, nella fraternità e nell'amicizia. Auguro a tutti quanti sono presenti e a coloro che non sono fisicamente presenti "pace e bene", sull'esempio del Padre san Francesco. In questa occasione voglio ringraziare il Santo Padre, Giovanni Paolo II, soprattutto per la sua sollecitudine pastorale per questa Chiesa locale e per la gente del Mozambico. Voglio ringraziarlo anche per la fiducia che ha riposto in me chiamandomi a collaborare con gli altri Pastori nel servizio. Mi sento indegno di questa chiamata, ma ho fiducia che il Signore mi guiderà su questa via, aiutandomi nel rispondere in modo adeguato. Ringrazio il rappresentante del Santo Padre tra noi, il Nunzio apostolico in Mozambico S. E. R. Peter Zurbriggen, la cui presenza qui esprime il suo zelo apostolico per questa Chiesa locale. Porgo il benvenuto agli importanti ospiti qui presenti: Sua Eccellenza il Presidente del Mozambico, Joaquim Alberto Chissano e gli altri rappresentanti del Governo. Ringrazio anche il Presidente del Parlamento del Mozambico. Ringrazio tutti voi che siete impegnati nella difficile missione di guidare il cammino di questa Paese per favorire il benessere di ogni cittadino e rendere la nostra Nazione prospera nella pace e nell'armonia. Ringrazio i membri del Corpo diplomatico: gli Ambasciatori e i rappresentanti dei vari Stati, quelli presenti fisicamente e quanti non hanno potuto, per vari motivi, condividere la nostra gioia. Grazie per la vostra amicizia: il Signore benedica voi e le nazioni che voi rappresentate, in modo da poter continuare ad avere relazioni amichevoli e fruttuose. In modo particolare sento di dover ringraziare il nostro Ministro generale, fra Giacomo Bini, presente tra noi, e il Definitorio generale di cui, fino a pochi mesi fa, ho condiviso il lavoro. Carissimo Ministro e componenti del Definitorio, sono veramente felice di potervi dare il benvenuto: sono sicuro che questa sarà una buona occasione per conoscere questa Chiesa locale. Questa gente ha preso dalle vostre mani un collaboratore nell'opera di animazione dell'Ordine dei Frati Minori: che questa esperienza possa aiutarvi nella guida dell'Ordine. Ringrazio tutti i Fratelli dell'Ordine per la fiducia che hanno avuto in me: per me è stato un tempo importante per imparare e per crescere, soprattutto nell'esperienza dell'interculturalità. Ringrazio la Conferenza sub-sahariana dell'Ordine, rappresentata qui dai Frati del Sud Africa, della Repubblica democratica del Congo (ex - Zaire), dal Kenya e dello Zimbabwe. Grazie per la vostra presenza e per gli anni di servizio che, insieme, abbiamo condiviso. Il mio grazie va anche ai fratelli che condividono la nostra fede, alle altre Chiese cristiane, al Concilio delle Chiese del Mozambico che ha voluto essere presente a questa celebrazione per testimoniare lo spirito ecumenico che lo anima. Ringrazio i miei "fratelli maggiori" della Conferenza Episcopale del Mozambico: Sua Eminenza il Cardinale José Maria dos Santos, Arcivescovo di Maputo, insieme al quale servirò questa Chiesa; il Presidente della Conferenza episcopale, Francisco João Silota. A ciascuno di voi rinnovo la mia stima per la saggia guida del popolo di Dio, anche attraverso vie difficili e faticose. Sono ben felice di mettermi alla vostra scuola per imparare a guidare la gente sulle vie della fede e del sostegno reciproco. Saluto la Archidiocesi di Maputo, il suo clero, i religiosi e i laici, sin da ora miei collaboratori. Sono davanti a voi animato dalla comunione dello Spirito e del servizio ecclesiale: sono pronto e deciso a imparare da voi. La Diocesi di Inhambane, in particolare la missione di Homoine, mi ha iniziato al presbiterato: voi, da oggi, avete il compito di aiutarmi ad assumere il ministero episcopale. Io conto su di voi: anche voi potete contare su di me! Eminentissimo Cardinale, le nostre strade sono sempre state unite: ecco qui davanti a Lei quel giovane Frate che Lei ha guidato nei primi passi della vita francescana ventisei anni fa; ora Le chiede di guidarlo nei primi passi dell'episcopato. Il Signore benedica la nostra nuova avventura. Un filiale ringraziamento va alla Diocesi di Xai-Xai, alle missioni di Mangunze e di Mandlakazi, alle stazioni missionarie di Nguzene / Macupulane, i miei luoghi di nascita. Grazie per avermi cresciuto, fisicamente e spiritualmente. Avete stabilito le prime fondamenta, umane, intellettuali e cristiane. Non posso non ricordare il maestro - catechista Salomão Pedro Farela Chimusse, un uomo grande per la nostra Patria. Ai cristiani della Diocesi di Xai-Xai il mio grazie per tutto quanto fanno per la loro Diocesi e per quella di Maputo, che è così legata a loro. La mia gratitudine va anche alla Diocesi di Inhambane, soprattutto alle persone della Missione di Homoine: sono testimoni dei primi giorni del mio sacerdozio, e da loro ho imparato cosa significa essere sacerdote. Ringrazio anche la Provincia portoghese dell'Ordine, rappresentata qui da Fra Arnaldo Taveira de Araujo, già missionario in questa terra. Grazie alla Custodia del Mozambico, rappresentata dal Custode Fra Lucas Francisco Gololombe e dai numerosi Fratelli qui presenti. Grazie per quello che siete stati per me, per quello che siete ancora: nell'Ordine ho ricevuto una vita nello Spirito, e la via per viverla. È vostro il merito di quanto oggi accade. Anche nel mio nuovo ministero rimango legato a voi: sono deciso a rimanere francescano, così che la Chiesa possa avere in me un Pastore fedele. Infine, ringrazio tutti coloro che si sono impegnati a preparare questa grande festa di oggi e, nei vari comitati o individualmente, sono stati i promotori della nostra gioia: anche questo testimonia la maturità di una Chiesa di persone che sanno lavorare unite. Dio benedica tutti voi
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