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Curia generale - Roma, 16-22 gennaio 2000 |
È in corso a Roma, presso la Curia generale, il 2° Incontro dei Ministri provinciali e Custodi, eletti nel 1999, con il Ministro e il Definitorio generale. Ritenuto uno strumento importante per il futuro dellOrdine, in quanto aiuto nel ministero del servizio ai Fratelli e nella condivisione della responsabilità dellanimazione, lIncontro prevede diverse modalità di studio, di riflessione e di scambio di esperienze (cf. Agenda). Ma la tonalità dello "stare insieme" di questi giorni è data dallintervento del Ministro generale allinizio dei lavori. "Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, secondo Dio " (1Pt 5,2). Il richiamo alla lettera di Pietro, fatta dal Ministro nel suo discorso ai Ministri e Custodi, diventa la chiave per capire il "senso" e il "contenuto" del ministero dellautorità. Esso è un dono che viene da Dio ed ha il compito di mediare la volontà di Dio, lazione dello Spirito che dovrà irrompere nella vita dei Fratelli e delle Fraternità. In breve, il ministero dellautorità rappresenta una mediazione importante tra lattore principale, che è lo Spirito, e i Fratelli, che in obbedienza allo Spirito, assumono e vivono il progetto di vita evangelica secondo il carisma di Francesco. Il compito principale, allora, dei Ministri è di custodire le proprie anime e quelle dei Fratelli, secondo quanto afferma san Francesco (cf. Rnb 4,5-5,1). E il custodire trascina con sé, continua il Ministro, altri compiti: animare, confortare e stimolare i Fratelli a mettere a frutto energie ed intelligenza per individuare i "mezzi" più idonei per raggiungere la meta comune; indicare verso dove si deve andare, trasmettendo ad ogni livello il senso della missione e il significato del compito; motivare il perché delle scelte o dei cammini proposti per vivere secondo il progetto evangelico assunto con la professione. È un arte, dunque, lesercizio della responsabilità dellanimazione da parte dei Ministri e dei Custodi, responsabilità che coinvolge i loro più stretti collaboratori, il Definitorio prima e poi i Guardiani, i Formatori, i Frati e le Fraternità locali. Pertanto, è importante individuare le modalità per poter esercitare il ministero dellautorità sia come dono e sia come compito. Il Ministro generale ne elenca alcune: ascoltare: è il primo servizio da offrire, ma esso necessita di alcune condizioni per essere svolto, come, ad esempio, lascolto prioritario di Dio, la visita frequente e fraterna ai Fratelli per creare legami di fiducia e di comunione; esortare e incoraggiare (Rnb 4,9), tenendo presente la concezione "femminile" dellautorità francescana come risulta dalla Regola: "se una madre nutre ."(cf. Rg 6,8); correggere i Fratelli (Am 22; Rnb 5,12-15): è il più alto compito della misericordia, è obbedienza al precetto dellamore: promuovere la responsabilità, a livello di vita spirituale, di organizzazione, di coinvolgimento di tutti e di ciascuno nella costruzione della Fraternità; curare la formazione permanente, affinché siano continuamente rinnovate le nostre relazioni con Dio, con i fratelli e con il mondo. accompagnare: per camminare insieme, per condividere la fatica della ricerca e del cammino, e per riaccendere la speranza. Infine, per facilitare la discussione, lapprofondimento e la verifica del cammino fatto, fr. Giacomo invita i Ministri ad interrogarsi sul modo personale di vivere il ministero dellautorità, sulle strutture concrete di animazione messe in atto e sulle forme di corresponsabilità attivate nella Provincia. |
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