• Updated: Tuesday, April 11, 2000

  • Riflessione per l'Assemblea del MoFra
    "Se una Madre ama e nutre..."

    Sr. M.Carola Thomann, FCJM, Presidente della CFI

    Pace e bene a tutti voi, carissime Sorelle, carissimi Fratelli in Francesco e Chiara. Sono molto riconoscente per l'invito alla Vostra Assemblea. È un grande privilegio per me vivere questo momento storico con voi nel contesto della celebrazione del Grande Giubileo. Non sono un'esperta del Francescanesimo - come tanti tra Voi - ma un'amante della Parola di Dio, di Francesco e Chiara, della Famiglia Francescana e della sua missione. Sono qui come vostra Sorella.

    Considero questo momento qui ad Assisi - tra le diverse assemblee Francescane Italiane e la celebrazione del Giubileo dei Francescani, oggi e domani - come un ponte. C'è una relazione profonda tra la celebrazione del nostro Giubileo, e la riflessione sulla nostra maternità, perché il nostro giubileo comincerà alla Porziuncola, - il Santuario di Maria, nostra Madre -, e finirà a Roma, nel seno della Chiesa universale, nostra Madre -.

    Introduzione

    Il tema "se la Madre nutre e ama... il suo proprio figlio carnale, quanto più premurosamente uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale" (FF 91), è preso dal capitolo VI° della Regola Bollata. Se diciamo "Madre", abbiamo davanti a nostri occhi l'ideale di una Madre, di una mamma naturale. E Francesco ci invita a fare un passo avanti, per vivere una maternità spirituale.

    Anche Gesù è una Madre. Nell'ora della sua morte nacque la Chiesa, quando Gesù dava il suo Spirito... "... e uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua" (cfr. Gv 19,28-30; 34). Il cuore di Gesù fu come una caverna vitale. Qui tocchiamo il mistero della femminilità ed i mistici del medio evo non esitavano a chiamare Gesù una Madre. - Anche Dio, l'Abbà di Gesù e il nostro Abbà, non è solamente Padre, ma è anche madre.

    Come noi sappiamo, nel tempo della sua conversione, della ricerca della sua vocazione, Francesco faceva un'esperienza decisiva presso il Santuario di Maria, nella Porziuncola. Lì ascoltò e comprese per la prima volta la Parola di Dio: "... L'Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo" (Test. 14). Lui non voleva più conquistare il mondo, ma voleva accogliere tutti, voleva divenire il fratello di tutti, e lui diventò un fratello universale e una Madre spirituale.

    Essere Madre

    Francesco aveva una relazione speciale con la sua Madre Pica, con Chiara e soprattutto con Maria. Maria è per Francesco la Madre per eccellenza come si può apprendere dal suo saluto alla Beata Vergine Maria:

    Ave Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria,
    che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste,
    che ti ha consacrata insieme col santissimo suo Figlio diletto
    e con lo Spirito Santo Paraclito;
    tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
    Ave, suo palazzo. Ave, suo tabernacolo.
    Ave, sua Casa. Ave, suo vestimento,
    Ave, sua ancella. Ave, sua Madre.
    E saluto voi tutte, sante virtù,
    che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
    venite infuse nei Cuori dei fedeli,
    perché da infedeli fedeli a Dio li rendiate. (FF 259/260)

    Francesco conferisce tutti questi titoli d'onore di Maria anche a tutti coloro che fanno penitenza, perché egli considera ogni fratello, ogni sorella come una Madre, richiamando la parola di Gesù: "... chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e Madre" (Mt 12,50). Quindi noi siamo "consanguinei" di Gesù: l'uno è dell'altro, in appartenenza reciproca d'amore. La nostra parentela con Dio si fonda sul fare la volontà del Padre, che si esprime nella parola del Figlio. Uno diventa la parola che ascolta e che fa.

    Dunque San Francesco paragona tutti i Cristiani a Maria. E Santa Chiara nella terza lettera ad Agnese di Praga (vv.21-23) ci apre un affascinante orizzonte di fede: "... Mentre i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l'anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora... È la stessa Verità che afferma Gesù nel Vangelo di Giovanni: '...colui che mi ama, sarà amato dal Padre mio, e io pure l'amerò; noi verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora' (cfr. Gv.14,23-24)" (FF 2892). Vuol dire che l'anima non solo è collaboratrice di Dio nel generare figli per il regno, ma è, come Maria, spiritualmente, Madre di Cristo, e dimora di tutta la Trinità.

    Ricordiamo che nella prima lettera ai Fedeli Francesco spiega a coloro che fanno penitenza la nostra relazione con la Santa Trinità: "... Siamo Sposi, quando l'anima fedele si unisce al Signore nostro Gesù Cristo per virtù dello Spirito Santo; ... siamo suoi Fratelli, quando facciamo la volontà del Padre che è ne cieli; siamo Madri, quando lo portiamo nel cuore e nel corpo nostro per mezzo del divino amore e della pura e sincera coscienza, lo generiamo attraverso le opere sante, che devono risplendere agli altri in esempio (FF 178).

    La vocazione di Maria è la vocazione originaria di ogni uomo, di ogni Francescano/a: dire "sì" al Padre, farsi risposta alla sua proposta. Come Dio è Padre del Verbo nei cieli, così in terra gli è Madre chi dice "sì" al Padre. Dio nasce in ogni uomo che è aperto, che ascolta e accetta la Parola di Dio come Maria. Il nostro grande destino è diventare Madre del Signore: dare corpo al Figlio di Dio, fino alla statura piena (cfr. Ef 4,13). La nostra vocazione e missione è - come per Maria - diventare Chiesa. E la chiamata del Crocifisso: "Francesco, va' e ripara la mia Casa!" è anche la chiamata per noi Francescani/e di oggi.

    La nostra dignità, la nostra vocazione e missione è inimmaginabile.

    Relazione amorevole - Amare e nutrire il fratello/la sorella

    Come abbiamo visto la Vita del Verbo incarnato dipende dal "si" dell'uomo, dal nostro Si. Chi si apre al suo dono, lo fa vivere in sé.

    Ma l'ascolto della Parola di Dio si realizza solamente quando la dimensione verticale tocca l'orizzontale, cioè quando e

    • dove ascoltiamo insieme non solo Dio, ma anche
    • dove ascoltiamo l'un e l'altro,
    • dove ascoltiamo il nostro fratello/la nostra sorella,
    • dove ascoltiamo il "tutto", perché - come dice mistico Meister Eckhart in uno dei suoi sermoni "ogni creatura è una parola di Dio" e "tutte le creature hanno una relazione interdipendente",

    in altre parole l'ascolto della Parola di Dio si realizza

    • dove viviamo in relazione amorevole con il fratello/con la sorella,
    • dove viviamo in relazione con tutti i fratelli e tutte le sorelle - vicini e lontani -
    • dove viviamo in relazione con la creazione intera,

    perché tutte le creature sono per Francesco un "tu", un fratello, una sorella nel senso universale e globale e che, per questo, le dobbiamo onorare, abbracciare e nutrire.

    Dunque la maternità è un rapporto di dipendenza, è una relazione di amore.

    • Una Madre nel suo amore genera la vita,
    • una Madre si offre per gli altri senza perdersi,
    • una Madre ha lo sguardo di amore,
    • una Madre abbraccia tutti e tutto,
    • una Madre è creativa e paziente,
    • una Madre sa provvedere e nutrire il figlio carnale e il fratello/la sorella spirituale,
    • una Madre è tenera, vulnerabile e compassionevole,
    • una Maria sta sempre in ascolto ed anticipa i bisogni dei figli, i bisogni degli altri,
    • una Madre dice "Si" alla vita e accetta tutti, soprattutto i più deboli,
    • una Madre sa amare, soffrire e perdonare,
    • una Madre è un segno di profezia e di speranza.

    (si potrebbe continuare...)

    Francesco era per il suo tempo ed è per noi oggi questo segno di profezia e di speranza. Lui divenne - come è stato detto all'inizio - non soltanto il fratello universale, ma anche una madre spirituale.

    Esempi:

    • L'abbraccio del lebbroso
    • Lettera a Fra Leone: "Così dico a te, figlio mio, come una Madre... E se ti è necessario per il bene della tua anima, per averne altra consolazione, e vuoi, o Leone, venire da me, vieni!
    • Regola per gli eremiti...
    • Cantico delle Creature..

    Noi Francescani/Francescane di oggi - se viviamo la nostra vocazione e missione materna - amiamo e nutriamo il nostro fratello/la nostra sorella, ad esempio,

    • quando ci preoccupiamo della natura, dei fiori, degli alberi e riconosciamo in essi la vita pulsante che fluisce anche in noi;
    • quando riconosciamo la parentela con tutte le creature che hanno una faccia come noi e abbiamo cura degli animali;
    • quando cerchiamo in tutti gli uomini la vita;
    • quando abbracciamo il lebbroso di oggi;
    • quando noi discriminiamo nessuno, né gruppi etnici, né altre razze e nazioni, né altre culture e religioni, bensì accogliamo e accettiamo la diversità come un arricchimento;
    • quando viviamo la solidarietà con gli emarginati;
    • quando aiutiamo gli sfiduciati a trovare il senso della vita;
    • quando lavoriamo per la salvaguardia del creato, per i diritti umani, per i poveri, per la riconciliazione e per la Pace;
    • quando viviamo un atteggiamento di non violenza;
    • quando lavoriamo per la liberazione dell'uomo;
    • quando ci preoccupiamo della dignità e dei diritti della donna e dei bambini;
    • quando riconosciamo che il nostro mondo è un'unità, Casa del Signore che noi dobbiamo costruire e riparare e rispondiamo così all'invito del Crocifisso: "Francesco, va' e ripara la mia Casa";
    • quando ci aiutiamo a vicenda anche all'interno della Famiglia Francescana a vivere la nostra vocazione e missione nel mondo di oggi.

    (e così via...si potrebbe prolungare la litania...)

    La celebrazione del nostro giubileo Francescano

    La celebrazione del Grande Giubileo è un richiamo al piano di salvezza di Dio, alla vocazione cristiana, alla nostra vocazione Francescana. Ringraziamo il Signore per il cammino intrapreso finora e restituiremo tutto al Signore, l'unico e sommo Bene.

    Con un cuore pieno di gioia e gratitudine vediamo cosa è successo nella nostra Famiglia. Durante gli ultimi tre decenni, le varie componenti della nostra Famiglia sono divenute coscienti del fatto che nessun ramo, nessun Ordine, nessuna Congregazione ha o vive il carisma Francescano compiutamente. Noi abbiamo bisogno dell'aiuto reciproco per dare al mondo d'oggi una testimonianza e per rafforzare la nostra missione a livello locale e globale. La nostra Famiglia è come un arcobaleno con bei colori, che deve abbracciare la nostra Madre terra, l'umanità intera e tutta la creazione.

    Spero che la celebrazione del nostro giubileo sia il momento della memoria e del ringraziamento, del rinnovamento della nostra vita, dello sguardo verso il futuro, per arrivare ad una comunione più profonda tra noi per il bene dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.

    Vorrei chiudere con una preghiera per l'anno del Giubileo, preparata come segno di unione nella nostra Conferenza (CFI-TOR); essa è - se si vuole - una preghiera materna:

    Dio Eterno, Padre, Figlio e Spirito Santo.
    Tu sei Amore e Vita,
    il Signore del tempo e dell'eternità,
    ci hai guidato verso questo periodo storico nel tempo.
    Ti adoriamo e ti lodiamo per tutto che è stato, è e sarà.

    Con San Francesco e Santa Chiara

    ti lodiamo per tutta la creazionee
    per tutti gli sforzi che sono stati fatti nei riguardi della tua opera.
    Per alleviare il travaglio sofferto da tutta la creazione finora,
    fa di noi,
    fratelli e sorelle di Francesco e Chiara,
    tuoi strumenti fedeli
    affinché la creazione "si liberi dalle catene che la rendono libertà dei figli di Dio"
    e partecipi del tuo Amore e della tua Vita
    Amen.



    © Macmade on Tue, Apr 11, 2000 at 22:56:33 by John Abela ofm (Communications Office - Rome)
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