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"Con i giovani frati, pellegrini verso lEuropa" dichiara il motto della IV Assemblea UFME, che si tiene a Varsavia dal 12 al 18 ottobre 1998. Nel suo intervento Fr. Giacomo Bini, Ministro generale, dà subito consistenza al pellegrinare verso lEuropa con una domanda provocatoria: ´se ricominciassimo dagli inizi del nostro Ordine per ricostruire lEuropaª? Infatti, la risposta implica limpegno ad offrire il nostro contributo alla ricostruzione dellEuropa attraverso litineranza missionaria. E ciò significa: ripartire da Assisi verso il mondo per annunciare il Vangelo, ´dimenticando il "regno" delle nostre Province, che blocca ogni collaborazione ; rinnegando il "nostro regno" comodo ed individualistico, che soffoca la nostra vitalità e tradisce la nostra vocazione". Dalla pro-vocazione, che rimanda agli inizi dellOrdine e trova la sua motivazione nella natura missionaria della Chiesa e della Vita Religiosa, il Ministro avanza una proposta concreta per dare unanima al nostro il cammino verso lEuropa; una proposta, tra laltro, confortata dalla constatazione che ci ´sono molti frati disponibili a riprendere il cammino itinerante dellevangelizzazione in Europa e fuoriª. Ed ecco la proposta: ´creare Fraternità interprovinciali e internazionali nelle diverse zone dEuropa e del mondoª. Come? In seguito, si penserà allorganizzazione concreta, per ora urge trovare il personale con una Lettera del Ministro generale ai Frati, che verrà spedita direttamente a tutte le Fraternità dEuropa con la spiegazione e lo scopo dellinvito missionario. Ogni frate potrà rispondere direttamente al Ministro per dare la propria adesione ed esprimere le proprie preferenze. Poi, uno o due Definitori generali si recheranno nelle Province dei volontari per assistere il Ministro provinciale nellopera di discernimento. Linizio di questa esperienza è prevista per il 2000, in modo che il Grande Giubileo sia celebrato anche con questo "segno" di fraternità, di comunione, di solidarietà e di collaborazione tra le Province. Si tratta certamente di una proposta che dinamizza la dimensione missionaria del nostro carisma. Ma tocca anche la nostra vita, poiché, coinvolgendovi litineranza, la collaborazione, la fraternità, viene sollecitata ad offrire segni concreti di radicalità evangelica, di comunione, di riconciliazione e di pace. Soprattutto davanti, continua il Ministro, alle attuali sfide della disuguaglianza, dei modelli di sviluppo basati sulluso smodato delle risorse, dello smarrimento della direzione da seguire e della pace. Se vogliamo che il nuovo millennio sia più umano, anche noi dobbiamo dare una risposta. Non però da "navigatori solitari", ma secondo le caratteristiche del nostro carisma. In concreto, il Ministro chiede di essere testimoni di comunione, di offrire esempi concreti di Fraternità evangeliche, di annunciare la pace con veracità, di essere solidali con tutti, specie con gli ultimi. In conclusione, la domanda e la proposta sono indubbiamente una pro-vocazione. Appunto, una provocazione per ridare autenticità alla nostra vita da frati minori e nuovo slancio alla nostra missionarietà e così rispondere alla domanda dei giovani frati di radicalità e al bisogno del mondo di oggi di fraternità. |
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