Varsavia - Kostancin (12-18.10.1998)

Con i giovani frati, pellegrini verso l'Europa del domani
IV Assemblea

Centrum Animacji Misyjnej
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RELAZIONE QUESTIONARIO

Comitato Operativo Giovani UFME
fr. Manolo Díaz Buiza - Rappresentante del C.O.G.

Introduzione

Cari confratelli,

1. Sono presente in mezzo a voi a nome del C.O.G. dell'UFME per presentarvi i risultati ottenuti dal Questionario che grazie alla vostra collaborazione è stato diffuso a molti frati. Come sapete il Questionario è stato indirizzato soprattutto ai giovani frati della formazione iniziale e di recente professione solenne, in vista di questa Assemblea che proprio come suo titolo e programma ha: ‘Con i giovani frati, pellegrini verso l'Europa del domani'.

2. Questo titolo è emerso dall'incontro del C.O.G. dell'UFME tenutosi a Graz il 22 giugno 1996 (cfr. Comunicato UFME n.17). In quell'occasione si propose di convocare con un incontro i giovani frati residenti in Roma per sensibilizzarli circa quest'Assemblea di Varsavia 1998. L'incontro si tenne a Roma il 25-26 ottobre 1997 presso il Convento di S. Sebastiano alle Catacombe (cfr. Comunicato UFME n.18). Durante quella riunione si mise in rilievo la necessità di poter avere un più esteso confronto con i numerosi frati giovani sparsi per l'Europa e si pensò che il mezzo migliore per ottenerlo fosse quello di creare un Questionario.

3. Durante l'incontro venne istituita una piccola Commissione con l'incarico di curare l'elaborazione del Questionario. La Commissione incominciò con sollecitudine i lavori che già fin dall'inizio si prospettavano di notevoli dimensioni, tenuto conto dei complessi problemi cui dovette fare fronte.

4. La Commissione si è inizialmente interrogata su quale metodo seguire per la stesura. Essa ha poi deciso di impostare le domande ispirandosi allo schema delle CC.GG. e ha privilegiato l'indagine sulla realtà dell'UFME, accompagnandola ad una serie di domande che meglio contestualizzassero la vita fraterna come oggi è concretamente vissuta nelle diverse entità dell'Ordine nell'Europa.

5. Diversi limiti hanno condizionato fin dall'inizio i lavori della Commissione. Per primo, la mancanza di una specifica competenza professionale da parte dei suoi membri ha fatto pendere il peso dei lavori unicamente sulla loro buona volontà. Fortunatamente, grazie anche alla consulenza di persone esperte (Prof. Mario Pollo dell'Università Sapienza di Roma e della Pontificia Università Salesiana di Roma), il lavoro si è svolto in un regime di serietà che ne garantisce l'affidabilità.

6. Un secondo rilievo è relativo all'assenza di aspetti della nostra vita pur importanti (es.: voto di obbedienza e di castità), per la semplice ragione che la Commissione non aveva l'intenzione di approfondire l'indagine di tutte le aree della nostra vita, ma di interessarsi solo a quelle che sono state stimate come punto di riferimento alla realtà dell'UMFE, che mira fino ad oggi all'integrazione della fraternità europea, promuovendo tra i frati europei una conoscenza e coscienza comune.

7.Un ultimo problema rimasto invincibilmente irrisolto è stata la mancanza di tempo. Sia i membri della Commissione, infatti, sia altri numerosi collaboratori per le correzioni e le traduzioni, sono studenti del Collegio S. Antonio in Roma che nonostante gli impegni personali hanno offerto un insostituibile contributo. Per rispettare le scadenze previste e anche a causa della gran quantità di risposte pervenuteci, la Commissione, per salvare e codificare su un programma adatto i dati, si è avvalsa del lavoro ben svolto della Cooperativa sociale ‘La Cruna' di Genova.

8. La menzione principale deve essere fatta a riguardo del gran numero di risposte pervenute, ingannando così tutte le aspettative meno favorevoli da parte della stessa Commissione. E' stata quindi per noi una bella sorpresa che crediamo vada a sostegno del riconoscimento di una buona autorevolezza dei dati che fra poco vi presento.

9. Resta però motivo di imbarazzo per me non potervi fornire il numero esatto (dato utile per una maggiore efficacia della statistica) dei Questionari consegnati dalle rispettive Curie Provinciali, le quali in pochissime ci hanno rispedito l'elenco aggiornato dei destinatari da noi richiesto, servendosi di quello da noi procurato presso la Curia Generale.

10. Il numero dei questionari elaborati è 992; ne sono stati annullati una diecina per ritardo sulla data di consegna o per la illeggibilità dei dati. In tutto quindi ci sono pervenuti un migliaio di questionari.

Unione Frati Minori d'Europa

11. La documentazione completa delle tabelle e dei grafici di tutte le parti del Questionario è contenuta in un dossier a parte; ora presento i risultati dei dati che a mio avviso sono di più evidente utilità per lo scopo di questa nostra Assemblea.

12. Richiamo ora la vostra attenzione sulle domande riguardanti la realtà dell'UFME. L'intenzione della Commissione al momento della composizione di queste domande era di apprendere il livello di conoscenza da parte dei giovani frati dell'identità, delle finalità e delle iniziative dell'UFME, che conobbe i suoi natali nel 1985, quindi ben tredici anni fa.

13. In rapporto alla personale coscienza europea, prima ancora che francescana, i frati di tutte le fasce fomative hanno risposto in prevalenza di sentirsi tanto frati europei quanto frati della propria nazione (novizi: 50%; p. sempl.: 50%; p. soll. -5 anni: 48%; p. soll. +5 anni: 50%. Cfr. grafico 1).

14. Se invece osserviamo i dati relativi alla conoscenza dell'UFME (Cfr. grafico 2), i risultati sono alquanto differenziati. Il grado di conoscenza dell'UFME è decisamente inferiore nella fascia dei novizi (88% no; 7% sì) ma si deve tener conto che essi sono solo il 13% di tutte le risposte. I professi semplici seguono con 79% no e 19% si, ma essi compongono il 44% del totale; infine la somma di tutti i professi solenni corrispondono al 55% no e al 41% si, ma si deve dire che essi sono il 40% dell'insieme.

15. Possiamo così concludere che in percentuale attualmente le fasce della formazione iniziale hanno una scarsa (p. sempl.) o quasi nulla (novizi) conoscenza dell'UFME; ma anche i frati prof. soll. che hanno risposto dimostrano una prevalente carenza d'informazione (55% no), pur dimostrando una discreta conoscenza (41% si).

16. La domanda sugli scopi dell'UFME ha tuttavia dimostrato che i frati intuiscono il principale obiettivo ( "Promuovere una maggiore conoscenza e coscienza comuneª 69,7%); a questo dato, anche se positivo, sembra però arrestarsi tutta la conoscenza che manca di una adeguata formazione.

17. Il notiziario Annuntiantes pacem, strumento ufficiale dell'informazione dell'UFME, infatti è quasi totalmente sconosciuto, principalmente perché molti affermano di non averlo neppure visto a disposizione (79%) e perciò non sanno o non vogliono valutare l'interesse del contenuto (93%); tuttavia i rari che l'hanno letto (6%) vi hanno trovato un qualche interesse.

18. Anche i dati relativi alle iniziative dell'UFME suscitano qualche considerazione. La non conoscenza delle iniziative trascorse supera sempre il 50%, la percentuale di coloro che almeno en hanno sentito parlare si aggira intorno al 25%. Quelli che vi hanno partecipato pur essendo un numero ridotto (sempre in relazione ovviamente a coloro che hanno risposto e non al numero effettivo dei partecipanti) confermano la bontà di queste iniziative.

19. Intuiamo la necessità di una maggiore condivisione da parte di coloro che partecipano a queste iniziative una volta che rientrano in Provincia e anche l'importanza di una più convinta promozione da parte degli organismi formativi. Se infatti osserviamo i dati che manifestano le motivazioni dell'assenza il 67% è relativo al partito dei "non rispostoª.

20. Alla domanda sull'esistenza di un Comitato Operativo Giovani dell'UFME, la quasi totalità risponde di no (Cfr. grafico 3). Bisogna tuttavia sottolineare che la vita del C.O.G. risale solo al 1996.

21. La poca conoscenza si riflette nella variegata gamma di scopi e compiti assegnati al C.O.G. da coloro che hanno risposto alla domanda su quali devono essere i compiti più urgenti del C.O.G. A questo proposito riesce difficile anche proporre una statistica significativa vista la bassa percentuale degli indici assegnati alle varie risposte.

22. Prevalentemente si assegna un ruolo di animazione per sensibilizzare la formazione della coscienza europea (14,7%), di informazione sull'UFME (9,5%), di ricerca di proposte concrete (incontri, corsi di lingua…) per svolgere questi compiti (7,8%).

23. La prima iniziativa congiunta C.O e C.O.G. dell'UFME è stata quella di organizzare l'incontro dei giovani frati europei a Firenze nel settembre del 1996; in quella occasione venne formulata una lettera certo dal carattere informale, ma autorevole in quanto espressione autentica di frati giovani. I risultati dell'inchiesta fanno con rammarico sapere che la maggior parte di coloro che hanno risposto al Questionario non l'hanno mai neppure visto (56,9%: cfr. grafico 4).

24. Interroghiamoci su questo nuovo caso di mancanza di informazione come principale ostacolo alla formazione che ci stiamo proponendo di incrementare. Quali i motivi: forse i documenti raggiungono le Curie e lì si fermano? Oppure vengono diffusi ma non raccomandati con la dovuta cura? Oppure l'ostacolo è quello di provvedere alle traduzioni? Parliamone.

25. La Commissione nel Questionario ha voluto comunque sottoporre di nuovo alla valutazione di coloro che hanno risposto le principali istanze del suddetto Messaggio di Firenze. Queste le risposte: Il 67,9% condivide la proposta di studiare per un anno fuori della propria Nazione. Il 77,5% è d'accordo che si promuova lo studio delle lingue europee. Il 68,8 chiede la diffusione del notiziario UFME Annuntiantes pacem. Per ultimo, il 62,5% vuole trovare a livello di Conferenze strade e strumenti per formare una mentalità europea, curando l'aspetto ecumenico ed interreligioso che è essenziale alla nostra vocazione.(cfr. grafico 5, "Messaggioª).

26. Come si vede molti sembrano i compiti emergenti cui anche il C.O.G. dovrà andare incontro, per questo esso necessita di una maggiore strutturazione con statuti propri che sottoporrò alla vostra attenzione al momento delle proposte conclusive e che riporto nell'Allegato 1.

Il frate e la fraternità del 2000

27. Le domande che chiedevano di tratteggiare il frate e la fraternità del 2000 ci introducono verso nuove considerazioni. Il frate è visto innanzitutto nel suo essere per la fraternità (46,1%) con uno stile più povero (41,8%), dedito a servire (37,8%), caratterizzato da una apertura su diversi fronti: al dialogo (37,6%), alla condivisione (24,5%), alla gratuità (22,3%), alla riconciliazione (19%), alla cultura (16,5%). La virtù che meglio lo deve distinguere è la pazienza (10,3%).

28. Il modo migliore per agire nella fraternità è essere vicino ai poveri (62%), favorendo la preghiera (61%). Questi dati sono confermati dall'esito della tabella degli aspetti negativi che danneggiano maggiormente la fraternità. La più grave minaccia è la scarsa preghiera (73,1%), seguita dall'individualismo (52,8%) e dall'imborghesimento (42,9%). Ma anche altre problematiche sono qui riportare: la non collaborazione (38%), la mormorazione (37,3%), l'egoismo (32,4%), l'invecchiamento delle strutture (23,8%), l'attivismo (21,5%), l'alcoolismo (16,4%), l'ignoranza (16,1%), la maleducazione (14,7%), l'ambizione (12,7%). Inoltre un 10% indica un insieme di problemi personali (carenze affettive, omosessualità, pessimismo, mancanza di idealità, troppa T.V., problemi psicologici…)

29. Alcuni di queste percentuali possono essere meglio commentate se volgiamo la nostra attenzione ai dati relativi a qualche domanda della prima parte del Questionario.

30. Quando chiediamo di valutare la qualità della vita fraterna, le risposte la giudicano buona al 70% circa sia in rapporto ai guardiani, ai fratelli e ai formatori. Esiste un buon grado di stima reciproca (81%) e collaborazione (80%) nello svolgere le attività. Il lato debole si mostra negli strumenti utili a incrementare la vita fraterna: il Capitolo locale non è ancora praticato con successo (poco buono 23,3%); la stessa sorte vive la Correzione fraterna (poco buona 33%). Uno mezzo privilegiato per giudicare la buona qualità della fraternità è il lavoro (79,6%), quando è svolto con coinvolgimento degli altri e disponibilità. La pratica del lavoro manuale è però ancora poca (35,7).

31. Per quanto riguarda la preghiera, essa è valutata come favorevole per costruire la vita fraterna (molto 37,6%; abbastanza 34,8%). Le specifiche sul tema della preghiera comunitaria mostrano che il tempo dedicatovi e la partecipazione sono più che positive (oltre il 70%). Una modifica si nota nella valutazione della preparazione e dell'animazione della preghiera che sono giudicate ancora poco buone dal 30% circa.

32. Il voto della povertà è vissuto con un generale senso di austerità. A livello personale si arriva al 67,9%; a livello comunitario è il 64,4%; si diminuisce al 46% a livello provinciale. I dato emergente con indice negativo è la poca condivisione con i poveri (personale: 45,3%; comunitari: 45,6%; provinciale 37,8). Altri criteri nell'uso dei beni quali l'uso del denaro, delle cose comuni, la trasparenza della gestione dei beni, l'imparzialità di trattamento appaiono buoni a livello personale e comunitario (50% circa) o discrete a livello provinciale (abbastanza: 37% circa; poco: 25% circa; non risposto: 20% circa).

Proposte

33. Su richiesta del Comitato Operativo (C.O.), il Comitato Operativo dei Giovani (C.O.G.) si è radunato a Genova per formulare gli obiettivi e le caratteristiche del Comitato stesso. Pertanto è rivolta a Questa Assemblea la richiesta della sua istituzionalizzazione nei termini indicati nella prima stesura degli Statuti che trovate nell'Allegato 2.

34. Il C.O.G. in coerenza con le proposte affermate nel cosiddetto "Messaggio di Firenzeª e tenuto conto che molti sono coloro che non l'hanno ricevuto, ma nel Questionario le hanno condivise in larga maggioranza, chiediamo:

  1. Permettere che i giovani frati vivano e studino almeno per un anno fuori della propria Nazione.
  2. Promuovere maggiormente lo studio delle lingue europee.
  3. Diffondere il notiziario UFME Annuntiantes pacem per essere informati maggiormente sulla vita dei frati europei.
  4. A livello di Conferenze trovare strade e strumenti per formare una mentalità europea, curando l'aspetto ecumenico ed interreligioso che è essenziale alla nostra vocazione.

35. Le ultime due domande del Questionario invitavano a formulare liberamente proposte o personali considerazioni da esprimere con tutta libertà. La varietà delle risposte rende impraticabile una rapida e chiara statistica; gli argomenti accennati infatti si riferiscono alle strutture, alla formazione, ai compiti del Ministro Provinciale, all'identità della fraternità, al carisma, ai voti, alla necessità di fare altri sondaggi, al sentire con la Chiesa, alla Famiglia francescana, all'evangelizzazione, al dialogo interreligioso, religiosità (Consacrazione al cuore di Maria, ritornare alla liturgia tridentina, santa comunione in ginocchio e in bocca in tutte le Chiese?????), fratelli laici, comunicazione, mass media. Come si vede tanta è la ricchezza dei dati che rischia di produrre una gran confusione se ci limitiamo ad un'elencazione di questo tipo. Rimandiamo quindi alla documentazione completa che è contenuta nel dossier delle risposte. Possiamo ora soltanto presentare le proposte più concrete e che crediamo opportune per una eventuale approvazione.

  1. Scambi e collaborazione interprovinciale di studenti e frati.
  2. Creare una fraternità europea.
  3. Promuovere incontri sul modello di quello di Firenze.
  4. Promuovere la formazione interprovinciale.
  5. Iniziative varie: capitolo delle stuoie per i giovani, corsi di lingue, studiare all'estero.

36. Questo lavoro non è concluso, ma per la fatica spesa fino ad ora richiede di essere ripreso e approfondito per portare alla luce quelle importanti indicazioni che i giovani frati hanno espresso in base alla loro sensibilità, idealità e soprattutto per chiarificare il loro modo di voler guardare al futuro e come volerlo progettare e vivere. I dati emersi sono solo una finestra su una ricchezza di considerazioni ancora da fare; è stata fatta una semplice lettura e una iniziale selezione di dati ad opera dei membri della Commissione che qui ringrazio. Ringrazio anche voi della fraterna attenzione e fiducia accordateci. Nella speranza che questo reciproco scambio di stima porti buoni frutti per l'esito di questa Assemblea, vi saluto cordialmente.

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