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Fr. Luigi Perugini
1. Premessa In questi dieci anni di storia dell'UFME sono accaduti molti avvenimenti. Meritano un ricordo almeno le seguenti iniziative: il pellegrinaggio da Vienna a Budapest dal 19 al 21 ottobre 1990, come gesto simbolico per esprimere la volontà di rompere con ogni segno o muro di divisone; la riunione dei giovani frati europei a Firenze, Italia, dal 25 al 28 settembre 1996; la partecipazione all'Assemblea ecumenica delle Chiese d'Europa a Graz dal 12 al 18 giugno 1997; la seconda Assemblea UFME a Vaalbeek, Belgio, dal 6 all'11 ottobre 1992; la terza Assemblea a Santiago de Compostela, Spagna, dal 10 al 15 ottobre 1995. La scelta del luogo della IV Assemblea ha inteso rispondere a un'esigenza e a un'attenzione che l'UFME ha sempre avuto verso i Paesi dell'Est europeo, dove la Chiesa sta per rinascere. La nuova evangelizzazione chiama i frati a testimoniare e ad annunciare il Vangelo nello spirito di san Francesco, dialogando con gli uomini. Il tema dell'Assemblea è in conformità con la situazione e le esigenze attuali dell'Europa: Annuntiantes pacem. Con i giovani frati, pellegrini verso l'Europa. |
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Alla IV Assemblea UFME hanno partecipato: Definitorio generale e Curia generale: Bini Giacomo (Min. gen.), Ottenbreit Estevao (Vic. gen.), Carballo José (Def. gen.), Martzall Kapistran (Def. gen.), Moore Gerard (Def. gen.), Riccio Antonio (Def. gen.), Schorr Peter (Def. gen.), Williams Peter (Def. gen.), Yu Soo Il Xavier (Def. gen.), Norcini Pierantonio (Segr. gen.), Perugini Luigi (Ufficio Comunicazioni). Segreteria dell'Assemblea: Vetrali Tecle (Segretario UFME), Stys Zenon (Segretario locale), Kwasny Aleksander, Lietzau Jêdrzej, Guglielmoni Mariano, Kaminiorz Marcin, Klim Slawomir, Kowalski Kajetan, Maka Tyberiusz, Niedzwiedz Grzegorz, Wróbel Janusz. Interpreti: Camps Ruben, Faustin Roland, Franjic Antonio, Marques Jorge, Navarro Fernando, Schillings Philippe, Syty Kolumban, Trivellin Gabriele, Vulcan Pio, Warot Alojzy. Verbalisti: Mirri Franco, Raniero Lorenzo. Vi ha partecipato pure il Comitato Operativo dei Giovani frati (C.O.G), composto da un frate di ognuna delle sei Conferenze: Diaz Buiza Manolo, Feur Bernard, Matiæ Ivan, Schaffler Patrick, Syty Kolumban, Vovk Mihael Stanislav. A differenza della prima Assemblea di Verona, a Varsavia erano presenti i frati provenienti dai Paesi dove prima non avevano diritto di esistere. Sotto questo aspetto, sembra impossibile che da Verona a Varsavia siano passati appena dieci anni. |
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2. Tematiche Ma prima di presentare il tema e gli altri temi che si sono susseguiti, è giusto riferire subito sulle Relazioni richieste dallo Statuto dell'UFME, la Relazione del Presidente e quella del Segretario dell'UFME. La Relazione del Presidente, fr. José R. Carballo, ha toccato tre punti: Sguardo al passato, Valutazione del presente, Proposte per il futuro. Nel primo, dopo aver percorso brevemente la storia dell'UFME nelle sue varie tappe (Verona, 1988; Vaalbeek, 1992; Santiago, 1995), il Relatore si è soffermato sulle realizzazioni di questi tre ultimi anni. In particolare, ha citato: l'incontro dei giovani frati d'Europa a Firenze, dal 25 al 28 settembre 1997, con lo scopo ´di formare nei nostri giovani una coscienza europea e di favorire nei giovani frati la conoscenza reciproca e la condivisione di esperienze di vita francescanaª; la partecipazione ufficiale dell'UFME alla seconda Assemblea ecumenica d'Europa a Graz dal 12 al 18 giugno 1997; il seminario patristico ecumenico; l'organizzazione di corsi di lingua; la pubblicazione del Notiziario, "Annuntiantes Pacem". Ma la realizzazione più significativa di questi tre anni è stata, senza dubbio, la creazione del Comitato Operativo Giovanile, formato da un rappresentante di ogni Conferenza e il cui Presidente ha partecipato a tutte le riunioni del Comitato Operativo dell'UFME. E proprio a questo Comitato Giovanile si deve il tema centrale della IV Assemblea. Nel secondo punto, il Relatore ha presentato alcuni aspetti problematici dell'Europa di oggi. Tra l'altro, si è soffermato sulle tendenze disintegratrici, come i processi di secolarizzazione, di esclusione e di violenza. Tali processi in atto provocano i francescani d'Europa a dare una risposta a partire dalla forma di vita di Francesco di Assisi, che nell'oggi possiamo concretizzare attraverso le cinque "Priorità" che l'Ordine si è proposto nel suo cammino verso il futuro. Ma come queste "Priorità" contribuiranno davvero a dare all'Europa una nuova cultura e una nuova anima? Il Presidente ha suggerito alcune vie concrete: lavorare uniti, ascoltare e contare sui nostri frati più giovani, potenziare lo spirito missionario, collaborare attivamente al dialogo ecumenico ed intereligioso. Con la consapevolezza, però, che ciò esige da noi ´un modo nuovo di fare e degli atteggiamenti rinnovati. Progettare il nostro contributo come frati minori alla costruzione della nuova Europa, significa reinterpretare il nostro vivere da frati minori con rinnovata autenticità. Non sono le opere che facciamo il meglio che possiamo offrire ai nostri fratelli e sorelle d'Europa, ma quello che siamo o che dobbiamo essere: Fraternità che irradiano e che creano un nuovo e concreto indirizzo; Fraternità che cercano, ascoltano e accolgono ciò che lo Spirito Santo suggerisceª. Il Segretario dell'UFME, Fr. Tecle Vetrali, ha preso di petto l'Assemlea con la domanda: ´UFME sì, UFME noª? La domanda trova la sua giustificazione nel fatto che l'UFME con questa Assemblea celebra i suoi dieci anni di vita. È doverosa, quindi, una verifica. Tanto più che dieci anni fa non si aveva la percezione di che cosa potesse significare l'UFME per il futuro dei frati europei. Inoltre, la verifica viene richiesta anche da alcuni avvenimenti recenti. Tra gli altri, il Segretario ha menzionato: le Chiese europee, per avere un senso e per incarnare la missione dell'evangelizzazione nell'Europa in cammino, hanno sentito il bisogno di dialogare fra loro; l'Ordine, con le "Priorità" e il sogno sul frate del 2000, ha scelto la via del dialogo e della collaborazione; le aspettative e le richieste di tanti giovani frati che desiderano essere frati europei. Queste sollecitazioni non possono non incidere sul futuro cammino dell'UFME se i frati minori vogliono portare nell'Europa un nuovo messaggio di evangelizzazione nello spirito di san Francesco. ´Con i frati giovani, verso l'Europaª era il motto della IV Assemblea UFME. Finalmente, i giovani frati sono stati i protagonisti con l'Eucaristia animata dal C.O.G. e presieduta da un membro del Comitato, con la Relazione di Fr. Manolo Diaz Buiza, che tutti i Ministri hanno avuto l'opportunità di ascoltare, apprezzare e "vedere", poiché le varie parti della Relazione sono state illustrate da grafici. Per la verità, i giovani frati erano già stati protagonisti prima dell'Assemblea: ne avevano suggerito il tema; ad esso avevano dato poi "corpo" con un questionario inviato ai giovani frati europei, ricevendone la risposta di oltre 1000 frati. Nella Relazione Fr. Manolo ha esposto, pertanto, il risultato del lavoro condotto dal C.O.G., anche con l'apporto di una commissione che ha redatto il questionario e ne ha elaborato i dati emersi. In sintesi, il Relatore ha toccato diversi aspetti: unione frati minori d'Europa, il frate e la fraternità del 2000, proposte. Per quanto concerne quest'ultima parte dell'esposizione, se ne possono ricordare le seguenti: istituzionalizzazione del Comitato dei Giovani, scambi e collaborazione interprovinciale di studenti e frati, creazione di una Fraternità europea, realizzazione di incontri sul tipo di quello di Firenze, promozione della formazione interprovinciale, capitolo delle Stuoie dei giovani frati, corsi di lingua, possibilità di studiare fuori della propria Nazione. ´Pellegrini verso l'Europaª, si è detto. Ma verso quale Europa? Che contributo i frati minori possono offrire all'europeizzazione dell'Europa, sapendo che la responsabilità nei confronti del Vangelo ci spinge oltre l'Europa, soprattutto verso il sud del mondo? Il Segretario del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), Mons. Aldo Giordano, ha esplicitamente affermato: ´Non ho suggerimenti da dare ai Provinciali d'Europa dei frati minori, ma sento che Francesco di Assisi ci è fratello e maestro in questa ricerca di uno sguardo dilatato a livello geografico, profondo nell'ascoltare le attese degli uomini e della storia e soprattutto aperto al Cielo dischiuso dal Vangelo. Anche noi siamo inviati a piedi nudi e senza denaro a predicare che il Regno dei cieli è vicino, a guarire gli infermi, a sanare i lebbrosi , oltre ogni frontiera, cercando senza sosta il dialogo con il povero e con il sultano, con il papa e con i fratelli dell'Ordine ª. Non intendeva dare suggerimenti, ma, forse, ha colto una sfida fondamentale di fronte alla quale siamo posti, certo come cristiani europei, ma anche come frati minori: la sfida del dialogo, come "luogo" dove accade il nuovo, la vita, la comunione, la riconciliazione, la fraternità. La tematica dell'Assemblea è densamente cresciuta, per varietà ed implicanze ideali e pratiche, con l'intervento del Ministro e del Definitorio generale. Infatti un'intera giornata, quella del 15 ottobre, è stata riservata all'incontro dell'Assemblea con Fr. Giacomo Bini, con alcuni Definitori generali e Ufficiali della Curia. Ha iniziato Il Ministro generale, Fr. Giacomo, il quale ha dato subito consistenza al pellegrinare verso l'Europa con una domanda provocatoria: ´se ricominciassimo dagli inizi del nostro Ordine per ricostruire l'Europaª? Infatti, la risposta implica l'impegno ad offrire il nostro contributo alla ricostruzione dell'Europa attraverso l'itineranza missionaria. E ciò significa: ripartire da Assisi verso il mondo per annunciare il Vangelo, ´dimenticando il "regno" delle nostre Province, che blocca ogni collaborazione ; rinnegando il "nostro regno" comodo ed individualistico, che soffoca la nostra vitalità e tradisce la nostra vocazione". Dalla pro-vocazione, che rimanda agli inizi dell'Ordine e trova la sua motivazione nella natura missionaria della Chiesa e della Vita Religiosa, il Ministro ha avanzato una proposta concreta per dare un'anima al nostro il cammino verso l'Europa; una proposta, tra l'altro, confortata dalla constatazione che ci ´sono molti frati disponibili a riprendere il cammino itinerante dell'evangelizzazione in Europa e fuoriª. Ed ecco la proposta: ´creare Fraternità interprovinciali e internazionali nelle diverse zone d'Europa e del mondoª. Come? In seguito, si penserà all'organizzazione concreta, per ora urge trovare il personale con una Lettera del Ministro generale ai Frati, che verrà spedita direttamente a tutte le Fraternità d'Europa con la spiegazione e lo scopo dell'invito missionario. Ogni frate potrà rispondere direttamente al Ministro per dare la propria adesione ed esprimere le proprie preferenze. Poi, uno o due Definitori generali si recheranno nelle Province dei volontari per assistere il Ministro provinciale nell'opera di discernimento. L'inizio di questa esperienza è prevista per il 2000, in modo che il Grande Giubileo sia celebrato anche con questo "segno" di fraternità, di comunione, di solidarietà e di collaborazione tra le Province. Si tratta certamente di una proposta che dinamizza la dimensione missionaria del nostro carisma. Ma tocca anche la nostra vita, poiché, coinvolgendovi l'itineranza, la collaborazione, la fraternità, viene sollecitata ad offrire segni concreti di radicalità evangelica, di comunione, di riconciliazione e di pace. Soprattutto davanti, ha continuato il Ministro, alle attuali sfide della disuguaglianza, dei modelli di sviluppo basati sull'uso smodato delle risorse, dello smarrimento della direzione da seguire e della pace. Se vogliamo che il nuovo millennio sia più umano, anche noi dobbiamo dare una risposta. Non però da "navigatori solitari", ma secondo le caratteristiche del nostro carisma. In concreto, il Ministro ha chiesto di essere testimoni di comunione, di offrire esempi concreti di Fraternità evangeliche, di annunciare la pace con veracità, di essere solidali con tutti, specie con gli ultimi. La domanda e la proposta sono state indubbiamente una pro-vocazione. Appunto, una provocazione per ridare autenticità alla nostra vita da frati minori e nuovo slancio alla nostra missionarietà e così rispondere alla domanda dei giovani frati di radicalità e al bisogno del mondo di oggi di fraternità. |
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Ha proseguito il Vicario generale, Fr. Stefano Ottenbreit, con una Relazione su: ´Evangelizzare nel dialogo: una speranza e una sfidaª. Dopo aver ricordato la nostra ragion d'essere che consiste nell'annunciare il Vangelo, Fr. Stefano ha centrato l'attenzione sullo "stile" francescano dell'andare per il mondo secondo il carisma di Francesco. Lo "stile" può essere individuato nella disponibilità e capacità al dialogo. Per essere veramente efficace, il dialogo ha bisogno di ancorarsi su basi solide ed essenziali. Queste sono date dalle "Priorità" che l'Ordine si è dato per il prossimo sessennio. Il Relatore, allora, passa brevemente in rassegna le "Priorità" spirito di orazione e devozione, comunione di vita in fraternità, vita di minorità, povertà e solidarietà, evangelizzazione-missione, formazione nella prospettiva del dialogo per concludere con un accenno al "Servizio per il Dialogo", recentemente istituito dal Definitorio generale, con il compito di animare, sostenere l'impegno dei Frati per l'evangelizzazione sia nel campo formativo sia in quello dell'annuncio. Ha preso, quindi, la parola Fr. Peter Schorr, Definitorre generale e Responsabile dell'Ufficio per "la Pace, la Giustizia e la Salvaguardia del creato". Nel suo intervento Fr. Peter, dopo aver rammentato che la passione per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato è parte integrante del carisma francescano, ha descritto il compito dell'Ufficio centrale. Questo consiste, soprattutto, nell'animazione dei frati e delle Entità, nel coordinamento delle varie "strutture" e iniziative esistenti nelle varie Regioni dell'Ordine, in modo che i frati siano convinti uomini di pace e seriamente impegnati in loco per offrire il proprio specifico contributo, in comunione con la Famiglia francescana e con i tanti gruppi impegnati nel settore, a favore della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato. L'Assemblea del mattino è terminata con un breve intervento del Direttore dell'Ufficio delle Comunicazioni, Fr. Luigi Perugini, che ha commentato il materiale precedentemente distribuito a tutti i Ministri provinciali. Si tratta di una scheda sulla politica dell'Ufficio per quanto riguarda lo scambio di notizie-informazioni all'interno dell'Ordine ed alcuni bisogni dell'Ufficio, come quelli di ricevere materiale "fresco" dai Ministri o dai loro Referenti dell'Ufficio stesso; di vari Moduli come modello o richiamo per l'invio di notizie (anche di foto) per "Faternitas", "Internet" ed "Acta Ordinis". Nella seduta pomeridiana sono intervenuti: Fr. Antonio Riccio, Fr. José R. Carballo e Fr. Pierantonio Norcini. Fr. Antonio, Definitore e Procuratore generale dell'Ordine, ha presentato i risultati di uno studio fatto dalla Procura sugli abbandoni dell'Ordine negli ultimi anni. Soprattutto si è soffermato sulle motivazioni e sulle cause degli abbandoni. Infine, ha invitato i Ministri provinciali a seguire fedelmente il "Promptuarium Secretarii Provincialis pro Negotiis apud Procuram Generalem tractandis", di cui si sta procedendo ad una traduzione nelle varie lingue, affinché le richieste inoltrate possano essere soddisfatte con celerità. Fr. Josè, Definitore e Segretario generale per la Formazione e gli Studi, ha diviso il suo intervento in due parti. Nella prima, ha esposto alcune preoccupazioni del Segretariato riguardo ai contenuti e alla metodologia del progetto formativo nelle sue varie tappe: pastorale vocazionale, noviziato, professione temporanea e formazione permanente. Per ogni tappa dell'iter formativo il Relatore ha richiamato l'attenzione su alcuni aspetti o esigenze che non possono essere elusi se vogliamo formare dei frati minori e rispondere alle sfide derivanti dallo studio sugli abbandoni. Nella seconda, Fr. José ha presentato il lavoro svolto dal Segretariato fino ad ora (cf. "Acta Ordinis", Fasc. II, 1998). Infine, Fr. Pierantonio Norcini, Segretario generale, ha distribuito e commentato una scheda dettagliata su quali mandati del Capitolo generale 1997 sono stati adempiuti fino ad oggi, e come; sul personale e gli Uffici della Curia generale. |
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3. Conclusione Inoltre, è giusto ricordare anche alcuni momenti che hanno arricchito la presenza e il lavoro dei Ministri provinciali in quel di Kostancin. La preghiera ecumenica del 14 ottobre. La celebrazione eucaristica del 16 ottobre, nel ventesimo anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II. Comunicazioni del Rappresentante delle Entità dell'Ordine nei Paesi dell'Est.
Il 18 ottobre si è conclusa la IV Assemblea dei Ministri provinciali d'Europa con l'approvazione di modifiche dello Statuto UFME, di alcune proposte e della elezione del nuovo Consiglio Permanente dell'UFME (prima delle modifiche si chiamava, Comitato Operativo).
2. L'Assemblea incarichi il Consiglio Permanente di studiare l'opportunità e la possibilità di fissare una sede dell'UFME a Bruxelles. 3. L'Instrumentum laboris della IV Assemblea rimanga come indicazione dello spirito del lavoro del Consiglio Permanente. A seguito dell'elezione, ecco il nuovo Consiglio Permanente:
Vice-Presidente, Fr. Giorgio Reider; Membri: Fr. Walter Verhelst, Fr. Martin Miguel Vallecillo, Fr. Stane Zore, Fr. Matthieu Smolders, Fr. Jozef Czura. Ma la decisione più significativa è stata certamente quella dell'´UFME, sìª. Pertanto, da Varsavia ha ripreso con più vigore il cammino e la collaborazione dei frati minori per donarsi e donare all'Europa la Lettera che il Signore ha scritto agli uomini con l'avventura umana ed evangelica di Francesco d'Assisi. |
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