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Angelo Giuseppe Roncalli
Sommo Pontefice - Terziario francescano (1881-1963)
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Papa Giovanni XXIII e le Pontificie Opere Missionarie in Italia P. Ciro Stanzione ofm Segretario della Conferenza dei Ministri Provinciali ofm d'Italia Incaricato del Movimento Giovanile delle Pontificie Opere Missionarie |
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Un incarico a Roma a servizio della missione della Chiesa, seppure di pochi anni, ma intenso, coinvolgente, segnò la vita del giovane prete Don Angelo Roncalli. Della figura di Giovanni XXIII, il Papa buono, il Papa che indisse il Concilio Vaticano II, si conosce quasi tutto, grazie ad una molteplicità di pubblicazioni e ai ricordi ancora recenti di persone che possono raccontare il profilo e le opere di questo santo, profeta e missionario. Giovanni XXIII lo scrive in una lettera autografa allEpiscopato tedesco l11 gennaio 1961 e lo ripete l8 gennaio 1962 nel discorso di chiusura della prima sessione del Concilio: «abbiamo voluto il Concilio affinché la Chiesa, consolidata nella fede, confermata nella speranza, più ardente nella carità, rifiorisca con nuovo e giovanile vigore; affinché, difesa dalle sante istituzioni, sia più energica per propagare il Regno di Cristo». Il suo spirito aperto alluniversalità dellazione evangelizzatrice della Chiesa e di bontà e di carità per la causa missionaria si coglie in un testo del 1959 di Silvio Beltrami dove vengono raccolti gli scritti di Mons. Angelo Roncalli, neoeletto Pontefice nel 1958, in omaggio a Lui, primo Presidente in Italia dellOpera della propagazione della fede e per gli echi di particolare compiacenza nella numerosa famiglia delle Pontificie Opere Missionarie. «Perché questa storia? La risposta è molto semplice. Vuole colmare una lacuna². Con queste parole inizia un secondo libro di Silvio Beltrami, "LOpera della Propagazione della Fede in Italia". Da questa fonte principale si può attingere per riportare alla luce alcuni aspetti inediti e particolari del servizio missionario di Mons. Roncalli che ha svolto il compito di fondamenta e di base per la crescita, la maturazione e levoluzione dellOpera della Propagazione della Fede nella Chiesa e delle altre due opere "sorelle": la Santa Infanzia e S. Pietro apostolo, assieme allUnione Missionaria del Clero; quattro opere che da allora costituiscono tout-court le "Pontificie Opere Missionarie", le quali hanno come finalità principale il sostegno, attraverso lanimazione e la cooperazione, alla missione universale. Un aspetto ci interessa cogliere o meglio il ruolo determinato e determinante di una figura destinata a sostenere nella storia della Chiesa il cardine che avrebbe aperto la modernità di una istituzione alla contemporaneità di un organismo ecclesiale, le Pontificie Opere Missionarie, che assumendosi tutte le sue responsabilità avrebbe guardato oltre se stessa e respirato laria nuova che sarebbe entrata dallapertura di una finestra dei Palazzi Apostolici. Roma, 12 marzo 1921. Il Cardinale Guglielmo M. Van Rossum, Prefetto della S. Congregazione di Propaganda Fide, nomina Don Angelo Roncalli Presidente del Consiglio Centrale Romano della Pia Opera della Propagazione della Fede, istituito con "Decreto" relativo il 1° marzo 1921. Il compito del Consiglio Centrale veniva così definito "
promuovere, disciplinare e dirigere in tutte e singole le Diocesi dItalia, quella di Roma non eccettuata, quanto spetta alla istituzione, al governo e allincremento di detta Pia Opera" . "Nel piano di rinnovamento della Cooperazione Missionaria la Congregazione di Propaganda Fide aveva presente non solo lItalia ma tutte le Nazioni del mondo. La S. Congregazione di Propaganda Fide decise di rivedere lorganizzazione dellOpera della Propagazione della Fede portandone il Consiglio Centrale, che risiedeva a Lione, presso la sede della Congregazione a Roma. Affidò questo incarico proprio a Mons. Roncalli che aveva già lavorato in maniera molto positiva in Italia unificando i vari Consigli Regionali dellOpera in un unico Consiglio Nazionale. "Nellinverno del 1921-1922 il trasferimento del Consiglio Centrale a Roma era già scontato: e Benedetto XV, che qualche anno prima aveva consegnato alla Chiesa la lettera apostolica "Maximum illud", riservava per il 1922 loccasione per ricordare solennemente insieme col terzo Centenario della S. Congregazione di Propaganda Fide, il Primo Centenario dellOpera della Propagazione della Fede. Ma il 22 gennaio 1922 Benedetto moriva" . Il nuovo Pontefice Pio XI condusse a termine il progetto del suo predecessore, confermando la fiducia a Mons. Roncalli nel suo incarico. Da questa storia emerge il segno dellimpegno missionario di Mons. Roncalli che per portare a compimento questa operazione aveva visitato personalmente i Consigli Nazionali dellOpera peregrinando prima in Francia, a Lione e a Parigi, quindi in Olanda e in Germania, a Colonia e a Monaco. In quegli anni Mons. Roncalli diede allItalia missionaria il primo foglio di collaborazione "La propagazione della fede nel mondo", con una tiratura di 150.000 copie e la pubblicazione di resoconti nazionali in agili volumetti annuali, nei quali laridità delle cifre si vivificava con articoli missionari che formavano già unantologia missionaria. Ma anche altri scritti, interventi, conferenze, come ad esempio quella tenuta a Padova nel 1957 per la conclusione del Congresso missionario nazionale, offrono una interessante panoramica del mondo missionario e della Cooperazione degli ultimi quarantanni ed ottimi spunti di teologia missionaria: la missione dovere sacro e fondamentale del battezzato; la cooperazione come appello alla carità universale; sacrificio e martirio; Vescovi per le diocesi di tutto il mondo; "eucharistia missionum vita: missionum victoria"; Anno Santo, anno missionario; il fuoco della missione; i "fidei donum"; limpegno dei laici. A proposito dei laici, menzione non abbiamo fatto finora di Pauline Marie Jaricot, una ragazza di Lione che alletà di venti anni aveva fondato lOpera. Mons. Roncalli, nel suo viaggio a Lione aveva colto lalone di polemiche che ancora contornavano la figura di questa ragazza ad opera di chi non voleva riconoscergli il titolo di fondatrice. Di ritorno dal suo viaggio, per spegnere ogni ulteriore dubbio, Giovanni XXIII commissionò un ritratto ad olio di Pauline, sulla cornice , incisa su una targhetta di metallo, corre la scritta: "Pauline Marie Jaricot Agée de vingt ans fondé a Lyon en 1819 loeuvre de la Propagation de la Foi, meurt en odeur de santeté le 9 Janvier 1862". Il ritratto campeggia ora nella sala maggiore del Consiglio Superiore della Pontificia Opera della Propagazione della fede. In questa storia si incontrano la modernità profetica di una ragazza francese e la umile e devota dedizione di un Monsignore che venne eletto al soglio pontificio col nome di Papa Giovanni XXIII. La storia non si ferma. Oggi queste figure luminose continuano ad indicare in seno alle Pontificie Opere Missionarie un cammino da percorrere, un impegno da rinnovare, la Propagazione della Fede da promuovere. La Missione Universale della Chiesa ha bisogno che tutto il popolo di Dio faccia sue le intenzioni di questOpera, perché il Vangelo continui ad essere portato "fino agli estremi confini del mondo". Crediamo che Giovanni XXIII guardi ancora benignamente a coloro che proseguono nel tempo questo lavoro di operai per le Opere di Dio, sentiamo la Sua mano posarsi sulle nostre spalle e spingerci oltre i tempi storici verso il compimento del Regno di Dio. Nel suo commiato nel lasciare la direzione dellOpera della Propagazione della Fede come primo Presidente nazionale (1921-1925) Mons. Angelo Giuseppe Roncalli così si espresse: «Lascio lOpera della Propagazione della Fede, che per pura obbedienza accettai di presiedere e i cui sviluppi mi furono motivo di qualche fatica e di molta consolazione. La porterò sempre nel cuore e dirò a tutti, dovunque mi rechi, che poche cose debbono piacere al cuore di Gesù e corrispondono allo spirito della chiesa, come laiutare questOpera benedetta e farla prosperare. Oh quante anime belle lOpera della Propagazione della Fede trovò. Accolse, infiammò agli ardori dellapostolato». Ma loperato di Mons. Roncalli avrà un seguito. Nellanno successivo, con la richiesta del Consiglio Nazionale di dedicare una giornata alla missione universale della Chiesa, nasceva la "Giornata Missionaria Mondiale". Sempre per il Suo apporto, stavolta come Pontefice, levangelizzazione missionaria rifluirà nei testi del Concilio Vaticano II e troverà la sua sistematizzazione nel decreto sullattività missionaria, l"Ad gentes", documento che ha avviato un cammino inarrestabile per levangelizzazione delle genti.
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