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  • Martiri francescani dell'Hunan Meridionale

    La Rivoluzione iniziata nello Shantung, dove i Boxers erano risultati vittoriosi contro gli Europei, cominciò anche nell'Hunan il 4 luglio del 1900 con atti di vandalismo e la distruzione delle residenze, della Chiesa, dell'orfanotrofio di Heng-tciou-fu al grido di "Morte agli Europei".

    Da qui si estese rapidamente a tutte le altre cristianità del Vicariato e in breve tempo tutto fu saccheggiato, incendiato e distrutto: Chiese, residenze ed opere. Anche le famiglie cristiane furono depredate, mentre si moltiplicavano i Decreti Mandarinali contro la Fede. Del clero indigeno alcuni, travestitisi, fuggirono, altri si nascosero ed altri affrontarono la morte.

    Antonino Fantosati - Vescovo
    Nacque a S. Maria in Valle, presso Trevi, in Umbria, il 16 ottobre 1842 da Domenico e Maria Bompadre ed apparteneva alla Provincia francescana di Assisi. Al battesimo gli fu imposto il nome di Antonino. Nell'ottobre del 1867 lasciò Roma diretto alle Missioni di Cina insieme ad un piccolo drappello di compagni, tra cui P. Elia Facchini. "La sua Trevi adottiva" fu l'Alto Hupeh. Fu missionario di grandi e geniali iniziative. A lui si deve la grandiosa e bella Cattedrale di Laoho-Kow e di Cia-yuen-Kou. Fu Procuratore, Vicario Generale e Amministratore apostolico. Dopo 20 anni di assiduo e fecondo apostolato, fu eletto nel 1892 Vicario Apostolico dell'Hunan Meridionale. Intuì l'imminente bufera e vi si preparò con coraggio. Lontano dalla sua residenza ordinaria per la visita pastorale con l'inseparabile compagno di viaggio P. Giuseppe Gambaro, s'affrettò con lui a tornare in barca a Heng-tcion-fu la mattina del 6 insieme‚ ad alcuni cristiani. Scongiurato da questi a non ritornare in città, egli rispose che il dovere lo chiamava a difendere i suoi figli: "Se dobbiamo morire, moriamo insieme". Vicino alla città apprese con costernazione la morte del P. Cesidio Giacomantonio, bruciato vivo, e la distruzione della Chiesa e dell'orfanotrofio.

    All'atto dello sbarco, molti pescherecci assalirono l'imbarcazione del Vescovo con P. Gambaro. Non potendo pagare il conducente, si tolse l'anello pastorale e glielo diede. Dalla riva il Vescovo cercò di placare la folla, ma un colpo di timone sul capo lo stramazzò a terra. Piovvero su di lui senza numero sassi e colpi di bastone mentre ripeteva i nomi di Gesù e Maria. Non dava più segni di vita, quando un pagano, afferrato un palo di bambù con punte di ferro, glielo conficcò nella parte posteriore. Il Martire si contorse dallo strazio ed a stento con la mano se lo tolse. Ma poi, trafitto nuovamente da parte a parte, il Servo di Dio spirò dopo due lunghe ore di agonia a 58 anni di età.

    Giuseppe Gambaro - Sacerdote
    Nacque a Galliate in provincia di Novara il 7 agosto 1869 da Pacifico e Francesca Bozzolo che gl'imposero il nome di Bernardo e ne curarono l'educazione morale. Il 27 settembre 1886 iniziò il Noviziato assumendo il nome di Giuseppe Maria. Giunse in Cina nel marzo del 1896. Quì ebbe l'incarico di formare allo studio e alla pietà gli aspiranti al Seminario indigeno. Passò poi a reggere la cristianità di Yen-tciou accolto da tutticon entusiasmo. Seguì la stessa sorte di Mons. Fantosati, di cui godeva speciale stima ed affetto. Anche sul suo corpo piovvero senza numero sassi e colpi di bastone che lo distesero a terra moribondo, mentre ripeteva con lui i nomi di Gesù e Maria. Riavutosi, si fece il segno della Croce portando la mano alla spalla sinistra. Vedendo poi il Pastore poco lontano brancolante nel sangue, con uno sforzo supremo si portò fino a lui, lo strinse in dolce amplesso sussurandogli alcune incomprensibili parole: spirò mentre il Vescovo alzava la mano per benedirlo. Venti minuti era durato il suo martirio.

    Cesidio Giacomantonio - Sacerdote
    Nacque a Fossa Aquilana il 30 agosto 1873 e fu battezzato lo stesso giorno con il nome di Angelo. Dalle frequenti visite al Convento di S. Angelo in Ocre, a poco più di un chilometro da Fossa, sbocciò la sua vocazione religiosa. Vi fece il suo Noviziato cambiando il nome in quello appunto di Cesidio, martire della Marsica. Spetta a lui l'onore di essere il Protomartire del Collegio Internazionale di S. Antonio in Roma dove compì la sua preparazione missionaria.

    "Affabile con tutti, manieroso nel tratto e sempre col sorriso sulla bocca". Su queste doti naturali la grazia seminò a piene mani molte virtù soprannaturali, tra cui un grande amore a Dio e alla Vergine, lo spirito di preghiera, l'affetto filiale alla divina volontà, il desiderio della conversione delle anime, della pace nella famiglia e il desiderio ardente del martirio. La persecuzione lo sorprese il 4 luglio a Heng-tcion-fu dopo un anno di apostolato in Cina. Cesidio in mezzo al tumulto della folla che aveva invaso la Residenza, dimentico del proprio pericolo, temendo che le Sacre Specie venissero profanate, andò nella Cappella a consumarle. I forsennati lo ferirono mortalmente a colpi di lancia e di bastoni e mentre, semivivo, respirava ancora, fu avvolto in una coperta imbevuta di petrolio e bruciato. Non aveva ancora 27 anni compiuti.



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