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Dal
"fiat" al "Magnificat"
Il 10 marzo, il Santo Padre fissava al 1°
ottobre 2000 la canonizzazione di 120 martiri della Cina, fra cui le
nostre 7 beate, martirizzate il 9 luglio 1900. Siamo ricolme di gioia e di riconoscenza. Per
annunciare all'Istituto gli eventi di Taiyuan-fu la nostra fondatrice
scelse il cantico di Maria. Partendo dal "Fiat" di Maria,
diventa possibile il "Magnificat" per ricordare la storia di Dio nel
mondo, la storia di Dio nella vita dell'Istituto: in quella delle
nostre sette beate protomartiri della Cina, e in quella di molte
altre sorelle, che, nel secolo scorso, hanno dato anch'esse la vita
perché altri potessero averla in pienezza (cfr Gv 10,10), nel
nascondimento e nel silenzio o vittime della guerra e della
violenza. Lo stesso desiderio di Maria, di rispondere fino
in fondo alla chiamata di Dio, ha animato le nostre martiri di Cina.
"Con quale gioia" scriveva la beata Maria Ermellina alla
fondatrice "ho letto e riletto la domanda scritta di suo
pugno: "Ami le missioni?" Senza alcuna esitazione le rispondo:
Sì... Sono entrata nell'istituto con il desiderio ardente e
la convinzione di andarci... aspetto quell'ora, pronta a partire
immediatamente appena mi chiamerà l'obbedienza, senza
preferenza di paesi e di opere... Le confesso tuttavia che il mio
sogno è quello di curare in lebbrosi... Riassumo la mia
risposta in queste parole: Ecco la serva del Signore, si compia in me
secondo la tua parola" (cfr Lettera di Maria Ermellina a Maria
della Passione - 23 marzo 1888). Il secolo appena concluso ci invita alla lode e
allo stupore per tante sorelle che, nella semplicità, hanno
fatto della loro vita una storia sacra, un'offerta d'amore,
affinché il dono ricevuto da Maria della Passione e dalla sue
prime compagne, "porti frutto e un frutto che perduri" (cfr Gv 15,
16). Il nuovo millennio ci sorprende con grazie
inattese. Non sarà forse una chiamata a prendere coscienza,
sempre più profondamente, della nostra identità e della
nostra missione, per accogliere il progetto di Dio su di noi, per
l'oggi e per il domani? In noi Cristo si incarna, per continuare a
vivere, attraverso noi la sua totale disponibilità al Padre.
All'Eucaristia, non diventiamo forse Colui che riceviamo? Accolte ed
unite in Lui, siamo le sue inviate per "annunciare la Buona
Novella ai poveri, proclamare la liberazione ai prigionieri, ridare
la vista ai ciechi, liberare gli oppressi, proclamare l'anno di
grazia del Signore" (Lc 4,18-19). Facciamo di questa festa una nota speciale nel
nostro inno di esultanza e di rendimento di grazie dell'anno
giubilare. |
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