• Updated: Sat, Sep 30, 2000 - Tel. (39) 06684919 - eMail: postgen@ofm.org

  • Dal "fiat" al "Magnificat"
    Sr. Christiane Mégarbané FMM
    Superiora Generale
    delle Francescane Missionarie di Maria


    Il 10 marzo, il Santo Padre fissava al 1° ottobre 2000 la canonizzazione di 120 martiri della Cina, fra cui le nostre 7 beate, martirizzate il 9 luglio 1900.

    Siamo ricolme di gioia e di riconoscenza. Per annunciare all'Istituto gli eventi di Taiyuan-fu la nostra fondatrice scelse il cantico di Maria. Partendo dal "Fiat" di Maria, diventa possibile il "Magnificat" per ricordare la storia di Dio nel mondo, la storia di Dio nella vita dell'Istituto: in quella delle nostre sette beate protomartiri della Cina, e in quella di molte altre sorelle, che, nel secolo scorso, hanno dato anch'esse la vita perché altri potessero averla in pienezza (cfr Gv 10,10), nel nascondimento e nel silenzio o vittime della guerra e della violenza.

    Lo stesso desiderio di Maria, di rispondere fino in fondo alla chiamata di Dio, ha animato le nostre martiri di Cina. "Con quale gioia" – scriveva la beata Maria Ermellina alla fondatrice – "ho letto e riletto la domanda scritta di suo pugno: "Ami le missioni?" Senza alcuna esitazione le rispondo: Sì... Sono entrata nell'istituto con il desiderio ardente e la convinzione di andarci... aspetto quell'ora, pronta a partire immediatamente appena mi chiamerà l'obbedienza, senza preferenza di paesi e di opere... Le confesso tuttavia che il mio sogno è quello di curare in lebbrosi... Riassumo la mia risposta in queste parole: Ecco la serva del Signore, si compia in me secondo la tua parola" (cfr Lettera di Maria Ermellina a Maria della Passione - 23 marzo 1888).

    Il secolo appena concluso ci invita alla lode e allo stupore per tante sorelle che, nella semplicità, hanno fatto della loro vita una storia sacra, un'offerta d'amore, affinché il dono ricevuto da Maria della Passione e dalla sue prime compagne, "porti frutto e un frutto che perduri" (cfr Gv 15, 16).

    Il nuovo millennio ci sorprende con grazie inattese. Non sarà forse una chiamata a prendere coscienza, sempre più profondamente, della nostra identità e della nostra missione, per accogliere il progetto di Dio su di noi, per l'oggi e per il domani? In noi Cristo si incarna, per continuare a vivere, attraverso noi la sua totale disponibilità al Padre. All'Eucaristia, non diventiamo forse Colui che riceviamo? Accolte ed unite in Lui, siamo le sue inviate per "annunciare la Buona Novella ai poveri, proclamare la liberazione ai prigionieri, ridare la vista ai ciechi, liberare gli oppressi, proclamare l'anno di grazia del Signore" (Lc 4,18-19).

    Facciamo di questa festa una nota speciale nel nostro inno di esultanza e di rendimento di grazie dell'anno giubilare.


    dall'Osservatore Romano del 1 ottobre 2000



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