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missionaria sulle orme del Poverello di Assisi fr. Salvatore Zavarella ofm
La storia dei francescani in Cina è
caratterizzata fin dall'inizio dalla realizzazione di dispensari,
ospedali, lebbrosari, scuole, ospizi per i poveri. La prima
preoccupazione dei francescani dal Medioevo fu sempre quella di
aiutare, di istruire, di pacificare. Un ruolo importante dei primi personaggi del
Medioevo fu quello di far conoscere la Cina all'Occidente attraverso
le loro relazioni storiche, mediante i loro uffici diplomatici per
favorire la pace. Giovanni da Pian del Carpine (1246) fu il
primo ambasciatore presso i Mongoli e autore della celebre
"Historia mongolorum"; fr. Guglielmo de Rubrück
ambasciatore di S. Luigi di Francia ai Mongoli (1252-53), autore del
famoso "Itinerarium ad terras orientis". Fr. Giovanni da Montecorvino, il primo
missionario cattolico all'epoca della dinastia degli Yuan
avvertì subito la necessità dell'istruzione ai fini
dell'evangelizzazione. Comprò 40 ragazzi cinesi per istruirli
nel canto e nelle lettere, nella lingua dei Tartari, nella conoscenza
dei libri sacri, nella recita corale con eccellenti risultati a tal
punto che l'imperatore si dilettava nel sentirli cantare.
Costruì chiese: 2 a Pechino, 1 a 70 Km. dal Palazzo imperiale,
nel 1334 nel villaggio di Hou San-Yu (i cui resti sono stati messi in
luce dal governo comunista ed oggi riaperte al culto); nella Mongolia
centrale, nel Regno di Tanduk-Tenduk dedicate alla Trinità;
conventi, ospizi, insegnava ed infondeva coraggio a quanti
s'ingegnavano con la vendita dei loro poveri prodotti per sostentare
la loro vita, pacificò l'orda dei Mongoli inducendoli
all'obbedienza del Gran Khan. Fr. Andrea da Perugia, Vescovo suffraganeo
di Quanzhou, dice di sé nella lettera scritta al guardiano di
Perugia, che aveva costruito la Cattedrale, chiese e conventi, case
di ritiro ed opere per venire incontro alle necessità dei
fedeli locali ed esteri; un centro balneare ed un deposito merci per
utilità comune, con la collaborazione di facoltosi veneziani,
nonché infermeria e scuola, con l'intento di curare i malati
del villaggio. Il Beato Odorico da Pordenone è una
figura gigantesca di viaggiatore, esploratore ed osservatore attento
dei costumi cinesi, della loro organizzazione famigliare, sociale e
militare. Nell'epoca moderna i francescani hanno continuato
a coltivare la letteratura cinese, hanno scritto relazioni
preziosissime per la storia di quel popolo, dizionari, grammatiche,
trattati di varie discipline. Citiamo alcuni nomi. P. Basilio Brollo da Gemona, uno dei
missionari inviati da Propaganda Fide, fu grande sinologo,
conoscitore perfetto della lingua locale e compositore di un duplice
dizionario, uno latino-cinese e l'altro cinese-latino che per secoli
(XVI e XVII) ha rappresentato il vademecum degli studenti stranieri
della lingua cinese; P. Carlo Orazii da Castorano, giunto in
Cina nel 1698, scrisse numerosi trattati apologetici e
politico-religiosi, taluni stampati in lingua cinese. Scrisse inoltre
grammatiche in lingua cinese ed un voluminoso dizionario
latino-italiano-cinese; Mons. Eugenio Piloti, dal 1750 in
Cina, scrisse otto tomi di teologia morale in lingua cinese e latina;
Mons. Giuseppe Rizzolati, in Cina dal 1830, scrisse un inedito
manuale per il suo clero; P. Salvatore Irtelli da Lanciano
(1810-1846) eccellente musico e letterato; Mons. Eligio Cosi da
Pontassieve (1870-85) apprezzato autore di un sistema di
romanizzazione dei fonèmi cinesi; P. Giuseppe Giraldi
toscano di Lasciano (1889) famoso botanico, celebre umanista,
morto vittima di carità; Mons. Fabiano Landi
(1904-1920), autore di un popolare dizionario italiano-cinese; P.
Giovanni Ricci (1921-28) che scrisse molti preziosi lavori
storici sulla Cina; fr. Giacomo Tarin a Macao nel 1671, eresse
due chiese e molti oratori, e scrisse molte Relazioni ed un trattato
"De modo evangelizandi regnum" tradotto in varie lingue;
Mons. Natale Gubbels (1874-1950) ebbe grande parte
nell'esposizione missionaria mondiale a Roma nel 1925 ed è
autore di vari studi monografici e di pratica utilità;
Mons. Celestino Ibañez (1951) autore di ottimi studi
pastorali e linguistici; Mons. Cirillo Jarre (1952) nello
Shantung, traduttore del Diritto canonico in lingua cinese; P.
Urbano Devescovi fecondo ed apprezzato scrittore biblista. Chiude la serie dei benemeriti della cultura il
Servo di Dio P. Gabriele Maria Allegra. Chiamato dai Superiori
a Pechino nel 1941, dopo molte difficoltà nel 1945
fondò lo Studio Biblico francescano ed aiutato dai confratelli
cinesi per primo tradusse la Bibbia in lingua cinese. È
chiamato a buon diritto il "S. Gerolamo della Cina". La
Bibbia del P. Allegra è autorizzata dal governo comunista
anche per la Chiesa Patriottica. L'opera di promozione umana e sociale dei
francescani si è dispiegata soprattutto nel settore della
sanità e della scuola. I frati hanno fondato dispensari, ospedali,
infermerie, gerontocomi, lebbrosari e si sono dedicati all'assistenza
sociale dei più poveri ed abbandonati. Di particolare
importanza è l'attività medico-infermieristica dei
francescani spagnoli dal 1732 al 1762. Fr. Martino Palau, medico-chirurgo,
esercitò un'intensa opera sanitaria tra gli infermi
acquistandosi fama tra i Mandarini e Viceré. Con lui van
ricordati il P. Bonaventura Ibañez nel Kiangsi, fr.
Emanuele del Ss.mo Sacramento; nella dimora a Macao egli si
dedicò all'assistenza ed alla raccolta dei bimbi esposti. Nella stessa città fondarono una
bottega-infermeria-dispensario i missionari Camillo Zeller,
bavarese, Gianfrancesco della Concezione, Martino Robles
e Diego di Gumilla (1760-81), spagnoli, e lavoravano con
successo come "medici di corte"; fr. Antonio della
Concezione e Cristoforo di San Diego ugualmente lavoravano
da medici nella cura degli infermi; fr. García Biagio
(1872) esercitò con competenza l'ufficio di medico per gli
abitanti del luogo. Nell'esercizio della carità si distinsero
Mons. Francesco Saraceni in Cina dal 1717 per le sue opere
assistenziali e pastorali, venerato da cristiani e non cristiani a
tal punto che questi eressero in suo onore edicole con il suo
simulacro; Mons. Antonio M. Sacconi, in Cina dal 1773, che si
offrì volontariamente alla prigionia, alla fame e alla morte
purché i suoi fedeli non subissero violenze; Mons. Amato
Pagnucci (1865-1901) insigne per carità e saggezza. Il corollario dell'opera sanitaria sono i
Lebbrosari, fiore all'occhiello dei figli di S. Francesco che per
primo si dedicò alla cura dei lebbrosi che costituirono
l'avvio della sua conversione. Tre religiosi vanno ricordati tra gli Italiani:
P. Placido Albiano, fondatore del Lebbrosario di Mosimien nel
Tibet, P. EpifanioPegoraro (1934-35) martire del brigantaggio
e P. Pasquale Nadal (1934) insigni missionari ed assistenti
dei malati del morbo di Hansen, insieme alle Francescane Missionarie
di Maria. Dal Concilio Plenario cinese di Shanghai del 1924
sorse la necessità di promuovere, sviluppare e coordinare le
opere scolastiche, la stampa e l'Azione Cattolica alle dirette
dipendenze del Delegato Apostolico. Fr. Sebastiano di Baeza, spagnolo, che
evangelizzò la tribù dei "Flocos", è
stato l'istitutore della prima scuola per gli indigeni.
Restituì la favella ad un sordomuto e la vita ad una fanciulla
morta da tre giorni. Morì a Canton il 21 giugno 1571. Dopo il Concilio di Shanghai, l'attività
scolastica ed universitaria si sviluppò in tutti i territori
ecclesiastici della Cina e costituì un balzo in avanti
nell'apporto dell'Ordine Francescano allo sviluppo della cultura in
Cina. In rappresentanza di tutti i Vicariati apostolici
affidati all'Ordine nella Cina centrale ed orientale, spicca la
figura di Mons. Agabito Fiorentini, nato a Palestrina il 26
settembre 1866, anche perché il suo apostolato di Sacerdote e
di Vescovo abbraccia un cinquantennio di storia cinese, dal 1895 al
1941, all'antivigilia della marcia di Mao, caratterizzato da profonde
trasformazioni sociali, politiche e militari: la Rivoluzione dei
Boxers, la nascita della Repubblica Popolare Cinese e la fine
dell'Impero. È una di quelle anime straordinarie che ha
lasciato un ricordo indelebile di bontà e di saggezza. In 40
anni di episcopato ha scritto pagine d'oro nella storia di una delle
più gloriose chiese locali della Cina: Taiyuanfu. |
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