III Incontro dei Ministri provinciali e Custodi


Curia generale - Roma, 21-26 gennaio 2001

È in corso a Roma, presso la Curia generale, il 3° Incontro dei Ministri provinciali e Custodi, eletti nel 2000, con il Ministro e il Definitorio generale. Ritenuto uno strumento importante per il futuro dell’Ordine, in quanto aiuto nel ministero del servizio ai Fratelli e nella condivisione della responsabilità dell’animazione, l’Incontro prevede diverse modalità di studio, di riflessione e di scambio di esperienze (cf. Agenda).

Ma la tonalità dello "stare insieme" di questi giorni è data dall’intervento del Ministro generale all’inizio dei lavori.

"Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, secondo Dio…" (1Pt 5,2). Il richiamo alla lettera di Pietro, fatta dal Ministro nel suo discorso ai Ministri e Custodi, diventa la chiave per capire il "senso" e il "contenuto" del ministero dell’autorità. Esso è un dono che viene da Dio ed ha il compito di mediare la volontà di Dio, l’azione dello Spirito che dovrà irrompere nella vita dei Fratelli e delle Fraternità. In breve, il ministero dell’autorità rappresenta una mediazione importante tra l’attore principale, che è lo Spirito, e i Fratelli, che in obbedienza allo Spirito, assumono e vivono il progetto di vita evangelica secondo il carisma di Francesco.

Il compito principale, allora, dei Ministri è di custodire le proprie anime e quelle dei Fratelli, secondo quanto afferma san Francesco (cf. Rnb 4,5-5,1). E il custodire trascina con sé, continua il Ministro, altri compiti: animare, confortare e stimolare i Fratelli a mettere a frutto energie ed intelligenza per individuare i "mezzi" più idonei per raggiungere la meta comune; indicare verso dove si deve andare, trasmettendo ad ogni livello il senso della missione e il significato del compito; motivare il perché delle scelte o dei cammini proposti per vivere secondo il progetto evangelico assunto con la professione.

È un arte, dunque, l’esercizio della responsabilità dell’animazione da parte dei Ministri e dei Custodi, responsabilità che coinvolge i loro più stretti collaboratori, il Definitorio prima e poi i Guardiani, i Formatori, i Frati e le Fraternità locali. Pertanto, è importante individuare le modalità per poter esercitare il ministero dell’autorità sia come dono e sia come compito. Il Ministro generale ne elenca alcune:

ascoltare: è il primo servizio da offrire, ma esso necessita di alcune condizioni per essere svolto, come, ad esempio, l’ascolto prioritario di Dio, la visita frequente e fraterna ai Fratelli per creare legami di fiducia e di comunione;

esortare e incoraggiare (Rnb 4,9), tenendo presente la concezione "femminile" dell’autorità francescana come risulta dalla Regola: "se una madre nutre…."(cf. Rg 6,8);

correggere i Fratelli (Am 22; Rnb 5,12-15): è il più alto compito della misericordia, è obbedienza al precetto dell’amore:

promuovere la responsabilità, a livello di vita spirituale, di organizzazione, di coinvolgimento di tutti e di ciascuno nella costruzione della Fraternità;

curare la formazione permanente, affinché siano continuamente rinnovate le nostre relazioni con Dio, con i fratelli e con il mondo.

accompagnare: per camminare insieme, per condividere la fatica della ricerca e del cammino, e per riaccendere la speranza.

Infine, per facilitare la discussione, l’approfondimento e la verifica del cammino fatto, fr. Giacomo invita i Ministri ad interrogarsi sul modo personale di vivere il ministero dell’autorità, sulle strutture concrete di animazione messe in atto e sulle forme di corresponsabilità attivate nella Provincia.



© Macmade on Tue, Jan 23, 2001 at 17:17:37 by John Abela ofm (Communications Office - Rome)
HTML 3.0 compatible Java enabled browser required - Best viewed with Netscape at 640x480x67Hz
Maintained by John Abela ofm and Gianfranco Pinto Ostuni ofm