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Dal discorso del Ministro generale
Rifacendosi alla prima parte della Lettera di Pentecoste, Fr. Giacomo inizia con il ricordare alcuni "segni" di speranza, di promesse e di possibilità già presenti ed operanti nella vita dei Frati, delle Province e dellOrdine. Ne segue il compito di valorizzare tale positivo.
Segni dei tempi: possibilità e speranze
Dobbiamo dunque aiutare a percepire, far conoscere e rendere coscienti i frati, giovani e meno giovani, i "governi" e le singole fraternità di queste potenzialità che vivono nelle loro Entità. Ecco alcuni ambiti di riflessione o "ristrutturazione".
Nessuno dubita dellattrattiva e dellattualità liberatrice della nostra spiritualità e vocazione francescana. Ma viviamo in un mondo "globalizzato", dominato dal consumismo, dallaccumulo insoddisfatto, dal girovagare senza meta. Possiamo chiaramente offrire una via alternativa!
Quale testimonianza possiamo offrire con la pratica della nostra minorità, povertà, libertà, gioia!
Come francescani abbiamo la capacità, o meglio, il dono di accogliere e di essere accolti. La nostra "popolarità" è una realtà presente in tutti i continenti, ma deve trasformarsi in maggiore capacità di dialogo con le persone, dialogo più riflesso e maturo, nutrito dalla Parola di Dio, dallEucaristia vissuta insieme e testimoniato dalla fraternità in quanto tale.
Gli altri hanno tanta fiducia in noi: cosa facciamo per non deluderli? Cosa facciamo per renderci accoglienti come fraternità? Quale tempo diamo alla nostra formazione per una catechesi più specializzata e unaccoglienza più qualificata?
Nelle nostre case abbiamo ancora tanti fratelli, anziani e meno anziani, che testimoniano silenziosamente fedeltà, continuità dimpegno, disponibilità senza condizioni, frati semplici e buoni che non sono forse aiutati e formati per essere maggiormente apostolici e creativi nel trasmettere, con la loro vita e con la loro parola, un messaggio evangelico secondo la spiritualità francescana nel tempo in cui viviamo.
Siamo tra le poche famiglie religiose al mondo che hanno ancora vocazioni (620 novizi in un anno!). Si tratta di giovani generosi, attratti da Francesco e dalla sua spiritualità; giovani conquistati da un idealismo molto forte, ma che può venir meno se non viene accompagnato personalmente e progressivamente nel tempo da tutta la fraternità. Sono giovani che vengono da un mondo disastrato e cercano pace, comunione, fiducia, presenza di una fraternità
Come e quanto si impegna la fraternità provinciale in questo lavoro di paternità/maternità spirituale? Siamo disposti a "diminuire" noi perché loro possano crescere?
We are a Ordine "misto", di fratelli chierici e non chierici: possiamo avere contemporaneamente una funzione ministeriale e profetica. Possiamo fare da legame tra Chiesa istituzionale e movimenti laicali, oggi molto vivi e attivi. Cosa facciamo?
Le strutture e le loro possibilità di vita.
S. Bonaventura dice che luomo creato a immagine di Dio è luomo "capax Dei", capace di accogliere Dio. Ogni struttura va misurata alla luce di questa capacità. Anzitutto noi stessi: essere capaci di entrare in dialogo con il Signore, di lasciarsi trasformare da Lui, di adattarci alle Sue esigenze per il regno già in cammino in mezzo a noi; capaci di diventare "basilica", spazio di incontro. Si tratta di una ricerca-itineranza che definisce la nostra identità profetica nel mondo in cui viviamo; solo questa ci permetterà di utilizzare a vantaggio di tutti le strutture esterne che abbiamo ricevuto: o le utilizziamo dinamicamente e con saggezza, o saremo utilizzati, soffocati e disorientati da queste.
Le strutture non sono il Regno di Dio, ma lo esprimono nella misura in cui chi ci vive è un appassionato ricercatore della volontà del Signore e dei segni dei tempi.
`Il dono dei fratelli Nonostante i nostri limiti, il mondo spesso apprezza, o almeno non rifugge dai nostri Conventi (con-venio). Limpatto più convincente con gli uomini e le donne di oggi è costituito dalla nostra vita riconciliata, da una santità fraterna. È urgente ri-unire le nostre fraternità "disperse": disperse forse per fare il bene, ma in un attivismo esagerato che può portare allindividualismo e allontanarci dal progetto evangelico; disperse e frantumate dai valori mondani dellefficienza, dellavere, del potere, dellapparire
La ricchezza e creatività evangelica espressa dalla nostra storia francescana. I fratelli che ci hanno preceduto lungo i secoli hanno sempre inventato forme, opere, strutture evangelizzatrici adatte ai loro tempi, per testimoniare con maggiore trasparenza il messaggio evangelico di Francesco che ardeva nel loro cuore.
Nella terza parte della Relazione Fr. Giacomo, pur sottolineando la necessità di continuare nella lettura e nel discernimento dei "segni dei tempi", avverte che è giunto il momento di proporre ai Frati dei segni concreti.
Tempo di segni: esperienze nuove, segni di vita
È importante continuare lanimazione, ma dovremo anche invitare alla realizzazione. Ecco qualche pista di realizzazione.
Fraternità contemplative ed evangelizzatrici , al di fuori di strutture tradizionali. Urgenza di rivalutare le strutture tradizionali (interne ed esterne) e creare nuovi ministeri in cui anche i frati non sacerdoti trovino un adeguata valorizzazione. È necessario sia a causa dellassottigliamento del numero dei frati, sia della situazione dei giovani religiosi: spesso si scontrano con una realtà priva di ideali e creatività, e finiscono con laccomodarsi, ripetendo stancamente quanto si è sempre fatto, spegnendo una vocazione. Non basta più "aggiustare" gli impegni secondo la diminuzione del numero, o "accontentare" i frati assecondandoli nelle attività desiderate.
Collaborazione corresponsabile con tutti i membri della Famiglia francescana, con i nuovi movimenti ecclesiali e con i laici in genere. Fraternità interprovinciali, interobbedienziali
Affidare opere o strutture ai laici, interessandoli e formandoli, collaborando senza "dittature"
Fraternità itineranti "ad tempus": finalizzate allascolto (di Dio e delluomo), al recupero della minorità-povertà e alla riscoperta di una testimonianza evangelico-francescana più incisiva e comprensibile. Quale volto o che tipo di presenza dovrà avere lOrdine in un determinato luogo?
Qualche fraternità "significativa" . Occorre sensibilizzare la Provincia verso un "pluralismo" di fraternità più consono alla spiritualità francescana, secondo i segni dei tempi. Certo è un pluralismo che va accompagnato e verificato
Ridurre o lasciare qualche struttura, ma per crearne altre nuove. Per esempio, si può rinunciare ad una Parrocchia, ma per aprirsi alla collaborazione ad una pastorale specifica diocesana. Rivalorizzare la nostra identità di istituto misto, più aperto al profetismo.
- Sensibilizzare e coinvolgere i frati verso prospettive evangeliche, ecclesiali, francescane e sociali più aperte, più universali, più missionarie.
Dopo lesplicitazione dei segni da proporre ai Frati, il Ministro generale, nella IV parte del suo intervento, richiama i presenti allurgenza di preparare e formare una futura "leadership" più evangelica e francescana quale servizio fraterno di carità, trattando del rapporto tra autorità e obbedienza, soprattutto sul "significato" dellautorità ed obbedienza.
Il servizio dellautorità e limpegno dellobbedienza
Lorizzonte o il punto di arrivo a cui guardare e con cui confrontarsi, autorità e sudditi, è lamore al Padre e la sequela di Cristo sino in fondo. Consegnandosi a Dio per il bene dei fratelli. Secondo Francesco, il Ministro generale della Fraternità è lo Spirito santo: tutti sono tenuti ad obbedire a Lui, obbedienza che si concretizza nella fedeltà al progetto evangelico espresso nella regola e nelle CC.GG., nei documenti della Chiesa e in quelli dellOrdine. Il progetto di vita evangelica deve guidare il cammino dellautorità e del singolo. Ecco allora che un ruolo importante e indispensabile in questo processo è affidato allautorità, un ruolo che dovrà essere ripensato, ri-evangelizzato, in vista di un servizio - dono ricevuto da Dio, di una missione chiaramente spirituale (CC.GG. 45-46). Lasciarsi "possedere", come i profeti, da questa missione è una garanzia per una comunità. Ma quando, confidando esclusivamente nelle proprie capacità, ci si lascia possedere solo dalla ricerca del successo, allora le dinamiche per costruire fraternità evangeliche rischiano di fallire.
Unautorità che si lascia guidare dallo Spirito, ascoltando e collaborando con gli altri (Definitori, Guardiani, formatori
) può aprire orizzonti nuovi: diventa guida e sprone verso la meta; facilita e provoca opzioni evangeliche in fraternità; si preoccupa di far nascere idee, motivazioni in mezzo ai fratelli, più che di realizzare cose o mantenere strutture senza vita; sa creare fiducia e senso di appartenenza, requisiti indispensabili per innovazione e creatività in fraternità.Lautoritarismo, come il permissivismo, paralizzano e frustrano negli altri lo slancio ad essere nuovi e creativi.
Il dialogo e la crescita spirituale allinterno di una Provincia, come lapertura alla relazione con le altre Entità e con il "governo" dellOrdine, dipendono troppo spesso dal modo in cui viene intesa ed esercitata lautorità. La vita evangelica francescana non può esaurirsi nellambito di una Provincia.
Infine, nella prospettiva dellanimazione dellOrdine, che il Definitorio generale ha scelto come suo compito principale, il Ministro invita tutti a promuovere la cultura della collaborazione e solidarietà con il Definitorio, con le Entità limitrofe e allinterno della Conferenza; stimola alla fedeltà creativa, riconsiderando le strutture che devono essere a servizio della vita, suscitando Fraternità nuove, dando spazio adeguato alla formazione permanente e qualità francescana alla formazione iniziale, esigendo laccompagnamento personalizzato dal postulandato sino ai 5 anni (almeno!) dalla fine della formazione iniziale, facendo sì che la vita di preghiera sia realmente esperienza di Dio, ritrovando la gioia del vivere insieme; esorta ad aprirsi alla dimensione missionaria della nostra vocazione, favorendo nuove adesioni per i progetti dellOrdine in tutti i Continenti.
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