LE SITUAZIONI NELLA CELEBRAZIONE DI UN CAPITOLO E DI UN CONGRESSO CAPITOLARE Le esperienze di un Visitatore generale, presidente del Capitolo (Fr. Dario Pili, ofm) 1. La mia esperienza di Visitatore generale è quasi lontana nel tempo. Sono stato Visitatore della Provincia Sannito-Irpina nel 1982 e della Provincia toscana nel 1985. Una esperienza non proprio fresca: in questi quindici anni il mondo, anche francescano, dev'essere tanto cambiato che la mia esperienza potrà dare un contributo piuttosto relativo alla riflessione di Visitatori del 2001. 2. In verità il mio ruolo di presidente di un Capitolo non mi ha mai trovato a disagio. La navigazione è stata buona, almeno a giudicare dalla superficie del mare. Mai burrasche; mai drammi. Nel mare più profondo ci saranno stati anche forti sommovimenti (dialoghi, confronti e scontri in "corridoio"); tangibili, si respiravano nell'aria; ma non hanno mai guastato l'atmosfera delle assemblee capitolari. Credo di poter dire che non ho visto reazioni e contestazioni talmente forti da inquinare seriamente l'aria. Questo grazie, soprattutto, allo stile, al buon gusto dei frati capitolari, chiaramente diversi nelle due Province che ho visitato, in regioni molto diverse, con umanità dalle espressioni molto diverse. 3. Il Presidente del Capitolo entra in una situazione di una certa tensione quando viene fuori con un tocco al volante della macchina capitolare molto personale, cioè quando fa sentire, anche nel modo più rispettoso e garbato, che è lui il Presidente e che il volante ce l'ha lui, cioè quando l'assemblea avverte che il Presidente sta facendo il Presidente e non il semplice uditore, o testimone o notaio. Il modo di svolgere il ruolo sarà sempre fraterno quanto è giusto e doveroso, ma il ruolo è ruolo e, soprattutto, la responsabilità è responsabilità; e anche la coscienza non la si può scaricare, né delegare. Il Capitolo avverte la presenza del Presidente e si avverte una certa tensione in diversi momenti. Può capitare quando il Presidente del Capitolo corregge l'andatura di una discussione sollevando il tono all'altezza di valori ideali, che stanno magari alla radice delle discussioni ma che la passione dialettica non considera abbastanza: è più facile attaccarsi ai principi che ai valori e agli ideali. Può capitare quando prende decisioni che possono sembrare meno importanti e che, invece, sono importanti a giudizio del Presidente; per esempio fissare in un momento anziché in un altro momento un prescrutino elettorale; oppure tenere il piede sul freno o su l'acceleratore della macchina del Capitolo, sia quando il Capitolo è in corso, sia quando si prepara l'agenda del Capitolo. Più delicata è la situazione che si crea quando il presidente comunica al Capitolo che un determinato candidato, non ritenuto dal Visitatore idoneo a un ufficio, è stato giudicato tale anche dal governo dell'Ordine che ha preso atto concretamente della valutazione del Visitatore. 4. Un presidente del Capitolo può essere molto democratico e remissivo. La struttura di un Capitolo (Moderatori, Consigli di Presidenza, Segreteria ecc.) gli è di aiuto nel servizio al Capitolo, ma può essere anche una tentazione a un certo disimpegno e fargli fare non un buon servizio. Certo, il presidente deve "procedere con carità" (Statuti 45) ma si dice anche "con prudenza". Che vuol dire? Mai contro la carità; ma anche in una attenzione alla verità. Si dice anche: "vigili". Che vuol dire? Solo attenzione a che tutto proceda seconde le "norme"? Così può venirsi a creare una situazione di conflittualità, talvolta esplicita e anche forte. Il Presidente avverte la variazione di umore, talvolta il sospetto, il rifiuto; rischia 1"'impopolarità", l'insuccesso, almeno parziale. Non deve affatto turbarsi perché tutto era nel conto, ma in quei momenti deve discernere bene in quale misura il suo personale interiore conflitto sia conflitto fra l'uomo di Dio che è in lui e l'uomo carnale passionale che nello stesso tempo è in. Lui. E' il momento più delicato, ma anche più bello della sua esperienza. E, comunque, deve continuare a tenere il volante con coscienza tranquilla. 5. II Capitolo elettivo è di fatto, bene o male o inevitabilente, preso, o agitato, o sopraffatto dal problema delle elezioni di persone all'ufficio di governo. L'elezione del Ministro Provinciale è fatta sempre più plebiscitariamente. Nei due Capitoli che ho presieduto la scelta veniva fatta dal Capitolo su un numero limitato di candidati, terna o cinquina. Avviene ancora oggi in molte Province. Quale situazione si crea per il presidente del Capitolo? Se prima ha compiuto la Visita in quella Provincia ha avvicinato i frati, ha conosciuto quelli che saranno candidati. Per quanto gli incontri siano stati brevì, è possibile che si sia fatta un'idea sulla loro idoneità. E' inevitabile. La situazione può essere, a quel punto, delicata. In fondo, lui rappresenta il Ministro Generale; o no? Rimane passivo di fronte all'andamento di possibili correnti che si fanno attorno ai candidati? Di fronte alle politiche non sempre trasparenti che agitano le correnti? E' evidente che un Provinciale o un Definitorio non vale l'altro. Il Provinciale ha sempre un potere: quello di vivacizzare una Provincia o di addomentarla; e un Definitorio può essere di aiuto al Provinciale o di disturbo. Al presidente del Capitolo, se ama quella Provincia, non gli è consentita l'indifferenza. Basteranno la preghiera, i richiami all'armonia, o la proposta di soluzioni di compromesso? Non voglio affatto drammatizzare, ma pare a me che in quella situazione il Presidente si trova solo con la propria coscienza e con la propria intelligenza. E non è una situazione facile. Coscienza e intelligenza gli potranno allora suggerire, in un determinato momento colto dal suo personale intuito, quella "mossa" che può far chiarezza. Se posso rendere più chiaro o meno confuso il mio pensiero riferendomi alla mia esperienza di due presidenze in due Capitoli molto diversi potrei dire che se mi dicessero che i due Ministri Provinciali che sono venuti fuori da quei due capitoli che ho presieduto " li ho fatti io", sarebbe falso; ma se debbo chiedermi se qualche mia "mossa" (in coscienza e intelligenza) sia stata determinante non potrei negarlo. Non dico che me ne vanto, ma non sono affatto pentito. Non sono stato spettatore; anche se forse non tutti se ne sono accorti. Non ho seguito vie di compromesso, ho optato per la franchezza. Se i fatti mi hanno dato poi ragione non sta a me dirlo (posso solo pensare). 6. La presidenza di un Congresso Capitolare mette il Presidente in una situazione diversa. Ormai ha di fronte un Governo della Provincia. Subito capta l'atteggiamento con cui il Provinciale sta davanti a lui. Un Provinciale sicuro di sé, un altro più attento alle opinioni del Presidente. In certo senso il Presidente si sente alleggerito. Anche i Definitori... sembra che avvertano la ...grazia di stato. L'esperienza della Visita fatta, pur nel suo limite, aiuta il Presidente a far riflettere e "dubitare"il Provinciale e il suo Definitorio sulla scelte dei frati per i ruoli e per i vari servizi, sulla visione della Provincia e sulla valutazione delle Fraternità. Sulla base di quel che il Presidente ha visto e sentito e macinato in Visita può captare le emozioni che stanno sotto le scelte e aiutare con il dovuto stile e carità sincera a ponderare tutto. Non può fare molto di più. Il rapporto direi che è più in orizzontale. Pertanto ricordo bene Provinciali che mi hanno aiutato a stare nella mia misura e Provinciali che si sono semplicemente sentiti molto liberi. Ma rispettosi e attenti sempre. IN CONCLUSIONE. - Purtroppo non ho molto altro dire. Se posso, sulla base della mia piccola esperienza, vorrei dire che sono sicuro che il rilancio dato nell'Ordine all'istituto della Visita Canonica sia cosa molto buona. Lo dico soprattutto pensando alle molte Visite vissute dalla mia Provincia in cinquant'anni che sono frate. Posso dire almeno, per il poco che ho capito, che ho capito quanto una visita può incidere nella vita della Provincia, sul suo futuro; può essere uno scossone . ...Almeno una folata di quel "vento che si abbattè gagliardo sulla casa dove si trovavano gli apostoli" (Atti 2,2). Ma non sempre né i frati né i Visitatori ci credono. Grazie. |
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