![]()
|
|
|
Dal 21 al 25 gennaio di quest'anno, il Papa Giovanni Paolo II ha visitato Cuba come "messaggero di pace e di speranza". Questa visita ha avuto effetti e conseguenze che continuano sino ad oggi.
La gente di Cuba ha assunto un atteggiamento positivo nei confronti della Chiesa cattolica: molte persone vivono un'esperienza di riconciliazione tra la propria identità nazionale cubana e le radici cristiane della propria cultura. Sono aumentati coloro che chiedono di far battezzare i propri figli, e anche il numero di adulti che desiderano una formazione cristiana.
Nella Chiesa cubana si stanno approfondendo i messaggi lasciati dal Papa, attraverso lo studio e il dialogo all'interno delle diverse comunità. Da molti anni, tramite alcuni mezzi di comunicazione, la Chiesa può esprimere la propria fede non solo all'interno dei santuari. Gran parte dei cubani si è resa conto che i grandi uomini che hanno costruito la storia della nazione, come José Marti, Padre felix Varela, Ignacio Agramonte, Antonio de la Caridad Maceo, nel loro pensiero e nella loro, vita furono strettamente legati al Vangelo di Cristo. La richiesta del Papa di liberare alcuni prigionieri politici è stata accolta dalle autorità dello Stato: molti di essi sono stati liberati. Si sono mantenuti i canali di dialogo tra Chiesa e Stato, che si erano aperti per la preparazione della visita papale. Fuori da Cuba si notano segni di apertura a livello diplomatico, commerciale, ecc..., come una risposta all'appello fatto dal Papa durante la permanenza a Cuba.
La visita del Papa a Cuba, come si vede, sta segnando in modo significativo la storia dell'isola: ha lasciato grandi sfide per la Chiesa e per la Fraternità francescana. La presenza dei Frati alla fine degli anni '50, prima della rivoluzione, era assicurata da quasi 110 Frati e abbracciava la quasi totalità dell'isola, con una molteplicità di impegni (Parrocchie, editoria, Collegi, missioni, Azione Cattolica...). Al momento attuale vivono in Cuba 16 Frati professi solenni e due professi semplici: 12 sono cubani, tre spagnoli e tre messicani. Metà di essi hanno più di 60 anni. Ci sono, inoltre, 6 postulanti che si preparano al noviziato, a riprova della promozione vocazionale che non è mai stata trascurata. Oltre al lavoro vocazionale e formativo, alcuni Frati si dedicano alla pastorale evangelizzatrice in diverse comunità cristiane della capitale e dell'interno dell'isola. Il compito prioritario rimane comunque quello formativo, vista l'importanza che ha per il futuro del nostro Ordine a Cuba.
Per rispondere alle sfide che riguardano la Fraternità è necessario l'aiuto solidale di Fratelli che siano disposti a condividere la vita e l'attività in questi momenti decisivi per l'identità nazionale, ecclesiale e francescana in Cuba. |
|
|
Your time actually is: Your browser-machine: Created / Updated Saturday, May 16, 1998 at 18:59:59 by John Abela ofm for Communications Office - Rome HTML 3.0 compatible Java enabled browser - Best viewed with Netscape Screen resolution 640x480x67Hz |