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Saluto al ministro generale fra Giacomo Bini
(fra Estêvão Ottenbreit)
Cari Fratelli!
Prima dell’arrivo del Delegato del S. Padre a presiedere l’elezione del Ministro generale, spetta a me concludere il sessennio appena trascorso con il ringraziamento pubblico ed ufficiale a Fra Giacomo per il suo servizio alla nostra Fraternità universale, come Ministro generale dal 1997 al 2003. Si tratta di un compito doveroso, ma sommamente gradito, soprattutto perché sono certo di interpretare i sentimenti di tutti voi e di tutti i Frati del mondo da voi qui rappresentati.
In questo momento, oltre all’attuale Ministro, Fr. Giacomo Bini, desidero ringraziare anche i Ministri generali del dopo Concilio: K. Koser, J. Vaughn e il capitolare H. Schalück. Ognuno ha guidato il cammino dell’Ordine in questo particolare periodo della nostra storia con la propria personalità, competenza e dedizione, sapendo rispondere alle esigenze dei tempi e alle sfide che via via si presentavano all’Ordine.
Tu, caro Giacomo, hai avuto il privilegio, la gioia e la responsabilità di traghettare l’Ordine dal II al III millennio.
Per me è facile captare ed evidenziare il contributo peculiare che tu hai dato durante il sessennio che sta per concludersi. E lo faccio con l’aiuto di un’annotazione che ho letto in un “Bollettino provinciale”, a conclusione di una delle tue prime visite ai Frati come Ministro generale. Mi rendo conto che l’annotazione non è in grado di descrivere compiutamente lo “spessore” del tuo ministero di animazione della vocazione e missione dei Frati che ti sono stati affidati nel 1997. Penso, tuttavia, che possa essere una felice sintesi della grande e profonda ricchezza del tuo essere Frate minore. Diceva il Bollettino: “Fr. Giacomo Bini, è un Ministro generale da toccare.”
E noi, caro Giacomo, così ti abbiamo “visto”: un Ministro da toccare.
Da toccare, anzitutto vuol dire: un Ministro vicino. È vero: con la tua semplicità fraterna, con il tuo interessamento a tutto e per tutti, con il tuo sorriso spontaneo e aperto, ti sei fatto vicino al Papa, ai Cardinali e ai Vescovi; specialmente ai Frati e ai membri della Famiglia francescana. Ed essere vicino agli altri per te significava e significa: accogliere, ascoltare, capire, dialogare ed animare. Credo che oggi si possa dire: il tuo essere vicino ai Frati di tutto il mondo ha immesso “semi di novità” nel terreno fertile del cuore di tanti Frati.
Da toccare, vuol anche dire: un Ministro concreto. Anche in questi giorni, nella prima settimana del nostro Capitolo generale riservata alla tua Relazione all’Ordine, ci hai dato una magistrale dimostrazione di concretezza. Le tue parole, dette e scritte nel sessennio per l’animazione dei Frati, contengono una spiritualità profonda; nello stesso tempo sono ancorate alla nostra storia dove l’impossibile può diventare possibile per chi si nutre di fede. Le tue continue provocazioni non erano e non sono teoriche ed astratte, ma sempre accompagnate da indicazioni e piste per chi è disposto a partire e ripartire con fiducia e coraggio.
Da toccare, infine vuol dire: un Ministro autentico. La tua preoccupazione e il tuo impegno erano costantemente orientati alla ricerca di autenticità, cioè della riscoperta del significato della nostra vita. Sempre ti abbiamo visto attento a non dire cose che tu, con il Definitorio e con la Fraternità della Curia generale, non avessi tentato di vivere. Puoi esserne certo: da quello che hai fatto nelle visite ai Frati, animando la loro vocazione e incoraggiandoli ad “andare” da ciò che hai scritto per illuminare e orientare non solo i Frati ma anche coloro che condividono il carisma di Francesco e Chiara; da quanto hai cercato di realizzare nel governo dell’Ordine, emerge una lucida testimonianza di Frate minore che vive la sua vocazione nella gioia della continua conversione.
Caro Giacomo,
- come tuo Vicario così ti ho visto: è stato piacevole esserti compagno di viaggio;
- come Definitorio così ti abbiamo conosciuto: questi sei anni sono stati un periodo privilegiato di formazione permanente per tutti noi;
- i Ministri provinciali qui presenti così ti hanno sperimentato: sempre hai avuto una considerazione speciale per il loro ministero non sempre facile;
- i Frati del nostro Ordine così ti hanno considerato: vicino, concreto, autentico, un vero fratello ed amico.
Ora tutti insieme possiamo dire con gioia al Signore: grazie Signore, Dio Altissimo ed Onnipotente, per questo momento di intensa fraternità e di lode; grazie per averci dato in questo sessennio il fratello Giacomo per stimolarci a vivere profeticamente la vocazione-missione alla quale ci hai chiamato.
A te sia lode e gloria per quanto hai manifestato e realizzato in lui e attraverso di lui.
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