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Saluti ai Capitolari
(Ministro generale)
Cari fratelli Capitolari,
Questi brevi, semplici ma molto sentite parole vogliono essere, prima di tutto, di saluto a tutti voi, fratelli Capitolari e, in voi e attraverso di voi, a tutti i fratelli dell’Ordine sparsi nel mondo intero: “Il Signore vi dia la sua pace!”.
In secondo luogo, queste parole vogliono esprimere la mia gratitudine al Signore per avermi chiamato alla vita, per avermi eletto e chiamato a far parte della Famiglia Francescana, e per avermi custodito e condotto per mano lungo i miei 32 anni di vita francescana.
Con Lui ringrazio tutti e ciascuno di voi per la fiducia che avete riposto in me eleggendomi vostro Ministro e Servo. Grazie anche per le manifestazioni di affetto che ho ricevute prima, durante e dopo la mia elezione. Grazie di cuore. Ho avuto bisogno e continuo ad aver bisogno della vostra vicinanza; l’ho sentita e continuoa sentirla, e con semplicità e fraternamento ne sono riconoscente.
Da parte mia, in questi momenti, desidero solo riaffermare la mia ferma volontà di servire tutti, di essere vicino a tutti, di amare e, per quanto possibile, nutrire, come una madre ama e nutre il suo figlio, tutti i frati della Fraternità. E’ anche mio fermo proposito lavorare in comunione e in stretta collaborazione con i frati che il Capitolo designerà per formare il Governo generale. Infine, è mia ferma convinzione continuare ad animare l’Ordine in continuità – così è stato chiesto nella prima metà del Capitolo – con quanto si è fatto negli ultimi sei anni, in modo tale che possiamo vivere in “fedeltà creativa” la nostra vita evangelica, secondo la “forma vitae” che ci ha lasciato San Francesco e che noi abbiamo assunto con la professione.
Sono cosciente dei miei limiti. Per questo, fin da ora, con molta umiltà, “baciandovi i piedi”, ma anche con molta fiducia, vi chiedo di aiutarmi con la vostra comprensione e con la vostra fraterna collaborazione. Fratelli: contate su di me come io conto su di voi.
Continuiamo, cari fratelli, con questo spirito di fraternità, aperti allo Spirito per lasciarci condurre da lui, di modo che, fedeli a Cristo e fedeli alla nostra vocazione/missione francescana, siamo ugualmente fedeli all’uomo di oggi che tanto attende da noi, particolarmente a quanti sono più poveri e nella necessità.
Pace e Bene, fratelli.
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