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Indirizzo di saluto del Minisrto generale al Santo Padre
Roma, 16 giugno 2003
Beatissimo Padre,
con la stessa venerazione e lo stesso filiale affetto di Francesco d’Assisi ci presentiamo oggi davanti a Sua Santità. Da circa tre settimane abbiamo iniziato il nostro Capitolo generale di Pentecoste, all’ombra di S. Maria degli Angeli alla Potziuncola. Proveniamo da tutti i continenti, in rappresentanza di circa 16.000 Frati attivi in 110 Paesi del mondo per annunciare la Buona Novella del Signore Gesù.
Pur in situazioni così diverse i Frati si sforzano di vivere secondo la Regola scritta da Francesco e approvata dalla Chiesa, “rendendo testimonianza alla Parola di Dio e facendo conoscere a tutti che non c’è nessuno Onnipotente eccetto Lui” (LOrd 9), “lieti di vivere tra persone di poco conto, tra i poveri e i deboli, tra gli infermi e i lebbrosi” (Rnb IX,2). Con fiducia e speranza abbiamo chiesto di poterLa incontrare certi che da questo incontro usciremo spinti da nuovo entusiasmo per la nostra vocazione e saldi nell’amore alla Chiesa, nostra Madre, alla quale Francesco voleva che i suoi Frati fossero sempre “sudditi e soggetti”.
La ringraziamo di cuore per il dono di questo tempo prezioso, nonostante i numerosi impegni del Suo instancabile apostolato; la ringraziamo anche per le parole di paterno ammonimento ed esortazione che ha voluto indirizzarci nel messaggio inviato al Capitolo: abbiamo potuto nuovamente sperimentare la benevolenza nei confronti del nostro Ordine da parte di Sua Santità.
Lo scopo che ci ha spinto a chiedere di incontrare il Successore di Pietro è il desiderio di poter esprimere l’immensa stima e l’infinita riconoscenza che tutti noi portiamo nel cuore per Sua Santità. La Sua eroica testimonianza di annuncio del Vangelo e il Suo infaticabile impegno per la crescita di una nuova e più solidale umanità non ci trovano indifferenti, anzi: risuonano in noi come un invito a vivere con maggiore coerenza e radicalità quanto il Padre e Fratello nostro Francesco ci ha lasciato come sua eredità più preziosa.
Santità, vogliamo rinnovare il nostro grazie per il Suo meraviglioso esempio di amore appassionato per Dio e per l’uomo; per l’incessante appello alla pace e alla riconciliazione, che sono il sigillo della presenza di Dio già ora, nei nostri cuori e nel mondo in cui viviamo; per la limpida forza da Lei mostrata nel condannare le azioni e gli atteggiamenti che rischiano di oscurare il disegno di Dio sull’umanità, un disegno di condivisione pacifica delle ricchezza da Lui affidate all’umanità. Grazie, infine, per aver legato ad Assisi tanti gesti e incontri di dialogo e di perdono, sull’esempio di San Francesco che con tutta la sua vita ha annunciato quella pace che nasce dal perdono.
Questo incontro è per noi un dono grande e un provocante impegno: siamo oggi invitati a ribadire la nostra ferma volontà di essere al servizio della Chiesa e di contribuire alla Sua missione di annuncio.
Come Francesco all’inizio del suo cammino vocazionale, anche noi oggi chiediamo a Sua Santità di accogliere il nostro sincero proposito di servizio alla Chiesa: abbiamo bisogno che la Madre Chiesa continui ad avere cura di noi per poter continuare a testimoniare la fecondità del carisma affidato da Dio a San Francesco. Solo così la nostra missione ritroverà la sua freschezza originaria e saprà cogliere nelle tante sofferenze dell’uomo d’oggi la stessa voce del Crocifisso che cambiò la vita di Francesco.
Santità, ci benedica! E il Signore continui a sostenerLa nella Sua straordinaria missione. Per questo, tutti noi Le assicuriamo il nostro filiale e fraterno ricordo nella preghiera.
Fra José Rodriguez Carballo
Ministro generale OFM
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