4.02.2008 @ 16:18
CPSC - Testimonianza di un frate
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Testimonianza di un frate
(04.02.2008)
A metà settimana una sorella venne a dirmi: “Lo sai, questo non è un incontro di Presidenti, ma di sorelle!â€. Ed è molto di più, almeno per il frate che scrive. Avevo incontrato le sorelle clarisse solo celebrando la Messa per loro e parlando loro della mia vita nelle missioni.
Questa è la prima volta che le ascolto! Avevo letto gli scritti di Santa Chiara prima di venire a questo incontro e incontrare Chiara qui ad Assisi. Ho trovato clarisse molto diverse e, mettendole una accanto all’altra come le tessere di un mosaico, ho visto il quadro più completo di Chiara, così umana e santamente donna. Le ho ascoltate parlare con chiarezza, con concretezza, realisticamente, della loro vita e delle loro difficoltà come pure dei loro sforzi per risolvere i problemi con apertura e amore.
Mi sento parte dell’incontro dal momento che sono arrivato al monastero di Roma per prendere il pullman per Assisi. La sensazione di essere uno di loro si è accresciuta ogni giorno. La forte emozione provata all’accoglienza al Protomonastero, la vicinanza ai resti di Santa Chiara e la Messa ai piedi del Crocifisso di San Damiano, davanti al quale sia Francesco che Chiara hanno trascorso del tempo con il Signore, mi ha reso uno con le sorelle clarisse riunite dai cinque continenti.
L’esperienza di essere insieme alla tomba del nostro padre comune San Francesco, seguita dal ritorno a casa delle sorelle e dei fratelli a San Damiano mi ha lasciato senza parole e pieno di emozione. Questi sentimenti per tutte le clarisse e per ciascuna di loro non si sono affievoliti, ma piuttosto approfonditi con la visita alla Verna. Che cosa potrebbe fare una visita alla Porziuncola, il luogo dove l’intera avventura cominciò, e vicino a quello dove giunse al termine la vita terrena di Francesco, se non accrescere il senso di appartenenza a questa famiglia francescana-clariana.
Ogni giorno sono stato edificato dal lavoro delle sorelle della segreteria, dal senso di gioia e divertimento di tutte le sorelle e dalla loro amicizia e disponibilità a parlare ed esprimere il loro amore. Sebbene camminiamo per via separate, penso che questo incontro di amore, rispetto e speranza rimarrà in me per sempre. Non c’è altro modo per concludere questa breve testimonianza e ringraziare tutte le clarisse qui riunite che associarmi pienamente alle parole di una sorella che, con volto radioso e le mani tremanti, mi disse guardandomi negli occhi: “O, come sono felice nella mia vocazione!â€.
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