Dalla fraternità alla costruzione della giustizia.
Assisi, 27 maggio 2009
Il gran caldo che avvolge S. Maria degli Angeli sta rendendo questi primi giorni un po’ faticosi. Ma grazie a Dio il desiderio di ascoltare la voce dello Spirito aiuta tutti ad andare oltre queste difficoltà “ambientali”.
Come ogni giorno, al mattino i frati si ritrovano nelle cappelle allestite presso le strutture ospitanti per la celebrazione eucaristica. A turno celebrano la S. Messa in Porziuncola, affidando alla Vergine degli Angeli e al padre san Francesco il cammino di questi giorni e quello delle comunità da cui provengono.
Nella sessione mattutina, anch’essa apertasi con un momento di preghiera, Fr. José R. Carballo ha trattato tre argomenti:
Vita fraterna in comunità.
L’essere convocati dal Signore ci fa diventare una cosa sola. Per conservare questa unità occorre potenziare i valori della sincerità, della fiducia e dell’accoglienza reciproca, della gioia, della semplicità e del perdono. Si aggiunge la necessità di un rafforzamento della comunicazione interna (in tutte le sue forme) e della collaborazione tra le diverse Entità. Il Ministro ha poi illustrato la nuova distribuzione geografica dell’Ordine, evidenziando le nuove presenze di questi ultimi anni.
Minorità, povertà e solidarietà.
Partendo dalla contemplazione di Cristo che si fa povero per arricchirci, i frati imparano a “togliersi i sandali” e mettersi al servizio del povero, dell’oppresso e dell’emarginato. Ha ricordato i servizi resi in ogni parte del mondo: la cura dei lebbrosi, dei malati di AIDS e dei tossicodipendenti, il servizio agli immigrati, ecc…
Giustizia, pace e integrità del creato.
Il Ministro ha ricordato che “in una società in cui sono evidenti scandalose ingiustizie, noi Frati siamo chiamati a proclamare con la vita e la parola i diritti dei meno fortunati. In un mondo segnato dalla violenza, l’annuncio della pace e della riconciliazione continua ad essere uno dei compiti imprescindibili che abbiamo come Frati Minori”.
Anche oggi ci sono stati i lavori nei gruppi linguistici e la condivisione in assemblea plenaria.
E fu sera e fu mattina… secondo giorno!