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28.10.2006 @ 21:42

San Giovanni da Capistrano: 550 della sua morte

GIORNATA COMMEMORATIVA DI SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO Nel 550 della sua morte
(Capestrano, 28 ottobre 2006)

PRESENTAZIONE di Fr. Jose Rodriguez Carballo, ofm (Ministro generale)

Carissimi, il Signore vi dia pace.

Cinque cento cinquanta anni fa, nella città di Ilok in Croazia, moriva Giovanni da Capestrano. E noi oggi, proprio nella sua cittá natale, vogliamo fare memoria di questa grande figura, ricordandolo come uomo di Chiesa, come riformatore dell’Ordine serafico, come apostolo e missionario del Vangelo, e come uomo di cultura.

Perché uomo di Chiesa, il Capestrano godette della fiducia dei papi e dei pastori d’allora. Martino V lo nominò inquisitore dei Fraticelli, ribelli ed anarchici contro l’ordine morale e sociale, specie nell’Italia centrale. Il patriarca di Venezia, Lorenzo Giustiniani, lo nominò inquisitore della sua diocesi. Sempre come uomo di Chiesa, Giovanni da Capestrano, nel Concilio ecumenico di Firenze si schierò a favore del primato del Vescovo di Roma, negato dal conciliabolo di Basilea, lavorò instancabilmente in favore dell’unione dei Greci con la Chiesa latina e persuase il duca Filippo Maria Visconti a non riconoscere l’antipapa Felice V (Amedeo di Savoia). Sempre in questo aspetto di uomo di Chiesa dobbiamo giudicare la sua predicazione della crociata contro i turchi e anche la vicenda della battaglia di Belgrado, dal 14 al 22 luglio 1456, che si concluse con la vittoria dei crociati.

Come riformatore dell’Ordine francescano, il Capestrano, insieme a san Bernardino da Siena e a san Giacomo della Marca, lavorò coraggiosamente in favore del movimento dell’Osservanza, meritando la nomina di Vicario generale degli Osservanti cismontani. Dalla Verna, da dove dide avvio all’incarico, scrisse la prima circolare, vera norma di vita per i suoi Frati. Il suo lavoro in favore dell’Osservanza non si svolse soltanto in Europa, ma anche in Terra Santa, dove elesse un nuovo Custode e un nuovo Sindaco apostolico. In questo contesto si deve ricordare anche la sua difesa svolta con grande sucesso a Roma in favore del suo grande amico San Bernardino da Siena, accusato di idolatria perché faceva adorare il Nome di Gesù (JHS) impresso sulle famose tavolette.

In quanto apostolo e missionario del Vangelo, Giovanni da Capestrano percorse non solo tutta la peninsola italiana: L’Aquila, Lanciano, Bologna, Venezia, Verona, Trento, Firenze, Sicilia, Milano, Padova, Ferrara…, ma la Carinzia, l’Austria, l’Ungheria, la Transilvania, la Polonia, la Turingia, la Moravia, la Boemia…, furono pulpiti dai quali il Capestrano predicò il Vangelo e la dottrina della Chiesa. A noi sono pervenute le prediche tenute a Vienna, Ratisbona, Amberga, Norimberga, Bamberga, Breslavia, Erford, Hall, Lipsia, Bratislavia e Bohemia. La sua eloquenza sembró superare quella dei grandi predicatori dell’epoca: Bernardino da Siena, Alberto da Sarteana, Giacomo della Marcha, Roberto Caracciolo da Lecce. La folla degli uditori era tanta che spesso, non bastando le chiese ad accoglierla, lo costringeva a parlare nelle piazze e nei campi, ma anche allora gli auditori volendolo ascoltare e vedere, salivano sui tetti e sugli alberi. Un aspetto importante della sua predicazione è stato la promozione della pace e la riconciliazione tra i popoli e le genti. Grazie alle sue prediche si sono pacificate Lanciano con Ortona, in guerra tra loro a causa del conteso porto di S. Vito a Mare; Sulmona, con i suoi fuorusciti e esiliati politici; e Trento dove pacificò il principe-vescovo con la città. Grazie alla sua mediazione presso Alfonso d’Aragonia a Napoli è stata risparmiata L’Aquila di una seconda distruzione.

Finalmente Giovanni da Capestrano è stato un uomo di cultura. La sua grande produzione letteraria lo dimostra: nove trattati di dogmatica, quattordici di morale, sei di diritto canonico, dieci di carattere francescano, compresa la vita di San Bernardino, molte lettere ed innumerevoli sermoni.

Visto in questa prospettiva non esito a dire che Giovanni da Capestrano è molto attuale, particolarmente per noi Frati Minori, chiamati a vivere il Vangelo nella Chiesa e con la Chiesa, in una fraternità in missione e in dialogo con il mondo, rafforzandoci nella convinzione della necessità di una “rifondazione” autentica dell’Ordine, e del bisogno di una formazione intellettuale sistematica e profonda che, partendo del nostro patrimonio culturale, dia risposte adeguate alle grandi sfide della cultura di oggi, come ci ha chiesto l’ultimo Capitolo Generale Straordinario.

Sono convito che questa “Giornata commemorativa” di San Giovanni da Capestramo, particolarmente grazie agli interventi dei professori Reno Guidi e Marco Bartoli, che ringrazio fin d’adesso per la loro presenza, ci aiuterá a conoscere di più questa grande figura, a capirla meglio, per amarla e renderlo attuale nel suo messaggio di autentico testimone del Vangelo e del carisma francescano.

Ben venuti, particolarmente a quanti arrivano da lontano, e buona giornata.


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