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GO! Franciscan Youth Meeting 2026

Le testimonianze di vita e di fede dei giovani partecipanti

05 Agosto 2026

È iniziato il 3 agosto e terminerà il 6 agosto ad Assisi il GO! Franciscan Youth Meeting: il raduno internazionale rivolto a giovani provenienti da varie parti del mondo che, in occasione del Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, offre ai partecipanti momenti di ascolto, dialogo, formazione e fraternità.

Il GO! Franciscan Youth Meeting terminerà giovedì 6 agosto con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e con il mandato missionario, i giovani partecipanti saranno invitati dal Pontefice a riportare nelle loro terre d’origine la freschezza originale del Vangelo.

Sono tante le domande che i giovani portano nel cuore e a cui sperano di trovare risposta in questi giorni al Go! Franciscan Meeting: tra di loro c’è Chiara, 20 anni, originaria di Bergamo. Ha deciso di partecipare con il desiderio di mettersi in ascolto e non si è spaventata quando ha saputo che avrebbe dormito in una palestra insieme a tanti altri giovani perché “ogni scomodità, ogni fatica è più facile da sopportare se condivisa”.

Durante la giornata del 4 agosto Chiara ha partecipato al workshop “La vita di San Francesco” presso la Basilica Superiore di San Francesco, dove un frate l’ha guidata a ripercorrere la vita del Santo attraverso gli affreschi di Giotto. In quel momento ha ricevuto dal frate una domanda a cui sta ancora trovando risposta: “Mi ha chiesto di pensare ad un momento della mia vita che potrebbe essere ritratto nella Basilica di San Francesco” – racconta Chiara – “è una domanda a cui non ho ancora dato risposta ma sto continuando a pensarci da quando me l’ha posta. Non ho ancora individuato un momento della mia vita così significativo da immaginarlo rappresentato lì. Forse quel momento deve ancora arrivare.”

Chiara custodisce nel cuore un’intenzione particolare da consegnare al Signore durante questi giorni di condivisione e preghiera: “Vorrei riuscire a trasmettere la mia fede ad altri giovani. Grazie alla fede, io sono cambiata in meglio. Forse è il Signore ad aver seminato questo desiderio nel mio cuore e voglio trasformarlo in un invito da portare a casa con me: essere, nel mio piccolo, una testimonianza di fede per gli altri.”

Marta ha 21 anni ed è di Firenze. Ha partecipato alla 44° Marcia Francescana e ha deciso di continuare la sua esperienza con il Go! Franciscan Meeting; questi giorni ad Assisi sono stati preziosi per lasciarsi mettere in discussione dal Signore: “Vorrei riuscire a vivere meno nella mia testa e a lasciarmi guidare da Dio per riuscire ad intraprendere la strada più giusta per me. Voglio imparare ad affidarmi.”

Niccolò ha 19 anni ed è originario di Tollo, un comune della provincia di Chieti in Abruzzo: ha deciso di partecipare al Go! Franciscan Meeting perché desidera mettersi in cammino per trovare le risposte alle sue tante domande. Prima fra tutte, come riuscire a trovare il significato più profondo rispetto agli avvenimenti della sua vita. Una domanda, vorrebbe porla proprio al Santo Padre, se ne avesse la possibilità: “ Vorrei chiedergli di raccontarmi la prima volta che è riuscito a percepire la presenza del Signore nella sua vita e in ciò che lo circondava”.

Anche Daniele, 28 anni di Padova, ha una domanda che vorrebbe rivolgere a Papa Leone XIV: “Come intende essere un "traghettatore di fede" per le nuove generazioni, e quali scelte quotidiane possono aiutare un giovane a diventare un esempio credibile per i propri coetanei?”

Partecipando al workshop “Francesco, la pace e le periferie”, Daniele si è chiesto perché il mondo continui ad essere segnato da guerre e tensioni internazionali, nonostante le memorie dolorose del passato. Una riflessione a cui ha dato lui stesso una risposta: “Se siamo qui oggi, è perché crediamo che la pace sia ancora possibile. Tocca a noi diffonderla nei luoghi in cui viviamo.”

Da 800 anni, San Francesco continua a parlare alle nuove generazioni: al GO! Franciscan Youth Meeting i giovani sono partiti proprio dalle domande che aprono il cuore, scoprendo che Dio parla nella loro quotidianità, invitandoli a gettare le reti, proprio come fece Simon Pietro duemila anni fa. Quel gesto di fiducia incondizionata, cambiò per sempre non solo la  sua vita, ma anche la storia della Chiesa e dell’umanità intera.

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