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37° Festival dei giovani a Medjugorje

1-6 agosto 2026

03 Agosto 2026

Decine di migliaia di giovani provenienti da 73 paesi di tutto il mondo hanno partecipato al Festival internazionale di preghiera dei giovani, che si svolge a Medjugorje dal 1° al 6 agosto con il motto: “Ad fontem! Alla Fonte!”.

Argentina, Austria, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Colombia, Congo, Costa Rica, Costa d’Avorio, Croazia, Cuba, Repubblica Ceca, Ecuador, El Salvador, Inghilterra, Etiopia, Finlandia, Francia, Gabon, Germania, Ghana, Guadalupa, Guatemala, Terra Santa, Hong Kong, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Kazakistan, Kenya, Isola della Riunione, Lettonia, Libano, Lituania, Lussemburgo, Macao, Martinica, Mauritius, Messico, Moldavia, Paesi Bassi, Nicaragua, Nigeria, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Santa Lucia, Scozia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Corea del Sud, Spagna, Sri Lanka, Svezia, Svizzera, Uganda, Ucraina, Stati Uniti, Vaticano, Venezuela, Galles: questi sono i paesi da cui i giovani sono venuti “alla fonte” per celebrare la Santa Messa, ascoltare catechesi e partecipare a incontri, testimonianze, pregare sulla Collina delle apparizioni e sul Monte della Croce, confessarsi.

Tutti loro sono stati accolti dal parroco di Medjugorje, Fr. Zvonimir Pavičić; è stato successivamente trasmesso il messaggio del Santo Padre Leone XIV da parte del Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, l’Arcivescovo Aldo Cavalli.

“Sua Santità incoraggia i giovani a cercare con sincerità la verità che rende liberi, senza lasciarsi sedurre dalle illusioni di una felicità passeggera. Alla sequela di Gesù, infatti, ciascuno può accogliere anche le domande più difficili e le inquietudini del cuore come occasione di discernimento e di crescita nella fede. Il Santo Padre, inoltre, esorta i giovani a lasciarsi condurre dallo Spirito Santo e ad affidarsi all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, affinché divengano luminosi testimoni del Vangelo, promotori di fraternità e costruttori di pace nella società”, si legge nel messaggio di Papa Leone XIV.

“Un pensiero di speciale affetto va a voi, cari giovani, giunti da ogni parte del mondo per incontrare Cristo sotto lo sguardo materno della Beata Vergine Maria, Regina della Pace. La vostra presenza è un segno luminoso di speranza per la Chiesa: voi ne rappresentate il volto giovane, la sua vitalità e il suo futuro. Con il vostro entusiasmo, la vostra fede e il vostro generoso desiderio di seguire il Signore, testimoniate che il Vangelo continua a parlare al cuore delle nuove generazioni e che la Chiesa si rinnova costantemente per opera dello Spirito Santo”, ha affermato il Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, l’Arcivescovo Francis Assisi Chullikatt, all’inizio della Messa, concelebrata dal parroco di Medjugorje, Fr. Zvonimir Pavičić, dall’Arcivescovo Aldo Cavalli, dal Nunzio Apostolico in Croazia, l’Arcivescovo Leopoldo Girelli, e da altri 518 tra vescovi e sacerdoti.

Nella sua omelia, l’Arcivescovo Chullikatt ha detto che “la liturgia odierna ci pone di fronte tre grandi testimoni di fede: il profeta Geremia, San Giovanni Battista e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Appartengono a epoche diverse, ma sono accomunati dalla stessa certezza: mettere Dio al primo posto rende l’uomo veramente libero e profondamente felice”.

Ha poi detto ai giovani che “la parola di Dio ci pone dunque una domanda decisiva: Che cosa rende davvero libera la nostra vita? Il successo? Il consenso? Il benessere? L'immagine che gli altri hanno di noi? Oppure la fedeltà al Vangelo?”

“È una domanda particolarmente significativa per voi, cari giovani, riuniti in questo Festival. Nel messaggio che Papa Leone XIV ha voluto indirizzarvi per questa occasione, richiama il motto che accompagna il Festival di quest’anno: Ad fontem - Ritorno alla fonte. E questa fonte è Cristo. Il Santo Padre vi invita pertanto a riscoprire, attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e dei sacramenti, la gioia di un incontro personale con Gesù, l’unico capace di dissetare il cuore umano e di donare sempre la forza di ricominciare”, ha affermato l’Arcivescovo Chullikatt, il quale, commentando la cultura in cui viviamo, che offre molte apparenti fonti di felicità come il successo immediato, la visibilità mediatica, i beni materiali e i piaceri effimeri, ha detto che queste sono “promesse seducenti, ma spesso lasciano il cuore ancora più assetato”.

“Per questo il Papa vi esorta a non accontentarvi di una felicità passeggera, ma a cercare con sincerità quella verità che sola rende liberi”, ha detto il Nunzio, esortando i giovani a lasciare tutto alle spalle e a seguire Cristo, sull’esempio di Sant’Alfonso. 

“Sono fiducioso che molti di voi, come è accaduto a tanti prima di voi, possano ascoltare durante questo pellegrinaggio a Medjugorje la voce del Signore che chiama al sacerdozio, alla vita consacrata o a una testimonianza cristiana generosa nel mondo”, ha concluso l’Arcivescovo Chullikatt.

“Forse nessuno di noi sarà chiamato al martirio di Giovanni Battista o alle persecuzioni di Geremia. Ma ogni giorno ci è chiesto un piccolo martirio di coerenza: dire la verità con carità, custodire una coscienza retta, essere onesti quando sarebbe più facile scendere a compromessi, perdonare quando sarebbe più semplice conservare il risentimento, scegliere Cristo anche quando il Vangelo appare controcorrente.

Tale fedeltà diventa ancora più necessaria quando la fede viene derisa, quando i simboli religiosi vengono profanati e quando i luoghi di culto sono oggetto di atti di violenza e sacrilegio.

Tali azioni non solo offendono i sentimenti dei credenti, ma feriscono anche valori umani universali quali la libertà religiosa, il rispetto per il sacro e la dignità della persona umana. Lo abbiamo sperimentato dolorosamente attraverso recenti atti di distruzione e profanazione compiuti qui, a Medjugorje”, ha detto l’Arcivescovo Chullikatt, che per alcuni istanti è rimasto in silenzio con decine di migliaia di giovani sull’altare maggiore della Chiesa di San Giacomo, per poi proseguire: “È proprio in tali circostanze che il cristiano è chiamato a non rispondere con l’odio o la vendetta, bensì con la forza mite del Vangelo, testimoniando la verità nella carità, il perdono nella giustizia e la speranza nella pace”.

Dopo la Messa è seguita l’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare.

Testo: Velimir Begic/ Radio Mir Medjugorje
Foto: Centro Informativo Mir Medjugorje

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