Dal 19 al 25 novembre 2025 si è tenuto a Gerusalemme il Quinto Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa, sul tema “Ambasciatori di Pace: ascoltare, sostenere e annunciare la Terra Santa”. Hanno partecipato 75 commissari provenienti da 38 paesi di tutti i continenti, segno vivo dell’universalità della missione francescana.
La celebrazione eucaristica al Cenacolo, presieduta dal Custode Fr. Francesco Ielpo, OFM, ha aperto ufficialmente il Congresso. Nei giorni successivi, i Commissari hanno ascoltato testimonianze dirette delle comunità cristiane che vivono in Terra Santa, segnate da anni di conflitto e crisi economica, ma portatrici di una speranza incrollabile. Tra le voci più intense vi è stato il collegamento con padre Gabriel Romanelli, parroco della Parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, che ha raccontato come la comunità continui a dare testimonianza di fede in mezzo a bombardamenti e distruzione, trasformandosi in rifugio per famiglie sfollate, malati e bambini di tutte le religioni.
Il Congresso ha dedicato spazio alla conoscenza delle opere della Custodia che sostengono le comunità locali. Fr. Paulo Paulista, OFM, direttore dell’Helen Keller Center di Beit Hanina, ha condiviso le diverse sfide per proteggere 620 bambini ciechi, ipovedenti e sordi durante le sirene di guerra, mentre Fr. Jad Sara, OFM, ha illustrato la complessa gestione delle 404 case che la Custodia offre alle famiglie cristiane nella Città Vecchia di Gerusalemme, un servizio essenziale per aiutare le comunità a rimanere nella propria terra.
I Commissari hanno riflettuto sull’importanza di custodire non solo le pietre dei santuari, ma soprattutto le pietre vive. Fr. Stéphane Milovitch, OFM, responsabile del Terra Sancta Museum, ha spiegato come il museo racconti gli ottocento anni di presenza francescana e si trasformi in spazio di dialogo con ebrei e musulmani. Fr. Siniša Srebrenović, OFM, Custode del convento dell’Agonia al Getsemani, ha ricordato che custodire un luogo santo significa innanzitutto pregare in esso, anche quando mancano i pellegrini.
Una giornata è stata dedicata a Betlemme, dove i Commissari hanno visitato il Terra Santa College, la Casa del Bambino Gesù e il centro di Azione Cattolica, incontrando una comunità che resiste con coraggio nonostante le difficoltà. Il Congresso ha affrontato anche temi operativi, come la promozione della Colletta del Venerdì Santo, strumento fondamentale per sostenere le opere della Custodia, e il futuro dei pellegrinaggi, ripensati come esperienze trasformanti di incontro con Cristo e con le comunità locali.
Il Custode ha presieduto la celebrazione eucaristica al Santo Sepolcro nell’ultimo giorno del congresso, invitando i Commissari a lasciarsi raggiungere dallo sguardo del Risorto per diventare testimoni di speranza. Nel suo messaggio finale, Fr. Ielpo ha ricordato che la missione del Commissario non è un incarico amministrativo ma un’autentica vocazione, essere ambasciatori di Terra Santa, interpreti del senso spirituale dei Luoghi Santi, ponti tra la Custodia e le comunità di origine, e sostegno delle pietre vive che testimoniano il Vangelo in condizioni fragili.
Il congresso si è concluso con i vespri a San Salvatore e la consegna dell’insegna con la croce di Gerusalemme a ciascun commissario, simbolo della loro missione di annunciare la pace e custodire la speranza che nasce dal luogo dove Cristo visse, morì e risuscitò.
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