La prima Assemblea della Rete Francescana per la Pace e l’Ecologia Integrale in Asia si è tenuta a Manila, nelle Filippine, dal 13 al 18 ottobre 2025. Ospitato dalla Provincia di San Pedro Bautista, l’evento ha riunito delegati di Entità francescane e collaboratori di tutta l’Asia. L’obiettivo principale era rafforzare la collaborazione tra i membri attraverso la riflessione, la condivisione e il discernimento, nonché la pianificazione di azioni concrete.
La prima parte, incentrata sulla riflessione, è iniziata con visite immersive, organizzate da Franciscan Young Advocate, a famiglie di vittime di omicidi extragiudiziali, comunità urbane segnate da profonda povertà e una zona di bonifica costiera dove i pescatori hanno perso i loro mezzi di sussistenza. Questi incontri hanno offerto ai partecipanti esperienze reali di ingiustizia. Successivamente, Fr. Lino Gregorio Redoblado, OFM, ha condiviso una profonda riflessione attraverso la storia della tribù Butbut, collegando il Cantico delle Creature all’identità francescana, alla giustizia sociale e alla chiamata alla pace. Questa riflessione è stata approfondita dalla testimonianza di Fr. Angel Cortez, OFM, che ha parlato di vivere i valori di GPIC non come una possibilità o un dovere, ma come una vera vocazione, passione e missione francescana. A conclusione della sessione, Fr. Derrick Yap, OFM ha incoraggiato i partecipanti a portare avanti le idee fondamentali del documento di Papa Leone XIV Dilexi Te (2025) e le riflessioni chiave del Capitolo delle Stuoie 2025 in nuove iniziative di GPIC che rispondano alle urgenti sfide del mondo odierno.
La seconda parte, condivisione e discernimento, è stata suddivisa in due sezioni: promozione della pace e azione ecologica integrale.
Con il tema della promozione della pace, il progetto di pace francescano a Nagasaki, in Giappone, rimane un potente modello di guarigione e riconciliazione. Fr. Albert Marfil, OFM, ha raccontato come i cristiani giapponesi abbiano risposto al trauma della bomba atomica e della persecuzione religiosa con il messaggio “Nagasaki e Hiroshima devono essere le ultime”. Fr. Chris Pine, OFM, ha approfondito la riflessione parlando di pace interiore e del potere del cuore, attingendo ai percorsi di fede di Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe. Per una coesistenza pacifica attraverso il dialogo interculturale, Fr. Francis Lee, OFM, ha riflettuto sulla frase “Il Signore mi ha dato dei fratelli”, sottolineando l’importanza di accogliere la differenza come un dono. Fr. John Wong, OFM ha sottolineato la necessità costante di rispetto reciproco e di incontro in Asia, soprattutto attraverso il dialogo interreligioso. Fr. Blair ha poi introdotto l’impegno globale di Franciscans International nella difesa dei diritti umani e della giustizia ambientale, mentre Fr. Alexandro ha approfondito la discussione con un esempio concreto: la continua difesa dei diritti umani in Papua Occidentale.
Il tema dell’ecologia integrale è stato esplorato attraverso diverse iniziative in tutta l’Asia, a partire dalla presentazione della Sig.ra Maxine sul Movimento Laudato Si’ a Singapore, Malesia e Brunei, dove le parrocchie sono ora guidate da protocolli chiari per vivere la chiamata universale di Papa Francesco. Un esempio significativo è venuto dal progetto eco-pastorale indonesiano, condiviso da Fr. Fridus, OFM, nel quale gli agricoltori stanno abbandonando i fertilizzanti chimici. Questo movimento di base, nato a Pagal, si sta ora espandendo ad altre parrocchie e presto si aprirà ai francescani in tutta l’Asia. Suor Calista FSIC ha mostrato che iniziative di costruzione della comunità stanno iniziando a svilupparsi anche a Bolotikon-Kota Kinabalu, Sabah (Malesia). Fr. John of God, OFM ha raccontato come i frati si siano impegnati per la costruzione della comunità a Pleiku (Vietnam). Un altro esempio stimolante è venuto da Hong Kong, da Fr. William Ng, OFM, dove il carisma francescano viene integrato in modo creativo nelle scuole pubbliche. A chiusura della sessione, Fr. Michael Perry, OFM ha offerto virtualmente una riflessione illuminante sulla Laudato Si’, ricordando ai partecipanti che questa chiamata non riguarda l’amministrazione, ma la parentela, il vivere come fratelli e sorelle in un’unica casa comune.
Infine, i partecipanti si sono mossi verso una pianificazione concreta per la Rete Francescana. Basandosi sulle Risoluzioni di Cebu, hanno ribadito tre aree chiave di intervento, individuando al contempo nuove direzioni d’azione. In primo luogo, nell’ambito della costruzione della pace, i partecipanti si sono impegnati a rafforzare i legami con i migranti del Myanmar, esplorando la possibilità di un progetto di pace per mediare le tensioni nella regione Sri Lanka-Bangladesh-Nepal, organizzando seminari sui diritti umani e utilizzando le piattaforme dei social media per iniziative di advocacy e formazione sulla pace. In secondo luogo, nell’ambito dell’azione ecologica, si sono impegnati a sviluppare ulteriormente progetti eco-pastorali a Kampong Tambunan (Malesia) e iniziative di piantumazione di alberi nelle aree montuose e fluviali di Myanmar, Filippine e Indonesia. Hanno inoltre deciso di avviare programmi di formazione incentrati sull’inserimento del carisma francescano nelle scuole pubbliche. In terzo luogo, riconoscendo il potere della comunicazione digitale, hanno concordato di migliorare in modo creativo il sito web e altre piattaforme mediatiche per raggiungere un pubblico più ampio e giovane.
Un risultato chiaro dell’assemblea è stato l’impegno condiviso di organizzare tutte le iniziative con un piano realistico, misurabile e con scadenze precise, per garantire risultati pratici e di impatto.