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Concluso il Sinodo dei Vescovi sulla Sinodalità

Armonizzare le differenze

28 Ottobre 2024

Con la chiusura della seconda e ultima sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, domenica 27 ottobre si è concluso il Sinodo sulla Sinodalità, che ha visto il mondo cattolico confrontarsi e dialogare dal 2021 prima a livello locale e infine, negli ultimi due anni, a livello mondiale.

Presentato dal card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, non come una convention, ma come “un’assemblea ecclesiale che prega”, fatta di persone “docili alla voce dello Spirito Santo”, il Sinodo ha mostrato tutte le differenze presenti nella Chiesa contemporanea, intese non come divisioni, ma come ricchezza, ascolto reciproco, ricerca di armonia. È quanto ci ha detto il card. Leonardo Ulrich Steiner, OFM, Arcivescovo di Manaus (Brasile), che ha anche sottolineato come in Amazzonia la sinodalità sia la strada da percorrere, come anche nell’Ordine: l’importanza dei laici, delle sorelle missionarie, delle assemblee sinodali per ascoltare tutti sono già realtà in Amazzonia.

Un cammino che tuttavia non si ferma qui. Il Documento Finale approvato, a cui non farà seguito una esortazione apostolica del Santo Padre, è solo un nuovo inizio: continuerà infatti il lavoro dei dieci “Gruppi di Studio” su temi particolari e soprattutto continuerà l’ascolto da parte di Papa Francesco dei vescovi e delle Chiese, come egli stesso ha detto nel suo discorso pronunciato sabato 26 ottobre nell’Aula Paolo VI ai partecipanti del Sinodo. “La parola chiave è questa: armonia. Quello che fa lo Spirito, la prima manifestazione forte, il mattino di Pentecoste, è armonizzare tutte quelle differenze, tutte quelle lingue… Armonia!”, ha detto Francesco, ben consapevole che in futuro ci saranno molte decisioni da prendere, come testimoni di pace, “anche imparando a dare forma reale alla convivialità delle differenze”.

Alcuni dei temi sui quali ci sono punti di vista differenti e che saranno approfonditi nei prossimi mesi riguardano il ruolo delle donne nella Chiesa (paragrafo n. 60), il dialogo con i credenti di altre religioni (n. 123), la revisione della liturgia (n. 27), la revisione dei percorsi di formazione per i candidati al ministero ordinato (n. 148), la competenza decisionale del vescovo (n. 92), il ruolo delle Conferenze episcopali (n. 129), il rafforzamento della collaborazione tra Chiesa latina e Chiese Orientali Cattoliche (n. 133), per citarne alcuni.

Concludendo il suo saluto, il Santo Padre ha detto: “Veniamo da tutte le parti del mondo, segnati dalla violenza, dalla povertà, dall’indifferenza. Insieme, con la speranza che non delude, uniti nell’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, possiamo non solo sognare la pace, ma impegnarci con tutte le nostre forze perché, magari senza parlare tanto di sinodalità, la pace si realizzi attraverso processi di ascolto, dialogo e riconciliazione. La chiesa sinodale per la missione, ora, ha bisogno che le parole condivise siano accompagnate dai fatti. E questo è il cammino”.

Hanno partecipato al Sinodo sette nostri fratelli:

Card. Leonardo Ulrich Steiner, OFM, Arcivescovo di Manaus (Brasile)
Mons. Luis Gerardo Cabrera Herrera, OFM, Arcivescovo di Guayaquil (Ecuador)
Mons. Jaime Spengler, OFM Arcivescovo di Porto Alegre (Brasile, Presidente della Conferenza dei vescovi brasiliani – CNBB – e Presidente del Consiglio Episcopale latino-americano e caraibico - CELAM)
Mons. Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, OFM, Arcivescovo di Trujillo (Perù)
Mons. Adrianus Sunarko, OFM, Vescovo di Pangkalpinang (Indonesia)
Mons. Franz Lackner, OFM, Arcivescovo di Salzburg (Austria)
Fr. Joel Da Costa Pinto Cazemiro, OFM (Prov. S. Michele Arcangelo, Indonesia – nato a Timor Est)

Scarica il Documento Finale del Sinodo: Italiano

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