Roma, 25–26 maggio 2026. Nell’ambito dell’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226–2026), si è svolto a Roma il Convegno internazionale di studi “Francesco e la storia. Tra novitas e traditio”, promosso congiuntamente dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum, dall’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
La riflessione proposta in queste giornate invita ad accostarsi a Francesco con uno sguardo storico ed ecclesiale capace di mantenere aperto il “tra” che unisce novità e tradizione: non come alternative in competizione, ma come una tensione feconda che aiuta a discernere. L’esperienza francescana, nata dalla radicalità del Vangelo, mostra che l’ispirazione originaria può lasciarsi “disciplinare” senza essere soffocata e che la forma ricevuta può lasciarsi trasformare senza essere tradita; per questo lo studio serio delle fonti, dei contesti e delle mediazioni istituzionali continua a essere un servizio concreto alla Chiesa e alla Famiglia Francescana.
Il programma del convegno percorre, da diverse prospettive, i cammini dell’evangelismo medievale e delle sue espressioni: dal passaggio dalle formule monastiche di sequela di Cristo alla comprensione francescana del “seguire le orme di Gesù Cristo”, fino al rapporto tra legislazione e agiografia nei racconti fondativi. In dialogo con questi quadri, si sono affrontate anche le tribolazioni dei movimenti evangelici tra i secoli XII e XIII, le tensioni e le risonanze con correnti eterodosse dell’epoca e il modo in cui la testimonianza di Francesco si colloca davanti alle istituzioni ecclesiastiche e alle trasformazioni culturali del suo tempo.
In questo contesto, alcune delle presentazioni a cui abbiamo assistito al congresso hanno offerto spunti particolarmente illuminanti per comprendere la continuità e la discontinuità nella memoria francescana. Letizia Pellegrini ha mostrato come l’agiografia dell’Osservanza —in particolare quella italiana— non si limiti a ripetere le leggende del XIII secolo, ma rilegga strategicamente la memoria delle origini con finalità pastorali e riformatrici, spostando l’accento verso il modello dell’“apostolo” e la centralità della predicazione; in questa linea, il rapporto tra Francesco e Bernardino permette di cogliere il passaggio dalla novitas carismatica a una formalizzazione ecclesiale e pastorale che, senza negare il fondatore, lo fa operare come principio di identità e di missione. In un’altra prospettiva, Nicolangelo D’Acunto ha proposto di verificare, con attenzione al contesto assisano, come la riverenza verso la gerarchia ecclesiastica espressa negli scritti di Francesco si sia concretizzata nelle sue interazioni con la Sede Apostolica (papi e cardinali), con i vescovi —in modo particolare quello di Assisi— e con i sacerdoti, interrogandosi anche su una possibile evoluzione cronologica di tali relazioni in parallelo ai cambiamenti nel legame di Francesco con l’Ordine dei Frati Minori. Inoltre, Pierantonio Piatti ha ampliato lo sguardo sul modo in cui le narrazioni medievali sulla morte dei santi fondatori —dalle origini monastiche fino alle Osservanze del XV secolo— diventano un osservatorio privilegiato per comprendere “discontinuità nella continuità”, mostrando come la memoria della “morte santa” maturi e si trasformi nel tempo nella coscienza delle famiglie religiose.
Nel saluto del Ministro generale, Fr. Massimo Fusarelli, OFM —letto da Fr. Ignacio Ceja, OFM, Vicario generale— è stata espressa gratitudine alle istituzioni promotrici per sostenere un lavoro paziente e rigoroso sulle fonti ed è stata proposta la chiave di lettura del “tra” come una polarità che non oppone novità e tradizione, ma custodisce una relazione viva: nella vita di Francesco, la novità evangelica non è rottura che cancella ciò che è ricevuto, né la tradizione è un rifugio per stanchezza, ma un cammino di fedeltà creativa che ha bisogno di studio, discernimento e ascolto della realtà.
Le sessioni si sono svolte il 25 maggio nell’Auditorium della Pontificia Università Antonianum (Viale Manzoni 1) e si sono concluse la mattina del 26 maggio presso l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo (Piazza dell’Orologio 4).
Chi desidera rileggere i riassunti di tutte le presentazioni può trovarli qui:
https://www.antonianum.eu/news/francesco-e-la-storia-tra-novitas-e-traditio-convegno-internazionale-per-lviii-centenario-della-morte-di-san-francesco-dassisi/
Guarda tutte le foto su Flickr