Mercoledì 8 luglio i frati partecipanti al VI Capitolo delle Stuoie Under Ten OFM hanno vissuto ad Assisi una giornata dedicata alla preghiera e alla cura integrale della persona, proseguendo il contatto con i luoghi francescani. La giornata è iniziata con le Lodi ed è continuata con la lectio divina su “Lo spirito di orazione e devozione”, guidata da Suor Therèse Myriam, abbadessa delle Clarisse Colettine di Assisi. A partire dall’esperienza contemplativa di Chiara e delle sue sorelle, la riflessione ha aiutato a riconoscere che la preghiera non è un tempo separato dalla vita, ma il fuoco interiore che sostiene il lavoro, le relazioni e la fedeltà quotidiana.
Suor Therèse Myriam ha ricordato la preoccupazione di santa Chiara e di san Francesco di non estinguere “lo spirito della santa orazione e devozione”. La preghiera e il lavoro, ha sottolineato, non si oppongono, ma si illuminano e si alimentano reciprocamente. In questo cammino, la vera conversione comincia dalla conoscenza di sé, ma non finisce in se stessi: apre all’umiltà, alla povertà, al silenzio, alla memoria della passione di Cristo e alla perseveranza nell’amore. La devozione è stata presentata come una consegna di tutta la persona a Dio, accesa dallo Spirito e purificata nel contatto con le piaghe di Cristo.
La mattinata è continuata con l’intervento del Prof. Giuseppe Crea, missionario comboniano, psicologo e psicoterapeuta, sulla salute mentale ed emotiva. La sua riflessione ha invitato i frati a guardare alla diversità delle personalità non come a una minaccia, ma come a una ricchezza che ha bisogno di essere riconosciuta, armonizzata e posta al servizio della fraternità. Ogni persona porta doni e limiti; quando un tratto diventa rigido, può trasformarsi in difficoltà, ma quando viene assunto con libertà e accompagnato dalla comunità, può diventare cammino di crescita vocazionale.
Il Prof. Crea ha insistito anche sul valore delle relazioni come luogo di maturazione umana e spirituale. Nessuno si salva da solo, e la vita fraterna chiede il paziente passaggio dall’“io” al “tu”, dalle proprie cose alle cose comuni, per camminare verso le cose di Cristo. In questo orizzonte, la correzione fraterna, l’ascolto e la capacità di chiedere aiuto non sono segni di debolezza, ma espressioni concrete di una fraternità che si prende cura. Anche le emozioni sono state presentate come segnali importanti: regolano l’azione, offrono energia affettiva e aiutano a riconoscere i propri limiti.
La tavola rotonda della seconda parte della mattinata ha approfondito questi temi, a partire dalla cura di sé, dalla salute mentale e dalla tutela all’interno dell’Ordine. Moderata da Fr. Albert Schmucki, OFM, Definitore generale e Presidente della Commissione Internazionale per la Tutela dell’OFM, ha coinvolto anche Suor Therèse Myriam, il Prof. Giuseppe Crea e Fr. Eduard Iurii Semko, OFM, Direttore dell’Ufficio per la Tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dell’OFM. Le domande dei partecipanti hanno mostrato tensioni reali nella vita francescana: la distanza tra l’ideale e la realtà quotidiana, la difficoltà di integrare missione e comunità, il peso della solitudine, l’impatto dei media digitali e la necessità di spazi sicuri per condividere la propria fragilità.
La tutela è stata presentata non solo come risposta a un problema, ma come esigenza del Vangelo e dell’identità francescana. Fr. Eduard Iurii Semko ha ricordato che la cura di sé è anche una prima forma di tutela: un fratello che si lascia convertire dal Vangelo impara a costruire relazioni più libere, trasparenti e sane. Là dove le fragilità non vengono riconosciute, possono nascere compensazioni, abusi di potere o forme sottili di abuso spirituale; per questo, una fraternità capace di prevenire l’isolamento, favorire il dialogo e accompagnare chi è stanco diventa una vera scuola di cura.
Nel pomeriggio, i partecipanti hanno compiuto l’ultimo pellegrinaggio ai tre luoghi francescani: la Porziuncola, San Damiano e le Carceri. Il gruppo di lingua spagnola è salito al santuario delle Carceri, luogo di silenzio, ritiro e memoria viva del cammino interiore di san Francesco. Qui Fr. Carlos Salto, OFM, ha offerto la riflessione “L’alternanza francescana. Dalla montagna alla valle”, aiutando i frati a contemplare una dimensione essenziale della vita minoritica: salire sulla montagna per stare con il Signore e scendere nella valle per incontrare i fratelli, i poveri e le ferite del mondo.
Alle Carceri, l’esperienza del silenzio non è stata presentata come evasione, ma come ritorno alla fonte. La montagna ricorda la necessità di fermarsi, ascoltare, lasciarsi guardare da Dio e ordinare il cuore; la valle ricorda che la vera preghiera riconduce sempre alla missione, alla fraternità e al servizio. L’alternanza francescana non separa contemplazione e azione, ma le mantiene in dialogo fecondo. Senza tempi di preghiera, la missione rischia di svuotarsi; senza discesa verso la vita concreta, la contemplazione può chiudersi su se stessa.
La riflessione di Fr. Carlos Salto ha permesso di rileggere l’insieme della giornata dal santuario delle Carceri. Lo spirito di orazione e devozione, la cura della salute mentale ed emotiva, la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili e la vita fraterna trovano un punto comune in questa alternanza: imparare a rimanere davanti a Dio per poter rimanere con i fratelli. In un tempo segnato dalla fretta, dalla stanchezza e da molteplici esigenze pastorali, i frati Under Ten sono stati invitati a custodire un ritmo evangelico, capace di integrare silenzio e parola, solitudine abitata e comunione, ritiro e missione.
Inoltre, si sono svolte la celebrazione dell’Eucaristia e la visita guidata con un momento di preghiera personale. Nel santuario delle Carceri, i frati hanno potuto sperimentare che la fraternità si rafforza quando ciascuno accetta di lasciarsi curare da Dio e dagli altri. Dalla montagna di Assisi, il Capitolo è stato chiamato a tornare nella valle con un cuore più libero: disponibile ad ascoltare, a servire e a fare della propria vita un luogo in cui il Vangelo continui a riparare la casa comune della fraternità.
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