I responsabili francescani delle missioni provenienti da tutta l’Asia Orientale si sono riuniti a Nagasaki dal 23 al 27 febbraio 2026 per l’Incontro 2026 dei Segretari per le Missioni e l’Evangelizzazione della Conferenza dell’Asia Orientale (EAC), tenutosi presso il Convento di San Francesco. Radicato nella preghiera, nel dialogo fraterno e nel discernimento condiviso, l’incontro ha inteso rinnovare l’identità missionaria francescana alla luce della Ratio Evangelizationis: Ite in Mundum, dell’imminente VIII Centenario del Transito (Pasqua) di San Francesco d’Assisi, e dell’impegno comune della Conferenza nel Progetto “Missione di Pace” di Nagasaki.
L’incontro si è aperto ufficialmente con la Santa Messa e la Preghiera del Mattino nella Chiesa di Motohara, presiedute da Fr. Lino Gregorio Redoblado, OFM, Presidente della Conferenza dell’Asia Orientale. Nella sua omelia d’apertura, Fra Redoblado ha incentrato l’incontro su tre linee guida: il mandato evangelico Ite in Mundum – “Andate in tutto il mondo”; la Pasqua di San Francesco come orizzonte di speranza, dedizione e riconciliazione; e la responsabilità condivisa dei francescani di testimoniare la pace in un mondo segnato dalla sofferenza. Ha sottolineato che la missione scaturisce innanzitutto da Dio, si vive attraverso la fraternità e la minorità e conduce i francescani in luoghi feriti dove la pace deve essere pazientemente costruita.
Dopo la liturgia di apertura, Fr. Nicholas Shin, OFM, della Provincia dei Santi Martiri del Giappone, ha presentato l’orientamento e le motivazioni dell’incontro, inquadrando le discussioni nelle concrete realtà missionarie dell’Asia orientale. Sono seguite le relazioni delle Province ed Entità francescane della regione, che riflettono i diversi contesti culturali, religiosi e sociali della missione in Asia.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle Province ed Entità francescane che prestano servizio in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Taiwan, Hong Kong e Filippine, ovvero la Provincia dei Santi Martiri del Giappone; la Provincia dei Santi Martiri Coreani; la Provincia di San Francesco d’Assisi in Vietnam; la Provincia di Maria Regina della Cina che serve Taiwan e Hong Kong; e le Province filippine di San Pedro Bautista e Sant’Antonio di Padova. Attraverso le loro relazioni, i frati hanno condiviso le gioie e le sfide della missione vissuta inter gentes, caratterizzata dal dialogo, dalla minorità, dall’accompagnamento dei migranti, dall’impegno ecologico e dalla testimonianza quotidiana tra popoli di diverse fedi e culture.
Un tema importante dell’incontro è stato il Progetto “Missione di Pace” di Nagasaki, presentato da Fr. Francis Furusato, OFM, che ha sottolineato il significato duraturo di Nagasaki come terra plasmata dal martirio, dalla devastazione atomica e da una speranza resiliente. Ha evidenziato la città di Nagasaki come luogo privilegiato per la testimonianza francescana di riconciliazione, nonviolenza e pace, in un mondo sempre più frammentato da conflitti e ingiustizie.
L’incontro è proseguito con una preghiera e una riflessione intensa, tra cui un’omelia quaresimale predicata da Fr. Pedro Roberto B. Mananzala, OFM, che ha riflettuto sul “Segno di Giona” del Vangelo come chiamata alla conversione e alla missione. Traendo spunto da Ite in Mundum, ha sottolineato la metanoia – un allontanamento dalla comodità e dal privilegio verso una presenza umile e un’umanità condivisa – e ha ricordato ai frati che, per i francescani, il mondo intero è il chiostro dove si incontra Dio e si vive il Vangelo.
La relazione finale sull’Entità è stata presentata da Fr. Nicholas Shin della Provincia dei Santi Martiri del Giappone, seguita da una revisione e discussione della Ratio Evangelizationis, facilitata da Fr. Jovit M. Malinao, OFM. La discussione ha evidenziato come la chiamata francescana debba dare priorità alla presenza rispetto ai progetti, e alla testimonianza credibile rispetto alle parole, nella missione evangelizzatrice della Chiesa oggi. Aggiornamenti sulle iniziative formative a livello di Conferenza e sulla possibile collaborazione tra i Segretariati per la Formazione e per le Missioni e l’Evangelizzazione sono stati successivamente presentati da Fr. Judee Mar Maquinad, OFM.
Una tappa importante dell’incontro è stata la presentazione della bozza di dichiarazione dell’Incontro di Nagasaki del 2026 da parte di Fr. Angel Cortez, OFM, Segretario dell’EAC. Guidati da tre domande chiave sul rinnovamento dell’identità missionaria francescana, sul rafforzamento della collaborazione all’interno della Conferenza e sullo sviluppo del Progetto “Missione di Pace” di Nagasaki come impegno comune, i partecipanti si sono impegnati in una profonda riflessione e nel dialogo. La dichiarazione, intitolata “Testimoniare il Vangelo nell’Asia orientale”, è stata approvata all’unanimità dai delegati.
La dichiarazione approvata ha ribadito che la missione è al centro dell’identità francescana, sottolineando la fraternità come prima forma di evangelizzazione, la minorità come fonte di credibilità, la presenza contemplativa come forza missionaria e la responsabilità condivisa per la pace, la formazione e la missione ad gentes, con particolare attenzione al Progetto “Missione di Pace” di Nagasaki come impegno comune della Conferenza.
L’incontro si è concluso con parole di gratitudine e incoraggiamento da parte di Fr. Redoblado, che ha ringraziato la Provincia ospitante, gli organizzatori e i partecipanti per il loro spirito di comunione e la missione condivisa. Gli incontri fraterni ospitati dai fratelli giapponesi hanno ulteriormente rafforzato i legami di fraternità tra i delegati.
Tenutosi nella città di Nagasaki, ricca di storia e spiritualità, l’incontro dei Segretari per le Missioni e l’Evangelizzazione dell’EAC del 2026 ha riaffermato una convinzione francescana condivisa: la missione non è una semplice attività, ma uno stile di vita, nato dalla preghiera, vissuto in fraternità e minoranza, e inviato nelle periferie per testimoniare riconciliazione, pace e speranza nell’Asia orientale.