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L’Archivio storico della Curia generale

Un viaggio nella storia dell’Ordine attraverso i documenti del Ministro generale

04 Agosto 2025

Visitare l’Archivio storico che si trova nella Curia generale è un po’ viaggiare nello spazio e nel tempo, seguendo le tracce lasciate da tanti fratelli francescani, dalla Chiesa e dai Pontefici che si sono succeduti nel corso della Storia. Tracce volontarie, perché rispondenti a un compito da eseguire, ma anche tante informazioni inviate “involontariamente” e che sono tuttora oggetto di ricerca da parte di studiosi provenienti da tutto il mondo.
L’Archivio storico non è il luogo in cui si conserva tutta la documentazione dell’Ordine; è propriamente l’Archivio del Ministro generale dell’Ordine e dei diversi organismi a lui dipendenti, come la Segreteria generale, la Procura, il Segretariato per le Missioni e l’Evangelizzazione, il Segretario per la Formazione e gli Studi.
Presso l’Archivio della Curia generale arrivano le Relazioni dei Ministri provinciali e dei Visitatori, il carteggio indirizzato personalmente al Ministro generale, ai Segretariati e agli Uffici della Curia. Attualmente funzionano in Curia tre Archivi, separati ma allo stesso tempo collegati tra loro: quello corrente (gli ultimi 15 anni, nel Protocollo); quello del deposito (gli ultimi 20 anni, nella Segreteria generale) e l’Archivio storico (fino al 1990).

Breve Storia dell’Archivio

La storia dell’Archivio ha inizio nel XVII secolo. Nel breve Cum nuper (1612)di Papa Paolo V emergeva l’esigenza della creazione di un “Archivio Centrale della Chiesa”. Nel Capitolo generale dell’Ordine del 1621 si partì da questo spunto proponendo la creazione di un archivio generale, che andasse al di là degli archivi locali delle singole Province. Già nel 1619 il Ministro generale Fr. Benigno da Genova aveva invitato le Province francescane ad inviare al frate irlandese Luca Wadding (1588-1657) documenti e codici in loro possesso per potersene valere nel corso della preparazione di una Storia dell’Ordine Francescano. Nel 1625 Wadding  – a cui nel 2007 è stato dedicato l’Archivio storico della Curia generale – iniziò la pubblicazione degli Annales Ordinis Minorum: divenne allora necessario creare un Archivio dove conservare e catalogare tutti i documenti di interesse pubblico per l’Ordine.
Il Capitolo generale di Roma del 1651 decise allora la creazione di due Archivi generali, uno per ciascuna delle due Famiglie che all’epoca componevano l’Ordine: per la Famiglia Cismontana (Italia e quasi tutta l’Europa) nel convento dell’Aracoeli, a Roma; per la famiglia Ultramontana (Spagna ed oltremare: America, Asia) nel convento di S. Francesco il Grande, a Madrid.
Gli eventi della Storia segnarono fortemente le sorti di entrambi: l’Archivio di Madrid scomparve del tutto nella rivoluzione del 1820, mentre quello di Roma subì forti danni durante l’occupazione francese del 1798: l’11 febbraio l’esercito occupò l’Aracoeli, i frati dovettero fuggire e vi ritornarono solo il 13 luglio 1799, trovando solo le mura e niente di più. 
Dal 1884 in poi, con il trasferimento della Curia generaledall’Aracoeli a Sant’Antonio in via Merulana, si ricomincia a ricomporre l’Archivio. Nel 1947, con l’inaugurazione della nuova Curia generale in via di Santa Maria Mediatrice, anche l’Archivio viene trasferito e qui ancora risiede.

La struttura dell’Archivio

Entrando si viene accolti nella sala studio, che ogni anno riceve centinaia di studiosi – frati, religiosi, ricercatori laici, professori e dottorandi – provenienti da tutto il mondo. L’oggetto delle loro ricerche non sempre è a sfondo religioso: alcuni, ad esempio, attraverso i documenti possono ricostruire l’evoluzione della propria lingua natìa; altri sono interessati all’urbanistica o all’architettura di determinate parti del mondo; altri ancora cercano… l’alimentazione tipica dei frati in un determinato contesto storico e geografico!
Le pareti della sala sono occupate dalle librerie e alle pareti si possono trovare, tra l’altro, il ritratto di Fr. Luca Wadding e le bolle papali di Pio XII che hanno decretato, in ordine cronologico, San Francesco patrono d’Italia (1939), S. Antonio dottore della Chiesa (1946) e S. Chiara patrona della televisione e delle telecomunicazioni (1958).
Procedendo nella sala successiva si va verso l’archivio vero e proprio, che secondo le norme vigenti per una ottimale conservazione dei documenti è un ambiente climatizzato, deumidificato, con regolare impianto antincendio e con scaffalature in metallo. Qui si trova anche un precisissimo scanner per la digitalizzazione dei documenti: rendendo possibile la consultazione digitale, si tutela la qualità degli originali cartacei evitandone il deterioramento.

Catalogazione del materiale

La prima grande e importante catalogazione del materiale è stata opera di Fr. Pedro Gil Muñoz, della Provincia dell’Immacolata Concezione in Spagna e Direttore dell’Archivio storico per circa 20 anni, fino al 2013.
Attualmente, una altrettanto importante catalogazione la sta compiendo Fr. Narcyz Klimas: 25 tomi di documenti inediti, spesso manoscritti, della Terra Santa e dei Commissariati di Terra Santa dal 1848 in poi, dei quali Fr. Narcyz (che dal 1998 al 2013 è stato direttore dell’Archivio storico della Custodia di Terra Santa) ne sta curando il regesto. Lettere, relazioni, comunicazioni inviate al Ministro generale nel corso dei decenni e che nessuno prima aveva mai analizzato e catalogato.
La classificazione dei documenti avviene per Uffici (Segreteria, Procura, Missioni, Ministro generale…), suddivisione geografica e cronologica. Esistono poi dei Fondi, due dei quali particolarmente importanti: il Fondo Panisperna, proveniente dalle Clarisse di San Lorenzo in Panisperna (Roma), nel quale è contenuto il documento più antico custodito nell’Archivio, risalente al 1120, e il Fondo Hankow (Cina), ricevuto nel 1949 e contenente documenti dal 1700 al 1840.
Sono anche conservate riviste Francescane varie, delle Province e della Curia (Acta Ordinis, ad esempio) e i Fondi di particolari Ministri generali (ad esempio il Fondo Bini).

Alcuni documenti peculiari

L’Archivio non raccoglie solo documenti cartacei, ma materiali di diversa natura che nel corso dei secoli sono serviti all’Ordine per differenti utilizzi: sono custoditi infatti i sigilli dell’Ordine (dal 1600 ad oggi), fotografie, microfilm, lastre per l’incisione dei santini, pergamene dell’Ordine o riguardanti l’Ordine.
Tra i materiali più suggestivi e peculiari ricordiamo:

Lavorano presso l’Archivio e li ringraziamo per l’accoglienza e la disponibilità:

Regolamento per accedere all’Archivio

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Curia Generale Archivio
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