Quest’anno ricorre il centenario della prestigiosa rivista Antonianum, una delle più importanti pubblicazioni accademiche dell’Ordine dei Frati Minori. Il primo fascicolo vide la luce nel gennaio del 1926, frutto di un progetto nato nel maggio 1925 sotto il pontificato di Pio XI.
La rivista nacque per volontà del Ministro generale dell’Ordine, Fr. Bernardino Klumper, con lo scopo primario di offrire uno spazio di pubblicazione ai frati studiosi sparsi nel mondo. Inizialmente pensata come strumento per la fraternità minoritica globale, la rivista si è evoluta nel tempo diventando un punto di riferimento per l’intera comunità accademica.
Il primo gruppo editoriale, guidato dal professor Livarius Oliger come caporedattore, includeva illustri studiosi come Bertrand Kurtscheid per il Diritto Canonico, Zacharias Van de Woestyne per la Filosofia speculativa, e Domenico Franzè come direttore responsabile. La rivista si distinse fin da subito per il suo approccio multidisciplinare, occupandosi di questioni teologiche, filosofiche, bibliche, morali, mistiche, diritto canonico, patrologia e storia della Chiesa.
Un aspetto innovativo fu la scelta linguistica: pur mantenendo il latino come lingua principale, la rivista si aprì alle lingue moderne più diffuse come inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano. Questa apertura internazionale, insieme alla disponibilità a pubblicare contributi di studiosi esterni all’Ordine, ha permesso alla rivista Antonianum di mantenere la sua rilevanza accademica fino ai giorni nostri.
Il primo numero ricevette il plauso immediato della comunità accademica, come testimoniato dal gesuita Joseph De Guibert, fondatore della Revue d’ascetique et de mystique. Lo stesso Papa Pio XI benedisse l’iniziativa durante un’udienza privata il 20 febbraio 1926.
Oggi, la rivista Antonianum continua la sua missione di promuovere il dialogo tra la tradizione francescana e il pensiero contemporaneo, rappresentando un punto di riferimento imprescindibile per gli studi francescani e teologici a livello internazionale.