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Nominato il nuovo Rettore magnifico della Pontificia Università Antonianum

Fr. Giuseppe Buffon, OFM

11 Marzo 2026

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione ha emesso il Decreto di nomina di Fr. Giuseppe Buffon, OFM, della Provincia Serafica di San Francesco in Umbria e Sardegna, a Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum.

Il nuovo Rettore prende l’ufficio da Fr. Agustín Hernández Vidales, OFM, che svolgeva questo ufficio dal settembre 2019, in qualità facente funzione, e dal 2020 come Rettore Magnifico per due mandati.

Dopo la visita canonica dell’Università, svoltasi tra il 27 novembre e il 5 dicembre 2025, si è proceduto con l’elezione del nuovo Rettore Magnifico, attraverso due scrutini. Alla fine del processo, il Ministro generale e Gran Cancelliere dell’Università, Fr. Massimo Fusarelli, ha presentato al Dicastero per la Cultura e l’Educazione tre candidati, che infine ha portato alla nomina di Fr. Giuseppe Buffon, già Vicerettore per la ricerca.

Fr. Giuseppe è professore ordinario di Storia della chiesa moderna e contemporanea. Oltre al suo interesse scientifico per l’ecologia integrale, collabora con diversi periodici, tra cui: Revue d’Histoire Ecclésiastique, Rivista di Storia della Chiesa in Italia, Catholic Historical Review, Semata, Archivum Franciscanum Historicum, Archivio Italiano per la Storia della pietà, Internationale Zeitschrift für Humboldt Studien, Archivo Ibero-Americano. La sua attività di ricerca si è focalizzata sulla definizione di un francescanesimo moderno e contemporaneo.

 

Descrizione dei suoi ambiti di ricerca

Fr. Giuseppe Buffon ha iniziato la sua attività di ricerca interessandosi allo studio del genere letterario della ‘lettera pastorale collettiva’ attraverso l’analisi della documentazione prodotta dal ‘coetus episcoporum’ dell’Umbria, dalla sua fondazione (1849) alla seconda guerra mondiale; ha approfondito in seguito le origini della ‘sinodalità’ episcopale quale risposta alla ‘modernità’ attraverso un’indagine riguardante gli Atti della prima conferenza episcopale umbra (1849) celebrata a Spoleto, presente mons. Giuseppe Pecci, futuro Leone XIII. Con la scelta del tema per il dottorato di ricerca, sotto la direzione del prof. Giacomo Martina, è iniziato

l’interesse per il mondo francescano: un francescanesimo moderno e contemporaneo e non quello delle origini già abbondantemente sfruttato (Aspetti della vita e del governo di P. Bernardino dal Vago da Portogruaro, 1822-1895). Da qui il suo tentativo di operare una revisione dei criteri della storiografia francescana troppo incentrata sul tema delle origini (Economia devozioni e pellegrinaggi alla Verna. Regioni di una durata, 2000); da qui anche l’incentivo a studiare maggiormente non tanto la storia delle istituzioni, bensì la dimensione istituzionale delle organizzazioni religiose (I Francescani si confrontano

con la propria storia. Ricerca storica e trasformazione istituzionale, 2002). Con gli studi a Parigi, il suo interesse per la sociologia delle istituzioni e l’antropologia ha preso nuovo slancio (Dalle soppressioni alla rinascita, il "sine proprio" nella prospettiva di una "histoire au ras du sol, 1997; Tra ideali utopici e strategie di modernizzazione. L’ordine dei Frati minori nel secondo Ottocento: appunti per una storia dei processi di trasformazione della vita religiosa alle soglie della modernità, 2000): ha avuto inizio così una lettura assidua della sociologia delle organizzazioni nordamericana (March, Olsen, Di Maggio, Brusson) e tedesca (N. Luhmann); ha avviato così uno studio sulla presenza francescana in Terrasanta, con l’obiettivo di individuare le caratteristiche organizzative e quasi antropologiche di tale francescanesimo. L’indagine è approdata all’individuazione della categoria istituzionale di ‘anarchia razionale’, ritenuta interessante per la comprensione di diversi fenomeni organizzativi attinenti al mondo francescano mediorientale (Les Franciscaines en Terre Sainte entre Religion et politique (1869-1889): une recherche institutionnelle, 2002). Sono continuati intanto gli approfondimenti intorno ad altri percorsi di sociologia religiosa (Speculum facti sumus mundo’. Minorità/povertà come fattore di mobilitazione nei processi di riforma - XVI-XIX sec, 2002), integrati anche da apporti statistici (Socialità religiosa in numeri, 2003), alternati da nuove aperture verso la storia, ad esempio, del francescanesimo femminile (Francescanesimo al femminile’ nel nuovo mondo (1865-1890): una via di

modernizzazione della vita religiosa). In seguito ad una campagna di ricerche negli Stati Uniti (New York) ha dato vita ad un seminario, nel quale sono state discusse diverse questioni: “Cosa accade nella storia di una congregazione, che vede allontanarsi il momento che ha segnato il suo inizio, cioè l’esperienza della fondatrice/fondatore? In che modo, cioè e con quali strumenti e in quale circostanza una congregazione è portata a riflettere sul passaggio dalla biografia della fondatrice all’indagine intorno al suo successivo sviluppo? (Congregazioni religiose femminili negli Stati Uniti tra fondazione e sviluppo, 2005; Tra storia e storia di francescane oltre oceano, 2006; Tra confessionalismo e secolarizzazione. La provincia americana delle Francescane missionarie del S. Cuore tra cura dell’infanzia e svolgimento del paradigma religioso, 2007). L’esperienza si è consolidata trasformandosi in una offerta annuale di approfondimento (Un altro francescanesimo) per ricercatrici intorno alla storia delle congregazioni religiose francescane femminili: congregazioni femminili nella storia francescana, 2007; valutazione quantitativa, 2008; memoria custodita e memoria narrata, 2009. In questo ambito è stato elaborato un primo questionario sulla ‘tipologia degli istituti religiosi di ispirazione francescana’. Le sue indagini sulla Terra Santa e in parte quella sugli Stati Uniti hanno consentito di approfondire anche il tema missionario, trattato secondo le categorie della spazialità: mobilitazione, mondializzazione, universalismo cosmografico e antropologico (Tra spazio e territorio. La missione francescana in epoca moderna, 2006). Tra le ricerche in corso va segnalata quella sulle congregazioni religiose femminili, che tenterà di verificare i parametri e gli esiti dell’evoluzione organizzativa di una congregazione posta tra vecchio e nuovo mondo, cioè tra modernità e tradizione. L’incarico, conferitogli nel 2006, di offrire un corso intorno alla storia dei francescani in età moderna e contemporanea (1517-1980), l’ha indotto allo studio e alla redazione di una ricerca intorno alla storia della storiografia francescana (Francescanesimo in epoca moderna: una storia omessa?, 2011).

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