Domenica 29 marzo alle ore 10.00, in Piazza San Pietro, la Chiesa ha aperto la Settimana Santa con la Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme. Davanti all’Obelisco, è stato proclamato il Vangelo dell’entrata di Gesù in Gerusalemme e si è svolta la benedizione delle palme; quindi la processione ha accompagnato i fedeli verso l’altare per la celebrazione dell’Eucaristia.
Al centro della liturgia, l’omelia del Santo Padre Leone XIV ha indicato il volto di Cristo come “Re della pace”, in un tempo segnato da violenze e conflitti. Il Papa ha invitato a guardare a Gesù che, mentre attorno si prepara la guerra, “rimane fermo nella mitezza”; a Gesù che “si offre come una carezza per l’umanità”, mentre altri “impugnano spade e bastoni”; a Gesù che è “la luce del mondo”, quando “le tenebre stanno per ricoprire la terra”.
Riprendendo le Scritture, il Santo Padre ha ricordato che il Re messianico entra in Gerusalemme “in groppa a un asino, non a un cavallo”, compiendo la profezia che annuncia una pace capace di spezzare “l’arco di guerra” e di raggiungere “le nazioni”. E quando uno dei discepoli estrae la spada, Cristo lo ferma con parole nette: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno”.
L’omelia ha poi contemplato la Passione come rivelazione della mitezza di Dio: Gesù, “caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe”, “non aprì la sua bocca” e, invece di salvarsi, “si è lasciato inchiodare alla croce”, per abbracciare “tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità”. Da qui l’appello che attraversa la celebrazione: “Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”.
Concludendo, il Papa ha affidato questo grido all’intercessione della Vergine Maria, richiamando le parole del Servo di Dio Tonino Bello e la certezza che, “nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi” e che “le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate”.
Al termine della Messa, il Santo Padre ha guidato la preghiera dell’Angelus. All’inizio della Settimana Santa, ha espresso la vicinanza della Chiesa “ai cristiani del Medio Oriente”, provati da un “conflitto atroce”, e ha invitato a elevare la supplica “al Principe della pace”, perché sostenga “i popoli feriti dalla guerra” e apra “cammini concreti di riconciliazione e di pace”. Ha inoltre ricordato i marittimi vittime della guerra e i migranti morti in mare, rinnovando l’invocazione: “Terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace!”.
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