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San Felipe de Jesús

Protomartire messicano ucciso in Giappone

06 Febbraio 2026

La storia di San Felipe de Jesús si inserisce nell'uccisione di San Pedro Bautista e dei Santi Martiri del Giappone, di cui ricorre la memoria il 6 febbraio.

Felipe nacque a Città del Messico nel 1572, figlio degli emigrati spagnoli Alfonso de las Casas e Antonia Ruiz Martínez. Le biografie lo descrivono come un bambino irrequieto e monello, tanto che un giorno la sua bambinaia, ironizzando sulla sua indole e guardando un fico ormai secco, disse: “Filippo è un santo? Si, quando questo fico metterà nuove foglie verdi!”. Secondo la tradizione, quel fico verdeggiò proprio nel giorno della morte di Felipe: per questo motivo il fico è uno degli elementi che caratterizza la sua iconografia. 

A 24 anni entrò nel noviziato francescano di La Puebla de los Ángeles. I superiori lo paragonavano a un “calice d’argento puro che Dio solo sapeva e voleva cesellare”. Infatti, la sua vita fu tutta un dedalo di vie incrociate: dopo aver lasciato il noviziato, il padre lo mandò a Manila, nelle Filippine, per intraprendere una carriera nel commercio. Qui Felipe fu abbagliato dalla mondanità, ma quando finì i soldi e i suoi amici lo abbandonarono, riconsiderò la sua vocazione e tornò dai frati francescani, stavolta a Manila. Secondo il suo biografo Huerta, qui nel 1954 emise la sua professione religiosa, per poi essere inviato nel Messico per l’ordinazione sacerdotale insieme ad altri frati. Ma quella nave non arrivò mai a destinazione: si incagliò sulle coste del Giappone, e i frati decisero di restare lì per intraprendere l’opera missionaria, che inizialmente ebbe molto successo. 

Ma come accadde a Pedro Bautista, anche Felipe dovette scontrarsi con la politica dell’imperatore Hideyoshi: i governanti locali erano contrari alla diffusione del cristianesimo nell’impero, perciò l’imperatore fu costretto a mettere al bando tutti i missionari cattolici. 
Si trovava nel convento di Kyoto quando venne arrestato con i suoi confratelli; Felipe, che non era ancora stato ordinato sacerdote, avrebbe potuto evitare la tortura e la prigionia, ma scelse liberamente la stessa sorte dei missionari. 

Felipe e gli altri 25 martiri furono esposti al pubblico ludibrio per le strade di Kyoto e Nagasaki. Fu loro tagliato un orecchio e infine, sulla collina di Nishizaka, sei francescani (appartenenti al Primo e al Terzo ordine), tre gesuiti e 17 laici giapponesi furono crocifissi. Durante la sua agonia, invocava “Jesús, Jesús, Jesús”: vedendo che soffocava a causa dell’anello che lo teneva prigioniero al collo, i soldati lo colpirono con due lance al costato, una delle quali gli attraversò il cuore. Morì così martire il 5 febbraio del 1597. 

Fu beatificato insieme ai suoi compagni di martirio il 14 settembre 1627 da papa Urbano VIII e canonizzato l’8 giugno del 1862, da papa Pio IX, diventando così il primo santo di origine messicana.

Durante la sua brevissima prigionia, ebbe il tempo di scrivere la sua lettera d’addio:

Nagasaki, Giappone, 4 febbraio 1597

Cari Padri e Amici,
La notte passa velocemente. Domani morirò giustiziato sulla croce, ma non ho paura.
Il mio pensiero vola a voi e alla mia amata patria.
Ora che sto per ricevere il battesimo di sangue, ricordo di essere stato battezzato nella Cattedrale del Messico e delle volte in cui ho assistito alla Messa a San Francisco de Plateros.
Rimpiango gli anni sprecati a inseguire i miei appetiti, egoisti e dissoluti. Sia benedetto Dio che è venuto in mio aiuto, e ho capito che non valeva la pena vivere per questo. 
Volevo essere un missionario, ma ora Dio mi ricompensa prima che l’opera inizi, concedendomi l’opportunità di dare la vita per dimostrare il mio amore.
Mi dispiace di non essere tornato in Messico, nemmeno per un giorno; ma tornerò. Sono certo che tornerò per dire a tutti che la vera vita degna di essere vissuta è la vita eterna.
Pace e bene a tutti,
Fra Felipe de Jesús

Il nostro più sincero augurio ai fratelli della Provincia San Felipe de Jesús nel Messico, che celebrano la sua festa il 5 febbraio.

Fonti: Frati Minori Santi e Beati, a cura di Fr. Silvano Bracci, OFM e Sr. Antonietta Pozzebon, FMSC. Editrice Velar, 2009, pp. 259; Wikipedia

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Santi Francescani
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